domenica
26 maggio 2019

07:45

“Cristo Gesù è il Vivente”

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 20,1-9)

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”

Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

Tiziano, "Polittico Averoldi" (1520-1522), Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, Brescia

Tiziano, “Polittico Averoldi” (1520-1522), Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, Brescia

Suddivisione del testo, per comprenderlo meglio:

v. 1: l’introduzione, un antefatto che tratteggia la situazione;
v. 2: la reazione di Maria e il primo annuncio del fatto appena scoperto;
v. 3-5: la reazione immediata dei discepoli e la relazione che intercorre fra loro;
v. 6-7: constatazione del fatto annunziato da Maria;
v. 8-9: la fede dell’altro discepolo e la relazione di essa con la sacra Scrittura.

El Greco, "Resurrezione di Cristo" (1597-1600), Museo del Prado, Madrid

El Greco, “Resurrezione di Cristo” (1597-1600), Museo del Prado, Madrid

“Nel giorno dopo il sabato”

Si tratta del primo giorno della settimana.
Inizio di un tempo nuovo.
Giorno di nuova creazione, memoriale della Risurrezione: dies Domini; la domenica; il giorno del Signore.
Proprio in questo giorno: Maria di Magdala, già presente ai piedi della Croce nel venerdì di Passione, in compagnia di altre donne, non sola, visita il sepolcro, non si dice il perché, forse per piangere il lamento funebre.

Pietrp Perugino, "Resurrezione di San Francesco al Prato" (1499 circa), Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

Pietrp Perugino, “Resurrezione di San Francesco al Prato” (1499 circa), Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

“Di buon mattino, quando era ancora buio”

Sono le prime ore del giorno, vi è poca luce, si sperimenta la notte che dilegua e lascia spazio al nuovo giorno.
Tenebre e luce.
Mancanza di orientamento e accoglienza del Vangelo.
“La pietra era stata ribaltata dal sepolcro”
La pietra è tolta, rimossa. Si tratta di un segno forte; forse, questa pietra “tolta”, sbalzata via dal sepolcro è il segno materiale che la morte e il peccato sono stati “tolti” dalla resurrezione di Gesù?

Pieter Paul Rubens, "Resurrezione di Cristo" (1611-1612), Cattedrale di Nostra Signora, Anversa

Pieter Paul Rubens, “Resurrezione di Cristo” (1611-1612), Cattedrale di Nostra Signora, Anversa

“Corse allora e andò da Pietro e dall’altro discepolo”

Maria corre da coloro che condividono con lei l’amore per Gesù e la sofferenza per la sua morte atroce, aumentata da questa scoperta.
Pietro provato nel suo amore al Maestro: “Mi ami tu?”
Giovanni, l’apostolo amato, non per preferenza di Gesù, ma perché gli apostoli hanno riconosciuto in lui simile segno del Maestro che tutti amava indistintamente.
L’amore, dato e accolto, permette di riconoscere la presenza dell’amato.
“Hanno portato via il Signore dal sepolcro”
Cosa non inconsueta al tempo di Gesù, si pensa a un furto.
“Non sappiamo dove l’hanno posto”
Dove sarà? Chi l’avrà preso? Perché?
Andiamo a verificare si saranno detti Pietro e l’altro discepolo.

Paolo Uccello (cartone) e Bernardo di Francesco (esecuzione), "Resurrezione" (1443), Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze

Paolo Uccello (cartone) e Bernardo di Francesco (esecuzione), “Resurrezione” (1443), Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze

“Correvano insieme… ma l’altro… giunse per primo… ma non entrò”

Curiosità, ansia, inquietudine… che sarà accaduto?
L’altro discepolo arriva per primo, non entra, non è questione di cortesia o rispetto, ma semplicemente il riconoscimento del primato di Pietro, che non si deve però enfatizzare.
“Le bende per terra e il sudario… piegato in un luogo a parte”
Pietro, vede e verifica che non vi è stato furto alcuno, nessun ladro avrebbe perso tempo a sbendare il cadavere, distendere ordinatamente le fasce e il lenzuolo e anche arrotolare a parte il sudario!
Situazione di ordine e l’unica cosa che manca è il corpo di Gesù.
“Pietro… vide… l’altro discepolo… vide e credette”
Il vedere di Maria e di Pietro culmina nella fede dell’altro discepolo, il discepolo anonimo: noi!
“Vedere e credere” è molto significativo ed è riferito esclusivamente alla fede nella resurrezione del Signore.
“Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”
La via che ci permette di vivere nella fede autentica è la conoscenza della Scrittura alla luce dei fatti della resurrezione.
Buona Pasqua a tutti.

Il contesto liturgico non è indifferente per pregare questo Vangelo e l’evento della resurrezione di Gesù, attorno al quale ruota tutta la nostra fede e vita cristiana. La sequenza che caratterizza la liturgia eucaristica di questo giorno e della settimana che segue (l’ “ottava”) ci guida nel lodare il Padre e il Signore Gesù:

Alla vittima pasquale
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate
In un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto,
ma ora – vivo – trionfa.
“Raccontaci, Maria,
che hai visto sulla via?”
“La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto
e vi precede in Galilea”.
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
portaci la tua salvezza.


Andrea Mantegna, “Resurrezione” (1457-1459), Musée des Beaux-Arts, Tours

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