domenica
26 maggio 2019

04:35

L’Amore che cambia la vita

A cura di don Ivano Maddalena

(Giovanni 21,1-19)

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.

E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Raffaello, "Pesca miracolosa" (1515-1516), Victoria and Albert Museum, Londra

Raffaello, “Pesca miracolosa” (1515-1516), Victoria and Albert Museum, Londra

Dal fallimento alla nuova possibilità

Una notte senza pesca, una delusione forte e un fallimento totale. I discepoli tornati a pescare sono a mani vuote, e in loro si alimentano sentimenti che vanno dalla rassegnazione alla speranza di tempi migliori.
L’alba che porta luce sulla riva e con essa la presenza del Risorto non riconosciuto eppure Gesù aspetta i suoi e si fa presenza che incoraggia, una voce che conforta, una Parola che invita a gettare le reti e a trovare nel pescato Colui che pesca, il Salvatore degli uomini.

Joachim Beuckelaer, Pesca miracolosa 1(563 circa), J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Joachim Beuckelaer, Pesca miracolosa 1(563 circa), J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Gesù vero cibo

Si gettano le reti e si ottiene il cibo quotidiano. Un atto di fede che ripaga oltre ogni speranza.
Il fuoco è già pronto e si cucina il pescato.
Ciò che illumina cuore e occhi è che quella presenza è vero cibo, il cibo della Sua Parola, donato come segno della Sua presenza di Risorto in mezzo a noi.

Tintoretto, "Cristo nel mare di Galilea" (1575-1580 circa), Washington

Tintoretto, “Cristo nel mare di Galilea” (1575-1580 circa), Washington

L’amore che cambia la vita

Dopo aver mangiato ecco risuonare la Sua voce: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?».
Gesù chiama colui a cui aveva cambiato il nome, con il suo nome, Simone, l’uomo, il pescatore.
Mi ami tu più di costoro? Più dei presenti.
Non si tratta di un mettere a confronto, l’amore è l’amore ma è possibile quantificarlo?
Si, ama di più chi più ha sperimentato il perdono, Pietro, pronto a seguire Gesù fino alla morte, lo aveva rinnegato.
Non aveva accettato il segno della lavanda dei piedi, segno di servizio e amore.
Proprio a Simone viene offerta una nuova possibilità.
“Pasci i miei agnelli.”
Pascere le pecore, averne cura, amarle.
Il gregge non è suo, neppure del Figlio, ma del Padre.
Il Padre lo affida a chi vuole, al Figlio in primis, e ora il Figlio lo affida a Pietro.
“Rimase addolorato.”
La coscienza di Pietro “morde”, il rimorso brucia, il tradimento per tre volte non è dimenticato e Gesù lo sa bene come sono andati fatti.

Aldi Agostino, "Pesca miracolosa" (1897), dipinto murale. Fonte: Inventario dei beni storici e artistici della diocesi di Trento

Aldi Agostino, “Pesca miracolosa” (1897), dipinto murale. Fonte: Inventario dei beni storici e artistici della diocesi di Trento

Mi ami tu?

Mi ami tu? Amiamo noi il Signore? Sono parole che ci scavano dentro e ci conducono alla verità.
Sarebbe bello dire in modo forte e autentico: Ti amo, Signore.
E in te amo tutte le creature, me compreso.
Pensiamo a un Pietro che così ragione e sperimenta: nel tuo perdono Signore ritrovo il mio volto, rigato dalle lacrime del fallimento.
Mi illudevo di amarti, e si è sgretolato tutto il mio grande amore nel canto di un gallo.
Non ti dirò più, Gesù, che sono meglio dei miei fratelli, perché nel tuo sguardo ritroverò le mie fragilità sanate come memoria vivente del mio essere piccola cosa.
Tu sai tutto, Signore, tu sai che ti amo.

Konrad Witz, “La pesca miracolosa” (1444), Musée d'art et d'histoire di Ginevra

Konrad Witz, “La pesca miracolosa” (1444), Musée d’art et d’histoire di Ginevra

Gesù si fida nonostante la fragilità dei suoi discepoli

Nonostante tutto Gesù ha fiducia nei suoi apostoli!
Sa che sono fragili creature e che sbaglieranno ancora.
L’amore non guarda a ciò che è giusto o sbagliato, ma al cuore come luogo di possibile incontro.
“Ti cingevi la veste da solo.”
Verrà il tempo in cui saranno altri a cingerci le vesti, il discepolato comporta anche questo, altri sceglieranno per te, ma tu sii missionario.
“Andavi dove volevi.”
Viene il tempo di comprendere che ciò che vogliamo non è poi così importante e che c’è qualcosa di più importante, nella vita, che conta davvero.
“Tenderai le tue mani.”
Legato, prigioniero, crocifisso, come di fatto accadrà.
Pietro avrà una vita che non sarà più da lui governata.
“Un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi.”
La volontà di Dio diventa il cibo quotidiano di Pietro.
Dopo tutto ciò ecco il: “Seguimi”.
Gesù chiama e forma il discepolo, lo invita a seguirlo, fino a dare la vita, fino al martirio.


Dipinto di copertina:

Johann George Platzer: “La pesca miracolosa” (1728-1739 circa), Salisburgo, Residenzgalerie

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