mercoledì
20 marzo 2019

16:27

Gesù trasfigurato è luce nuova

A cura di don Ivano Maddalena

(Luca 9,28b-36)

Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Beato Angelico, "Trasfigurazione" (1438-1440), Museo nazionale di San Marco, Firenze

Beato Angelico, “Trasfigurazione” (1438-1440), Museo nazionale di San Marco, Firenze

Il testo

Con la seconda domenica di Quaresima passiamo dal deserto in cui Gesù fu tentato alla montagna dove Gesù si trasfigura e si ode la voce del Padre.

Una divisione del testo per aiutare a leggerlo può essere la seguente:
9,28: Dopo in deserto il monte e la preghiera
9,29: Il cambiamento che avviene nella preghiera
9,30-31: L’apparizione di due uomini e la loro conversazione con Gesù
9,32-34: La reazione dei discepoli
9,35-36: La voce del Padre

Andrea Previtali, "Cristo trasfigurato" (1513), Pinacoteca di Brera, Milano

Andrea Previtali, “Cristo trasfigurato” (1513), Pinacoteca di Brera, Milano

Gesù si trasfigura

Gesù era entrato in discussione con la gente soprattutto con le autorità religiose e civili del suo tempo.
Gesù sapeva che era ricercato, che lo avrebbero fatto tacere, l’annuncio del Regno, come lo proponeva Gesù, non era assolutamente tollerato.
Che fare? Tornare indietro o continuare?
Gesù non torna indietro, prosegue la sua missione con la prospettiva della croce che si avvicina.
Non siamo di fronte a un Messia Glorioso, ma testimoni del cammino del Servo Sofferente.
Il momento difficile spinge Gesù sul monte per pregare.

Giovanni Gerolamo Savoldo, "Trasfigurazione di Cristo" (1530 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze

Giovanni Gerolamo Savoldo, “Trasfigurazione di Cristo” (1530 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze

La trasfigurazione

Gesù porta con sé Pietro, Giacomo e Giovanni.
Nella preghiera Gesù cerca la forza per non perdere la direzione della sua missione.
Gesù prega, il suo aspetto cambia ed appare glorioso.
Il suo volto cambia d’aspetto e la sua veste diviene candida e sfolgorante.
E’ la gloria che i discepoli immaginavano per il Messia.
Tale cambiamento conferma i tre che Gesù è il messia che tutti aspettavano.
Ma non capiranno nulla per ora.
La Trasfigurazione è una chiamata a una conversione nel concepire il dono della salvezza.

Perugino, "Trasfigurazione" (creato tra il 1497 e il 1500), Collegio del Cambio, Perugia

Perugino, “Trasfigurazione” (creato tra il 1497 e il 1500), Collegio del Cambio, Perugia

Appaiono due uomini: Mosè ed Elia.

Esponenti dell’Antico Testamento, la Legge e i Profeti.
Che cosa si sia detto non ci è dato sapere.
Di certo la Trasfigurazione è un richiamo a svegliarci dal sonno, quel sonno che colpì i tre apostoli profondamente addormentati.
La reazione di Pietro conferma che non si son resi conto del significato della gloria in cui Gesù appare loro.
Si rendono conto solo di ciò che interessa loro.
“Maestro, è bello per noi stare qui!”
Non si vuole scendere dal monte.
Piace la gloria ma non la Croce.
Dormono e non comprendono la via della Croce, non saranno presenti nell’ora della Croce, dormono, Loro vogliono assicurare il momento della gloria sul Monte, e si offrono per costruire tre tende.

Raffaello Sanzio e Giulio Romano, "Trasfigurazione" (1518-1520), Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

Raffaello Sanzio e Giulio Romano, “Trasfigurazione” (1518-1520), Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

Pietro frastornato

Pietro non sapeva ciò che stava dicendo.
Pietro è frastornato, come confuso e sembra esserci la necessità di fare luce, di avere consapevolezza.
Ed ecco giunge una nube e monta la paura, eppure essa è simbolo della presenza di Dio. Già nel deserto aveva guidato il popolo d’Israele.
Una voce esce dalla nube e dice:
“Questo è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”.
Così Isaia aveva annunciato il Messia.
Dopo Mosè ed Elia, ora è Dio stesso a presentare Gesù come Messia-Servo-Obbediente fino alla Croce.
Giunge chiaro pure un avvertimento: “Ascoltatelo!”
Mosè ed Elia scompaiono e rimane solo Gesù.
Ciò significa che d’ora in avanti è solo Lui che interpreta la Scrittura e la Volontà di Dio.
E’ lui la Parola di Dio per i discepoli: “Ascoltatelo!”.


Dipinto di copertina: Giovanni Bellini, “Trasfigurazione di Cristo” (1478-1479 circa), Museo nazionale di Capodimonte, Napoli.

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