martedì
21 agosto 2018

13:23

LIBRI CONSIGLIATI #376

L’ascensione del Monte Bianco
Ludovic Escande
Traduzione di: M. Botto
€ 15,00
2018, 136 p., rilegato
Einaudi (Collana: Frontiere Einaudi)

Tra crisi d’ansia e paesaggi mozzafiato, vertigini invalidanti e percorsi impervi, Ludovic raggiunge la cima del Monte Bianco con i suoi amici.

– Fidati di me. Conosco tecniche efficacissime per superare le vertigini. 
Due o tre insegnamenti che mi hanno trasmesso certi veterani dell’Everest. 
Il primo consiglio è aggrapparti bene alla corda di chi ti precede.
Il secondo è non guardare in basso.
– Ah… e il terzo? 
– Chiudere gli occhi quando hai paura. 

«Caro Ludovic, ti porterò in cima al Monte Bianco!» L’avventura comincia cosí, in una sera di fine ottobre innaffiata di chablis: Ludovic ha appena confidato a un amico che sta attraversando un periodo difficile, sua moglie vuole divorziare, sente di aver fallito in tutto. L’amico è lo scrittore Sylvain Tesson, esperto scalatore, celebre per i suoi libri e le imprese folli a tutte le latitudini. Per lui proporre la scalata del Monte Bianco come sollievo ai dispiaceri dell’amico è la cosa piú naturale del mondo! Ma l’impresa è davvero «un’impresa impossibile», o almeno cosí appare, perché Ludovic è un tipo sedentario, un animale da città, un fumatore accanito, un bevitore tenace, uno schiavo dei farmaci. E poi, ha paura. Paura dell’altezza. Ludovic – che oltretutto è un editor: categoria notoriamente poco avvezza alle vette – non possiede nemmeno un centimetro della stoffa dell’alpinista… tranne, forse, l’incoscienza che lo spinge a dire di sí. La partenza è prevista per fine giugno. Seguiranno mesi di dura preparazione scanditi da ginocchia doloranti, allenamenti su e giú per le scale della casa editrice, vani tentativi di darci un taglio con i vizi. Si unirà al duo la guida Daniel du Lac e lo scrittore e amico Jean-Christophe Rufin, anche lui alpinista esperto. Per raggiungere il tetto d’Europa, Ludovic si arma di un paio di scarpe della misura sbagliata, di scorte di Xanax e di una dose di insospettabile coraggio. Tra crisi d’ansia e paesaggi mozzafiato, vertigini invalidanti e percorsi impervi, Ludovic raggiunge la cima del Monte Bianco con i suoi amici. Da qui la prospettiva si rivelerà completamente diversa: per quanto impegnativo (e pericoloso!) il cammino che porta alla vetta è costellato di quelle scoperte in grado di mutare il corso di un’esistenza. L’ascensione del Monte Bianco è una storia vera, con un vero lieto fine. Un’avventura di montagna e di amicizia, di pericoli assurdi e di coraggio, ma anche una spiazzante riflessione sul nostro modo di affrontare la vita e la concreta possibilità di cambiarla.

Maggio 68. La breccia
Edgar Morin
A cura di: F. Bellusci
€ 11,00
2018, 110 p., brossura
Cortina Raffaello (Collana: Temi)

Che cosa è stato il Maggio 68? Lo sguardo straordinariamente acuto di Edgar Morin sugli eventi di quel mese cruciale (università occupate, agitazioni, barricate, scontri) restituisce un’immagine vivida dell’amalgama che dà origine alla protesta. Sempre intrecciando istanze libertarie e velleità rivoluzionarie, conflitto generazionale e lotta di classe, il movimento studentesco e giovanile di quell’anno apre una faglia, una breccia, dentro la quale si riversano processi innovativi: la parità uomo-donna, la difesa delle minoranze, la coscienza ecologica, l’esigenza di riappropriarsi delle scelte di vita. La rivolta studentesca e giovanile del maggio non sfocia, secondo Morin, in una rivoluzione politica o sociale, ma annuncia un rinnovamento culturale e antropologico. La crisi che provoca non è una crisi politica ma una strisciante crisi di civiltà, di quella “civiltà del benessere” ancora trionfante negli anni immediatamente precedenti il 1968.

Zona industriale
Eduard Limonov
€ 16,00
2018, 248 p.
Sandro Teti Editore (Collana: Zig Zag)

Ora nessuno ci sta più alle calcagna. «Oggi i loro superiori gli faranno il culo!» ridacchia Michail. Ecco come trascorrono i nostri giorni. Non sempre riusciamo a essere più furbi degli sbirri. Ma è ovvio che sia così: loro sono ricchi, noi invece poveri. E perseguitati.

Finalmente in Italia l’autobiografia di Eduard Limonov, l’intellettuale dissidente divenuto celebre presso il grande pubblico grazie al best-seller di Emanuel Carrère dedicato alla sua vita e pubblicato in Italia da Adelphi nel 2014. Un “romanzo moderno”, così lo definisce l’autore, che attraversa gli episodi più rilevanti della propria vita, avvenuti prevalentemente dopo la sua scarcerazione, nel 2003. E poi tutte le donne conosciute, dalla convivenza con la ventenne Nastja – che lo aveva atteso durante la reclusione – al periodo in cui si offre a relazioni occasionali per arrivare al quinto matrimonio, con la famosa attrice, di trent’anni più giovane, Ekaterina Volkova, che sarà la madre dei suoi due figli, fino alla rabbiosa relazione con la spogliarellista Magdalena. Unitamente alla sua storia personale, Limonov racconta la radicale trasformazione della zona industriale: i nipoti degli operai delle fabbriche che affittano i propri appartamenti alla borghesia postsovietica e si trasferiscono in periferia, le vie del quartiere che si trasformano, riempiendosi di auto di grossa cilindrata, negozi e uffici.

Eduard Limonov Tour: il programma delle presentazioni in Italia (clicca qui)

Io non sono un albero. Storia di un esilio persiano
Maryam Madjidi
Traduzione di: Simona Munari
€ 16,00
2018, 176 p., brossura
Bompiani (Collana: Letteraria straniera)

Iran, fine degli anni ’70. I genitori di Maryam sono giovani, comunisti e innamorati del loro Paese. Ma l’Iran sta sprofondando verso uno dei regimi più oscurantisti dell’epoca moderna, e la famiglia è costretta a fuggire. Quando, a sei anni, Maryam raggiunge il padre in esilio in Francia, ad accoglierla è prima di tutto una nuova lingua, che lei subito rifiuta, per poi invece sceglierla come unico salvagente possibile, al punto da respingere ogni richiamo alle origini: ”Io non sono un albero, non ho radici”. Solo anni dopo, quando ai genitori ormai stanchi le parole iniziano a mancare, Maryam trova la forza di volgersi indietro, recuperando la lingua come unico strumento per ritrovare la memoria. Con una scrittura intessuta di poesia e di humour, Maryam Madjidi racconta come le radici possano essere un fardello, un’arma di seduzione, un incubo, un’inesauribile risorsa. Il ritorno pieno di strazio e di allegria nella Teheran contemporanea, il viaggio alla riscoperta delle voci perdute dell’Iran, il rifiuto e l’amore come poli fondamentali per la costruzione di ogni identità: questo mémoir è un viaggio di liberazione dall’esilio interiore in cui ogni figlio rischia di confinarsi se dimentica la propria lingua madre.

Il catalogo delle donne valorose
Serena Dandini
Illustrazioni di: A. Pistacchi
€ 19,00
2018, 276 p., ill., brossura
Mondadori (Collana: Omnibus)

Le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili.

“È facile per una donna essere valorosa. Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari… già dovrebbe far scattare una decorazione al merito. Il piccolo inconveniente da secoli è che non c’è nessun podio o inno pronto ad accogliere queste vincitrici, né tantomeno una medaglia da appuntar loro al petto. È un annoso argomento che studiose molto più autorevoli di me hanno già posto all’attenzione mondiale: per semplificare la pratica potremmo dire che, mentre l’Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali. Eppure le esponenti di quella che una volta veniva chiamata ‘l’altra metà del cielo’ hanno fatto la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità in tutti i campi possibili: dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica, non trascurando la cibernetica e la fisica quantistica; ma per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tantomeno sono riconosciute come maestre e pioniere: in sintesi, si fa fatica a intestar loro persino una strada periferica.” 

Partendo da questa amara ma indiscutibile premessa, Serena Dandini decide di raccontare le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Così, una accanto all’altra, introdotte dai meravigliosi collages di Andrea Pistacchi, scorrono le vite di Ilaria Alpi, la giornalista uccisa mentre indagava su scomode verità, Kathrine Switzer, la prima donna a correre la maratona di Boston, Ipazia, che nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, osò scrutare il cielo per rivelare il movimento dei pianeti, Olympe de Gouges, autrice nel 1791 della rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina , fino a Betty Boop che, pur essendo solo una donnina di carta, ha dovuto comunque subire una censura per via della propria esuberanza. In attesa di un riconoscimento ufficiale con tanto di busti marmorei e lapidi a eterna memoria, l’autrice ha affiancato alle protagoniste del suo libro altrettante rose che lungimiranti vivaisti hanno creato per queste donne valorose. “Questo catalogo non ha la pretesa enciclopedica di fare giustizia dell’amnesia collettiva che ha privato la storia di una parte essenziale del suo albero genealogico, ma vuol solo farvi ‘assaggiare’ quell’epopea sommersa. Se il mondo dei ‘padri’ illustri ha fatto cilecca in molti campi, per fortuna abbiamo ancora un terreno inesplorato di ‘madri’ eccellenti e autorevoli a cui rivolgerci con un nuovo entusiasmo – cattive maestre comprese, che non guastano mai in una corretta educazione.” Una delle scrittrici più importanti e amate d’Italia scrive un libro appassionante e necessario, restituendo ai lettori le vite di donne formidabili, per alimentarne la memoria e perché possano essere di esempio per le nuove generazioni.

Aldo Moro il Professore
Giorgio Balzoni
€ 12,00
2018, 253 p., brossura
Lastaria Edizioni (Collana: Contemporanea. Pocket)

Era il 9 maggio del 1978 quando il corpo di Aldo Moro venne ritrovato privo di vita in via Caetani. Quarant’anni dopo l’assassinio delle Brigate Rosse, Aldo Moro recupera lo spessore tridimensionale del grande uomo politico, dell’abile statista e soprattutto del professore appassionato e partecipe della vita dei suoi studenti e delle sue studentesse. Una figura che ha segnato la storia del nostro Paese e che oggi si rivela in tutta la sua sorprendente attualità.

“Aldo Moro il Professore”, film tv di Francesco Miccichè su RayPlay (clicca qui per guardare)

Supernova. I segreti, le bugie e i tradimenti del MoVimento 5 stelle: storia vera di una nuova casta che si pretendeva anticasta
Nicola Biondo, Marco Canestrari
€ 18,00
2018, 441 p., brossura
Ponte alle Grazie (Collana: Inchieste)

Il MoVimento 5 Stelle come non è mai stato raccontato, grazie alle sconvolgenti rivelazioni di due autorevoli insider.

«Supernova è un noir politico. È la storia di come nasce, cresce e viene ammazzata la pazza idea di Gianroberto Casaleggio di costruire il primo movimento politico che utilizzi Internet come strumento di propaganda e organizzazione. È una storia raccontata da un osservatorio unico e privilegiato: abbiamo fatto parte, in momenti diversi e decisivi, della macchina organizzativa del MoVimento 5 Stelle. L’abbiamo vista nascere, l’abbiamo fatta crescere, ce ne siamo allontanati. Conosciamo tutti i luoghi del delitto, le armi usate e i killer. Supernova trascina il lettore sul set del più incredibile assassinio: quello di una forza politica che attraverso la Rete ha creato una bolla narrativa degna di Matrix, il più grande raggiro di massa mai messo in atto in una democrazia occidentale». (Nicola Biondo e Marco Canestrari)

Grillo: ascesa e caduta di chi affermava «Io sono oltre Hitler»
– conflitto di interessi: davide Casaleggio e il partito-azienda
– curriculum taroccati, dilettanti allo sbaraglio, faccendieri, mercanti d’armi
– Di Maio e Di Battista dietro le quinte
– Raggi, Appendino, Fico: poca autonomia, molta obbedienza
– la bufala del reddito di cittadinanza
– fake news, troll e shit storm: la violenta strategia digitale
– i dati privati usati a scopi elettorali

Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura
Vittorio V. Alberti
€ 17,00
2018, 230 p., rilegato
Rizzoli (Collana: Saggi italiani)

Nella sua appassionata denuncia, Vittorio V. Alberti affronta alla radice la piaga originaria che consuma la società italiana e mina alle basi qualunque prospettiva di progresso civile. 

“Ecco la corruzione: la meritocrazia della lusinga, dell’intrigo, della piaggeria, del servilismo, dell’ipocrisia invece che della competenza.”

Nella sua appassionata denuncia, Vittorio V. Alberti affronta alla radice la piaga originaria che consuma la società italiana e mina alle basi qualunque prospettiva di progresso civile. E la radice va ricercata proprio in una cultura che disprezza il merito, la riflessione, la ricerca della bellezza in nome di miopi interessi personali o di gruppo. È contro la cultura della mafia e della corruzione che è indispensabile battersi, come sostengono nel saggio introduttivo il procuratore della repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e nella postfazione il fondatore dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti. “La corruzione e la mafia sono simboli maledetti di questa grande corruzione culturale, sono bruttezza. Per ricucire un futuro la strada è nel passato, nel nostro patrimonio, che è bellezza. Ecco l’idea: la potenza culturale italiana per combattere la corruzione e le mafie. Il patrimonio di intelligenza e bellezza, che è il nostro valore, la nostra identità, è nostro e nessuna forza oscura può togliercelo a meno che non glielo lasciamo fare, come spesso avviene per nostra colpa.”

Italia da salvare. Gli anni della Presidenza di Italia Nostra (1965-1980)
Giorgio Bassani
A cura di: C. Spila, D. Cola
€ 20,00
2018, 312 p., Brossura
Feltrinelli

“Il mondo è diventato moderno perché la storia è passata veramente di qua; ne abbiamo le prove sparse in tutto il territorio”

Oltre a essere narratore e poeta, consulente editoriale per Feltrinelli e vicedirettore della Rai, Giorgio Bassani fu tra i fondatori di Italia Nostra, associazione nazionale che ha tutt’oggi l’obiettivo di diffondere nel paese la cultura della conservazione del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città. «L’Italia è un Paese sacro non soltanto per noi, ma per il mondo intero» scriveva Bassani, ai vertici di Italia Nostra per quasi trent’anni. La sua posizione e il suo impegno sono evidenti in questi testi, raccolti e ripresentati in una nuova edizione ampliata e corretta: interventi, discorsi, lettere, interviste e articoli scritti o pronunciati dal grande intellettuale nell’ambito della sua attività di presidente dell’associazione, dal 1965 al 1980, e come presidente onorario negli anni seguenti. Il risultato di queste pagine è un vero e proprio bilancio non solo della sua attività letteraria ma del suo strenuo impegno civile. Scrive la figlia Paola: «Per Bassani […] questo patrimonio è “sacro” e colpisce con quanta consapevolezza storico-critica, con quanta vis polemica e pedagogica, con quanta appassionata e laica religione, egli si getti, ogni volta, nella mischia, sappia affrontare senza alcun complesso presidenti della Repubblica, ministri e amministratori vari: l’obiettivo è quello di trasmettere allo Stato italiano la forza morale necessaria per difendere il proprio patrimonio dai pericoli e le sopraffazioni del boom economico e delle avidità locali, perché anteponga l’interesse generale a quello settoriale o privato, perché si convinca insomma ad esistere e a funzionare».

L’Italia intatta
Mario Tozzi
€ 19,50
2018, 430 p., ill., rilegato
Mondadori (Collana: Orizzonti)

Viaggio nei luoghi italiani non alterai dagli uomini e fermi nel tempo. Un mosaico di straordinaria bellezza.

“Questo libro non è una guida di viaggio, ma un compagno di strada: coltivo l’illusione che possa farvi visitare il nostro paese anche senza muovermi da casa. E farvi osservare con altri occhi ciò che pensavate di avere già visto.”

Spesso ci viene raccontata un’Italia bellissima, l’Italia dei grandi siti archeologici, delle innumerevoli città d’arte e delle terme monumentali. Un paese meraviglioso che, nei secoli passati, i figli dell’aristocrazia europea eleggevano a meta del loro Grand Tour, finendo invariabilmente per innamorarsene. Altre volte, invece, l’immagine più diffusa è quella di un’Italia sfigurata, che nel continente vanta il triste primato del più alto consumo di suolo, e dove l’inestimabile patrimonio naturale e culturale viene sfregiato, distrutto o svenduto. Qual è, dunque, il vero volto del nostro paese? Probabilmente né l’uno né l’altro, perché l’Italia è un incredibile mosaico, ricomposto così tante volte da renderne irriconoscibile il disegno originario, ma nel quale affiorano, in mezzo a centinaia di orrori, tessere di vivida bellezza, qualcuna ancora magicamente intatta. È alla scoperta di questi luoghi, ultime testimonianze di una natura incontaminata ormai in via di estinzione, che Mario Tozzi conduce il lettore, in un emozionante viaggio verso mete che, per la loro inaccessibilità alle auto, sono finora miracolosamente scampate all’assalto del turismo di massa. Dal ghiacciaio dell’Adamello alle Alpi liguri, dall’isola di Montecristo alle Eolie, passando per la Barbagia, l’Aspromonte e le faggete della Marsica, dove l’orso combatte la sua disperata lotta per la sopravvivenza, il percorso si snoda lungo i sentieri meno battuti, al ritmo lento e silenzioso dei passi, il solo che consenta di godere delle mille sfumature cromatiche di un bosco, di cogliere il fuggevole passaggio di un animale selvatico e di leggere la storia del territorio impressa nelle rocce. Ma intatti, per l’autore, sono anche quei luoghi in cui le opere dei suoi antichi abitanti hanno mantenuto l’originario splendore, resistendo al tempo e all’invadenza di una dissennata urbanizzazione: i Sassi di Matera e l’ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, le camere dello scirocco, geniale esempio di climatizzazione ante litteram nelle viscere di Palermo, la spettacolare Napoli sotterranea, un grembo accogliente e sicuro nel quale tanti partenopei trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei dell’ultima guerra, o lo stupefacente sottosuolo di Roma, 5000 chilometri di condotti fognari risalenti probabilmente agli Etruschi. Un’Italia «intatta», quindi, per il momento esiste ancora: imparare a conoscerla è l’unico modo non solo per riappropriarsene ma per sentire la responsabilità e il dovere di conservarla, in quanto traccia delle profonde radici di un’identità culturale e di una storia che sono il vero bene da lasciare in eredità alle generazioni future.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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