sabato
25 maggio 2019

17:04

LIBRI CONSIGLIATI #346

Disadorna e altre storie
Dario Franceschini
€ 15,00
2017, 91 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: Oceani)

Sono atmosfere rarefatte e surreali a fare da sfondo ai racconti di “Disadorna”. Seguendo quel tocco lieve e ironico che contraddistingue il realismo magico tutto padano di Dario Franceschini, incontriamo uomini storditi di fronte alla vastità del mare, ci perdiamo nella nebbia che avvolge la pianura, scoviamo ricordi e amori lontani, vediamo le storie con gli occhi dei protagonisti. Forse, ci dice l’autore, è proprio nelle cose più semplici della vita che si nasconde la felicità.

Parla, mia paura
Simona Vinci
€ 13,00
2017, 128 p., brossura
Einaudi (Collana: Einaudi. Stile libero big)

Poche volte come in questo libro il dolore diventa carne viva e incandescente, racconto sincero di un’esperienza che nasce autobiografica e si fa subito universale. 

Simona Vinci si immerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L’ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di «rifugiarsi nel mondo» e di condividere la propria esperienza che si sopravvive. La stanza protetta dell’analista e quella del chirurgo estetico, che restituisce dignità a un corpo di cui si ha vergogna, l’inquietudine della maternità, la rabbia della giovinezza, fino allo strappo iniziale da cui forse tutto ha avuto origine. Scavando dentro sé stessa, Simona Vinci ci dona uno specchio in cui rifletterci. Si affida alle parole perché «le parole non mi hanno mai tradita». Perché nella letteratura, quando la letteratura ha una voce cosí nitida e intensa, tutti noi possiamo trovare salvezza. Simona Vinci ha vinto il Premio Campiello 2016 con La prima verità. È cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura dei cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola. Nel posto in cui vivevo allora arrivava il richiamo lacerante dei piccoli rapaci notturni nascosti tra i rami degli alberi. Di notte, l’inferno indossava la maschera peggiore. Di notte, quando nelle case intorno si spegnevano tutte le luci, tutte le voci, quando sulla strada il fruscio delle automobili e dei camion si assottigliava.

Verso l’illuminazione. Come la meditazione insegna la felicità
Gyatso Tenzin (Dalai Lama)
Traduzione di: E. Valdré
A cura di:  J. Hopkins
€ 19,50
 2017, 239 p., rilegato
Mondadori (Collana: Saggi)

«Le emozioni distruttive ci rendono infelici, tanto che, quando il loro effetto negativo diminuisce, la nostra mente è più a suo agio, più contenta. Dunque, la chiave per la felicità è una mente addomesticata»

Se nel XX secolo la violenza ha sprigionato tutto il suo potere distruttivo in due guerre mondiali che hanno provocato milioni di morti, nei decenni inaugurali del Terzo millennio sembra aver assunto nuove forme, forse meno cruente ma altrettanto devastanti. Fra le principali cause di queste tragedie che si stanno consumando sotto i nostri occhi, Sua Santità il Dalai Lama individua la mancanza di quell’altruismo – o meglio, di quell’«assenza di sé» – che invece il buddhismo insegna e pratica per condurre ogni individuo alla piena realizzazione delle proprie potenzialità e aiutarlo a conseguire l’illuminazione, il suo stato spirituale più elevato. È l’illuminazione, quindi, il nostro vero obiettivo, che può essere raggiunto percorrendo le tracce sapientemente indicate dal Buddha: saggezza, concentrazione meditativa, condotta morale, soprattutto se esaltate dalla compassione. Quest’ultimo sentimento, sottolinea il Dalai Lama, va ben oltre l’empatia, poiché si estende all’impegno in prima persona ad alleviare le sofferenze del prossimo e di ogni essere senziente, senza limiti spaziali. In tal luce, diventa anche più chiaro come possiamo intervenire sulle nostre afflizioni mentali, trasformando gran parte dei sentimenti negativi e autodistruttivi in atteggiamenti aperti e positivi, che sono fonte di serenità e benessere non solo per noi ma per tutti coloro che ci circondano. Ricche di aneddoti personali e di acute riflessioni, queste pagine presentano del Dalai Lama un’immagine inedita: oltre che massima guida spirituale del buddhismo tibetano, premio Nobel per la pace, leader politico e personalità internazionale, anche studente alla continua ricerca della felicità, che – ci ricorda – è frutto di una disposizione interiore, ma è piena solo se condivisa.

Metti via quel cellulare. Un papà. Due figli. Una rivoluzione
Aldo Cazzullo, Rossana Cazzullo Maletto, Francesco Cazzullo Maletto
€ 17,00
2017, 195 p., brossura
Mondadori (Collana: Strade blu. Non Fiction)

Aldo Cazzullo si rivolge ai figli e a tutti i ragazzi: li invita a non confondere la vita virtuale con quella reale.

“Il telefonino e la rete sono il più grande rincoglionimento dell’umanità.” Aldo
“Il telefonino e la rete sono parte della nostra vita. E sono il nostro futuro.” Rossana e Francesco

Ma anche a non bruciarsi davanti ai videogame, a non andare sempre in giro con le cuffiette, a non rinunciare ai libri, al cinema, ai concerti, al teatro; e soprattutto a salvare i rapporti umani con i parenti e i professori, la gioia della conversazione vera e non attraverso le chat e le faccine. I suoi figli, Francesco e Rossana, rispondono spiegando al padre e a tutti gli adulti il rapporto della loro generazione con il telefonino e la rete: che consente di vivere una vita più ricca, di conoscere persone nuove, di mettere lo studente al centro della scuola, di leggere i classici. Ne nasce un dialogo serrato sui rischi e sulle opportunità del nostro tempo: la cattiveria online, gli youtuber e l’elogio dell’ignoranza, i cyberbulli, gli idoli del web, i padroni delle anime da Facebook ad Amazon, l’educazione sentimentale affidata a YouPorn, la distruzione dei posti di lavoro e della cultura tradizionale, i nuovi politici da Trump a Grillo, sino all’uomo artificiale; ma anche le possibilità dei social, i nonni che imparano a usare le chat per parlare coi nipoti, la rivolta contro le dittature, la nascita di una gioventù globale unita dalla rete.

Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese
Sabina Fedeli
€ 15,00
2017, 137 p., brossura
Giuntina (Collana: Vite)

Ida Bonfiglioli, ebrea antifascista ferrarese, a novantanove anni festeggia la visita del nipote con un gesto guascone: una gita a tutta velocità sulla sua spider. Ha ancora lo stesso spirito anticonformista e battagliero della gioventù quando il 21 settembre 1941 corre al tempio israelitico della sua città per fotografare lo scempio operato dai fascisti che distruggono arredi e oggetti sacri. Suo marito è già stato mandato al confino per la sua opposizione al regime e i due figli cacciati dalla scuola. In un racconto-intervista, la protagonista, ripercorrendo le vicende drammatiche della sua famiglia, narra un secolo di storia italiana, dal padre irredentista che si lascia morire a Vienna pur di non combattere per l’Austria, alle leggi razziali, alla strage della lunga notte del ’43 e alla fuga in Svizzera durante la quale la madre viene catturata dalle SS. E lo fa infilando gli occhiali nelle cui stanghette è celato l’apparecchio acustico, gli “occhiali del sentimento” come li chiama, giocando sul doppio senso fra udito e cuore. Ne emerge il ritratto di una donna lucida e dalla grande umanità che sopporta lutti e dolori con un’arma formidabile: quella dell’ironia. Profonda conoscitrice della musica classica, lettrice vorace di gialli, Ida accanto al ricordo dei parenti mai più tornati dai lager descrive i giorni spensierati delle partite di tennis in casa dello zio Silvio Finzi-Magrini, alla cui figura si ispira Giorgio Bassani nel romanzo “II giardino dei Finzi-Contini”. E ancora rievoca la ricostruzione postbellica attraverso aneddoti e curiosità sui concerti organizzati a palazzo Bonfiglioli con grandi pianisti come Benedetti Michelangeli e Dallapiccola. Un libro che parla di passione politica e coraggio, di processi della vergogna e gesti di altruismo. E del piccolo segreto che Ida nella sua lunga vita non ha mai svelato.

E tu non sei tornato
Marceline Loridan-Ivens
Traduzione di: M. Capuani
€ 9,00
2017, 108 p., brossura
Bollati Boringhieri

1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau. Lei si salva, lui no. Oggi ottantanovenne, in queste memorie in forma di lettera al padre, Marceline ricorda con straordinaria chiarezza gli orrori subiti, ma soprattutto rivela l’amore incondizionato che la lega al genitore, le cui parole al momento della deportazione – «Tu tornerai, Marceline, perché sei giovane» – l’accompagnano, spronandola a sopravvivere, per tutto il percorso che la attende, da un campo all’altro, da Birkenau a Bergen-Belsen, da Lipsia a Theresienstadt, fino alla liberazione e al ricongiungimento con la madre e i fratelli. Le sue frasi brevi, concise, ci presentano i fatti accaduti man mano che le ritornano alla memoria, e ci raccontano anche il «dopo»: il ritorno a casa, la difficoltà di tornare a una vita normale, le incomprensioni con chi vuole solo dimenticare, il matrimonio con l’intellettuale francese Joris Ivens. Un flusso di ricordi breve ma torrenziale, pieno di pathos, animato da un’incrollabile voglia di sopravvivere, rende impossibile staccare gli occhi dalle pagine di una delle testimonianze più forti consegnateci dalle vittime della Shoah.

I rifugiati
Thanh Nguyen Viet
€ 16,50
Traduzione di: L. Briasco
2017,  219 p., brossura
Neri Pozza (Collana: Bloom)

I rifugiati racconta un mondo di storie intime e struggenti che costituiscono una preziosa testimonianza sulle difficoltà dell’immigrazione e sulle lotte per l’accettazione.

In «I rifugiati» Viet Thanh Nguyen dà voce alle vite di tutte quelle persone divise tra due mondi, la patria adottiva e il paese di nascita. Da un giovane rifugiato vietnamita che subisce un profondo shock culturale quando si trasferisce a vivere con due gay a San Francisco, a una donna il cui marito è affetto da demenza e inizia a confonderla con la sua ex amante, e ancora una ragazza che vive a Ho Chi Minh, città in cui la sorellastra torna dall’America: storie di vite che diventano una testimonianza sentita sulle difficoltà dell’immigrazione. Questa raccolta di racconti è un libro ricco di osservazioni acute sulle aspirazioni di coloro che lasciano un paese per un altro, per scelta o per necessità, e sulle relazioni e i desideri di autorealizzazione che definiscono la nostra vita.

Le vette degli immortali
Goretta Traverso Casarotto
€ 16,00
2017, 328 p., ill. , brossura
Alpine Studio (Collana: Orizzonti 2.0)

Un viaggio nella storia millenaria della Cina alla scoperta delle tradizioni, dei miti e delle credenze che nel corso dei tempi si sono intrecciati attorno ai Cinque Picchi Sacri, vette sublimi percepite come sentinelle dei confini del Celeste Impero e fondamentali centri di potere spirituale. Venerati come vere e proprie divinità, con il ruolo di garanti dell’ordine cosmico, i Cinque Picchi Sacri sorreggono la Volta celeste e ancorano la Terra. Dimora di esseri divini e sede terrena di Immortali e via privilegiata per comunicare con il Cielo, i Cinque Picchi divennero quindi luoghi di grande attrazione per diverse categorie di eremiti alla ricerca dell’immortalità, ma anche mete di pellegrinaggi popolari che proseguono tutt’oggi. L’autrice ha visitato più volte queste Sacre vette, cercando di coglierne lo spirito, e nel libro ne ripercorre la lunga e affascinante storia. Nel cammino ha ‘incontrato’ imperatori e concubine, dei ed eroi, funzionari e ministri, poeti, pittori e filosofi, eremiti e pellegrini, maestri eminenti e saggi immortali: un viaggio appassionante tra passato e presente, un percorso che mette in luce l’importanza che questi Sacri monti hanno avuto nella religiosità e nella storia del popolo cinese.

Sognatori, poeti, viaggiatori. Sguardi su Verona e il lago di Garda
€ 26,00
2017, 133 p., ill. , brossura
Antenore

Da Boccaccio a Dickens, da d’Annunzio a Ruskin, da Rossini a Maderna: innumerevoli sono gli scrittori, i musicisti, i pittori e gli esponenti del gran mondo che in epoche diverse visitano Verona, la frequentano e la “sognano”, trasformandola in vero e proprio mito. A partire dai racconti letterari, nella «fair Verona» shakespeariana l’immaginazione si sovrappone, dunque, da sempre e con naturalezza alla realtà: l'”inventio”, il fascino dell’architettura e la bellezza del paesaggio si fanno testimonianza in diari e pagine narrative, in versi, in musica, in una fìtta rete di corrispondenze. Passaggio obbligato del Grand Tour, nel Novecento Verona continua ad attrarre anche oltre le mura cittadine, con l’apertura alle colline vicine e all’azzurro del Garda. Corredano i testi, redatti da esperti e rinomati studiosi del panorama accademico italiano, suggestive immagini della città

Coach Wooden and me. 50 anni di amicizia dentro e fuori dal campo
Kareem Abdul-Jabbar
Traduzione di:  A. Maestrini
€ 20,00
2017, 256 p., ill. , brossura
ADD Editore

Coach Wooden and me è la biografia di un grande allenatore e l’omaggio a un uomo, al basket e alla vita. Un libro per chi ama lo sport e per chi crede nel valore dell’amicizia. 50 anni di amicizia dentro e fuori dal campo.

All’età di 18 anni Lew Alcindor da New York City approda a Los Angeles, a UCLA alla corte di John Wooden. Tra i due nasce un rapporto di amicizia e fiducia tra i più duraturi della storia dello sport, raccontato da due foto scattate nello stesso luogo a 41 anni di distanza. Nella prima un allenatore bianco, cinquantaseienne, indica a un diciannovenne nero di due metri e venti come si sta in campo. Nella seconda, lo stesso uomo bianco, quasi centenario, si appoggia a quel ragazzo nero, ormai uno degli sportivi più famosi del mondo, per uscire dal campo tra gli applausi. Dopo la morte di Wooden nel 2010, Kareem Abdul-Jabbar ha iniziato a pensare e scrivere questo libro, pubblicato a maggio 2017 in America e subito diventato un best seller, in cui racconta i particolari di un rapporto sportivo, umano e culturale che ha segnato la sua vita. Ricco di aneddoti, di ricordi e di momenti di vita e di basket, il libro ripercorre le tappe di una carriera eccezionale, fatta anche di momenti difficili e di battaglie come quella contro il razzismo e la discriminazione. Uomo di solidi principi, capace di comprendere e di stare vicino ai suoi atleti, coach Wooden attraverso il basket insegnava ai ragazzi a studiare e capire il mondo anche fuori dal campo.

«Sono impressionato dai tuoi voti, Lew» disse coach Wooden al nostro primo incontro, mentre mi sedevo davanti a lui e alla sua scrivania piena di appunti. Voti? Ho pensato. Sei l’allenatore di una delle migliori squadre di basket del Paese e parli di voti? E le mie statistiche impressionanti? Come se avesse capito cosa stavo pensando, mi guardò negli occhi per tranquillizzarmi e disse: «Per la maggior parte degli studenti, il basket è qualcosa che passa. La conoscenza invece ti accompagna per sempre.»

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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