domenica
26 maggio 2019

05:55

“Pace a voi”

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Caravaggio, "Incredulità di san Tommaso" (1600-1601), Bildergalerie, Potsdam

Caravaggio, “Incredulità di san Tommaso” (1600-1601), Bildergalerie, Potsdam

Suddivisione del testo, per comprenderlo meglio:

20,19-20: apparizione ai discepoli e ostensione delle ferite
20,21-23: dono dello Spirito per la missione
20,24-26: apparizione particolare per Tommaso, otto giorni dopo
20,27-29: dialogo con Tommaso
20,30-31: lo scopo del Vangelo secondo Giovanni

Cima da Conegliano, "Incredulità di san Tommaso" (1502/1504), National Gallery, Londra

Cima da Conegliano, “Incredulità di san Tommaso” (1502/1504), National Gallery, Londra

Apparizione di Gesù ai suoi discepoli

“La sera di quello stesso giorno, della settimana…”
Si tratta del primo giorno dopo il sabato: il giorno del Signore per la comunità dei credenti, si tratta della domenica di nuova vita: Risurrezione.

“Mentre erano chiuse le porte…”
Una chiusura che racchiude un’indicazione, il corpo di Gesù risorto, pur essendo riconoscibile, non è soggetto alle leggi ordinarie della vita umana.

“Pace a voi…”
Risuona per ben tre volte, più che un augurio è una condizione, la pace messianica, il compimento delle Scritture, la liberazione, la vittoria sul peccato e sulla morte, la riconciliazione con Dio, frutto della sua passione,
dono gratuito di Dio.

 Cima da Conegliano, "Incredulità di san Tommaso col vescovo Magno" (1492), Gallerie dell'Accademia, Venezia

Cima da Conegliano, “Incredulità di san Tommaso col vescovo Magno” (1492), Gallerie dell’Accademia, Venezia

I segni del Risorto

“Mostrò loro le mani e il costato…”
Gesù mostra i segni della passione, le ferite dicono che la pace, la salvezza, nasce dal sacrificio in croce.

“E i discepoli gioirono al vedere il Signore…”
Ecco che la pace apre la via alla gioia, gioia piena che sarà piena nell’eternità.

Marco Richiedei, "Incredulità di san Tommaso" (prima metà del XVII secolo), Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, Brescia

Marco Richiedei, “Incredulità di san Tommaso” (prima metà del XVII secolo), Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, Brescia

La missione e il dono dello Spirito Santo

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi…”
Gesù è il primo missionario, sul suo esempio e invito lo possiamo essere anche noi, compiendo la sua stessa missione, indicando Lui come il Salvatore, Colui che salva l’uomo, ogni uomo.

“Alitò su di loro…”
Gesto antico, soffio di vita all’uomo, Una nuova creazione.

“Ricevete lo Spirito Santo…”
dono dello Spirito per una missione specifica, il dono di Pentecoste sarà per tutto il popolo di Dio.

“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi…”
Una missione per la riconciliazione, il perdono, Dio ha simile potere e viene trasmesso agli apostoli, alla Chiesa che deve ricordare come il potere è servizio, nel segno dell’amore.

Pieter Paul Rubens, "Incredulità di San Tommaso" (1613-1615), Koninklijnk Museum voor Schone Kunsten, Anversa

Pieter Paul Rubens, “Incredulità di San Tommaso” (1613-1615), Koninklijnk Museum voor Schone Kunsten, Anversa

Tommaso, uno di noi

“Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo…”
Tommaso il dubbioso, detto Didimo, cioè gemello, noi potremmo essere “gemelli” suoi per la difficoltà a credere in Gesù, Figlio di Dio, morto e risorto.

“Abbiamo visto il Signore!”
Il Messia è vivo, ora è ufficiale, si è fatta esperienza.

Ci sono numerosi testimoni oculari ma…

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò…”
Tommaso vuol fare esperienza diretta per credere.
Egli è disposto a credere, ma vuole risolvere di persona ogni dubbio, per il timore di uno sbaglio.
Tommaso non è uno scettico indifferente, ma un uomo in cerca della verità e Gesù lo accontenta pienamente.
Tommaso fa esperienza del Risorto, lo tocca, lo riconosce e matura al sua fede come dono.

“Mio Signore e mio Dio!”
Ecco la professione di fede nel Risorto.

Non c’è altro da aggiungere e… “beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”
Il IV vangelo, come gli altri, non ha lo scopo di scrivere la vita completa di Gesù, ma quello di dimostrare che Gesù era il Cristo, il Messia atteso, il Liberatore e che era Figlio di Dio. Credendo in Lui abbiamo la vita eterna. Se Gesù non è Dio vana è la nostra fede!


Dipinto di copertina: Mattia Preti, ” Il dubbio di San Tommaso” ( 1685 circa), National Museum of Fine Arts, La Valletta – Malta

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