domenica
26 maggio 2019

11:50

Va’ e non peccare più

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”.

Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.

Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Pieter Bruegel il Vecchio, "Cristo e l'adultera" (1565), Courtauld Gallery, Londra

Pieter Bruegel il Vecchio, “Cristo e l’adultera” (1565), Courtauld Gallery, Londra

Divisione del brano

Gv 8,1-2: Gesù si reca al tempio per insegnare alla folla
Gv 8,3-6a: Gli avversari lo provocano
Gv 8,6b: La reazione di Gesù, scrive per terra
Gv 8,7-8: Seconda provocazione, e la stessa reazione di Gesù
Gv 8,9-11: Epilogo finale

Alessandro Turchi, "Cristo e l'adultera" (1619 circa), collezione privata

Alessandro Turchi, “Cristo e l’adultera” (1619 circa), collezione privata

Contesto

Nei Vangeli sono numerose le volte in cui Gesù si trova a doversi difendere dalla calunnia, dall’inganno, dai tranelli e le prove con cui Scribi e Farisei cercano di farlo cadere per poterlo arrestare.
Per costoro, Gesù era pericoloso, in quanto trasgrediva la legge del Sabato e chiamava Dio padre, Abbà, papà.
Gesù ha discusso tutto il giorno come ci dice la fine del capitolo 7 (Gv 7,37-52). Tutti tornano a casa (Gv 7,53).

Tiziano, "Cristo e l'adultera" (1511 circa), Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow

Tiziano, “Cristo e l’adultera” (1511 circa), Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow

Preghiera e insegnamento

Gesù non ha una casa a Gerusalemme.
Per questo si reca sul Monte degli Ulivi, dove trascorre la notte in preghiera (Gv 18,1).
Il giorno dopo, prima che spunti il sole, Gesù è di nuovo nel tempio.
La folla si avvicina per poterlo ascoltare.
Solitamente la gente si sedeva in circolo, attorno a Gesù e lui insegnava.
Egli insegna come uno che ha autorità e ci si chiede chi sia.
Ciò che andava dicendo suscitava interesse, sarà stato bello, poiché giungono al mattino in tanti presto per poterlo ascoltare!

Mattia Preti, "Cristo e l'adultera" (metà del XVII secolo), Palazzo Abatellis, Palermo

Mattia Preti, “Cristo e l’adultera” (metà del XVII secolo), Palazzo Abatellis, Palermo

I veri peccatori

Si avvicinano Scribi e Farisei.
Ancora una volta, si ancora una volta, Gesù mette prima in evidenza l’ipocrisia dei Farisei e pure la nostra chiaramente.
Tentano di trarre in inganno Gesù, vogliono avere una scusa per poterlo condannare, smascherare nel suo essere un impostore e certamente non il Messia.
Ma Gesù reagisce con un gesto e una frase decisiva: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra”.

Rembrandt, "Cristo e l'adultera" (1644), National Gallery, Londra

Rembrandt, “Cristo e l’adultera” (1644), National Gallery, Londra

Riconoscersi in coscienza peccatori

Lasciamo serenamente a terra le pietre della nostra ipocrisia, faremo un bel mucchio di certo.
Meglio questo gesto di consapevolezza del proprio peccato che la presunzione di essere giusti.
Gesù poi smaschera l’ignoranza dei Farisei, e pure la nostra chiaramente.
Loro, Farisei, non conoscono ciò che insegna la Legge e perché era stata data loro: “Per la durezza del vostro cuore…”
Pure noi abbiamo relativizzato tutta la Legge e le leggi alla pura valutazione della coscienza personale.
Giusto, ascoltare la coscienza personale, ma è Dio a illuminare la coscienza dell’uomo con la sua Legge: l’amore.
Se l’uomo la sa ascoltare e seguire non può che incontrare amore, pace e bene.

Lorenzo Lotto, "Gesù Cristo e l'adultera" (1556 circa), Museo - Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

Lorenzo Lotto, “Gesù Cristo e l’adultera” (1556 circa), Museo – Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

 

Il peccato è condannato

Il peccato è condannato. Peccare non è bene. Dio non fa sconti sul peccato, accoglie il peccatore, non lo accusa, non lo giudica, lo ama e lo invita alla gioia della conversione.
Gesù ci ricorda che Dio è Padre che giudica con moderazione, è indulgente e grande nell’amore.
Infine, e questo è il punto più importante del Vangelo, Gesù insegna a tutti la più grande forma di potere: il potere del perdono.
“Donna, nessuno ti ha condannata?”. “Nessuno, Signore”.
“Neppure io ti condanno; d’ora in poi non peccare più”. (Gv 8,10-11)
Nuova vita e invito a non peccare più.
Non occorre aggiungere altro, chi può e vuole intendere… comprenda e metta in pratica.
Siamo riconoscenti al Signore per il dono del suo perdono in Gesù.
Gesù potente in parole e opere, che muore crocifisso per amore, è capace di dare la vita nuova a tutti.
Il Padre non lo lascerà in potere della morte, il Risorto annuncia la vittoria sul peccato… e per noi peccatori è Vangelo.


Dipinto di copertina: Lucas Cranach il Vecchio (1472, Kronach – 1553, Weimar), “Cristo e la donna colta in adulterio” (1532), Olio su tavola, 82,5 x 121 cm, Museum of Fine Arts, Budapest.

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