martedì
21 agosto 2018

09:48

LIBRI CONSIGLIATI #378

Grazie, Obama. I miei anni alla Casa Bianca. Memorie semiserie di un giovane scrittore di discorsi
David Litt
Traduzione di: N. Marcionni
€ 18,00
2018, 380 p., rilegato
HarperCollins Italia

Avete presente quando i presidenti si esprimevano con frasi elaborate anziché con tweet frizzanti? David Litt, scrittore di discorsi, se lo ricorda bene… e in questo divertente memoir riporta il lettore agli anni della presidenza di Obama e traccia il percorso verso l’era di Trump.

Come molti ventenni, David Litt si è spesso sentito in imbarazzo davanti al capo del suo capo. A differenza degli altri coetanei, però, il capo del boss di Litt era il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. A soli ventiquattro anni, Litt è diventato uno dei più giovani autori di discorsi della Casa Bianca che la storia ricordi. Oltre ad aver affrontato nei suoi scritti questioni importanti come il cambiamento climatico e la riforma della giustizia penale, è stato la “musa comica” del presidente, artefice di numerose battute argute e di frasi scherzose entrate nella storia. Con l’occhio dell’umorista per i dettagli e lo zelo di un neo-convertito, Litt conduce il lettore attraverso i suoi otto anni in prima linea nell’Obamaworld. Nella sua storia personale di crescita politica, passa da essere uno studente universitario sognatore – un vero “Obamabot”, come si è autodefinito – al giovane e nervoso autore di discorsi dello staff senior della Casa Bianca. I suoi aneddoti sul dietro le quinte rispondono a domande che non avremmo mai pensato di farci: qual è il bagno degli uomini più elegante della Casa Bianca? Qual è la vita sociale sull’Air Force One? Come si può costringere il Consiglio di Sicurezza Nazionale a smettere di fare “reply-all” a tutte le e-mail? Insieme a queste osservazioni spensierate, Litt usa la sua esperienza per affrontare una delle questioni più importanti di oggi: l’eredità e il futuro del movimento di Obama nell’epoca di Donald Trump.

Zainocrazia. Teoria e pratica di un futuro preferibile
Leonardo Previ
€ 17,90
2018, 160 p., ill., brossura
Edizioni LSWR (Collana: Modelli di business)

Il prof. Leonardo Previ sarà ospite a Valdagno, Palazzo Festari, Mercoledì 20 giugno 2018, alle ore 20.30. In dialogo con Sebastiano Zanolli.

La zainocrazia è un fenomeno emergente che offre una risposta costruttiva alle trasformazioni del nostro tempo. La zainocrazia si oppone alla burocrazia, che è invece la risposta distruttiva offerta al nostro tempo da parte di coloro che ne sono spaventati. Al centro del libro campeggia la figura dello zainocrate, una persona capace di chiudere nello zaino tutto quello che serve per affrontare qualsiasi ostacolo: i profondi cambiamenti del mondo del lavoro, le incertezze dell’economia, le trasformazioni radicali che la rivoluzione digitale sta imponendo a ogni aspetto della nostra civiltà. Come ogni altro fenomeno emergente, la zainocrazia pretende partigianeria: possiamo scegliere di crederci oppure di non farlo. Dopo avere aiutato il lettore a riconoscere nella zainocrazia un pattern interessante, il libro ne esplora dettagliatamente il funzionamento, sia nelle dinamiche micro – zainocrazia per la persona – sia nell’ambito macro – zainocrazia per le organizzazioni. Si esce dal libro riconoscendosi nella zainocrazia e ottenendo suggerimenti molto concreti per affrontare il futuro con maggiore fiducia ed efficacia.

Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia
Francesco Cancellato
€ 16,00
2018, 116 p., brossura
EGEA (Collana: Cultura e società)

La discussione pubblica in Italia ricorre spesso alla retorica dei diritti. Alla loro lista oggi ne andrebbe aggiunto uno in più: quello a inseguirei propri sogni. Il libro di Cancellato ricostruisce un quadro di divari generazionali che non riguarda solo le politiche pubbliche, ma la società e l’economia italiane nel loro complesso. Un quadro che porta a una conclusione precisa. L’immobilismo della Seconda Repubblica, l’incapacità della politica a fare le riforme che servivano al paese e quella delle rappresentanze sociali a intermediare in modo nuovo, insieme alla resistenza degli imprenditori e delle famiglie a modificare abitudini consolidate, hanno privato intere generazioni del diritto a sognare. A sognare che se mi impegno a fondo e investo su me stesso, sulle mie capacità e sulle mie aspirazioni, ho una possibilità di farcela, indipendentemente dalle amicizie e dalle risorse di partenza della mia famiglia. Sapendo anche che, se non ce la faccio, c’è una rete di sostegno che mi aiuterà a rialzarmi e a costruire una seconda opportunità. Perché se non è così, va a finire che mi accontento: di stare coi miei, di accettare il lavoro che mi propone la mia rete di conoscenze. E rinuncio a inseguire i miei sogni, quali che siano, o magari quei sogni vado a inseguirli da qualche altra parte, all’estero. Di fronte a questo stallo, il libro riesce a ridare un valore positivo e progressista al cambiamento, a controbilanciare la cagnara sempre più assordante di chi è convinto che solo un illusorio e simbolico ritorno al passato sia l’unica via per emendare il presente, come se ripristinare per legge le rigidità contrattuali, le barriere tariffarie, magari pure una valuta nazionale e le stamperie di carta moneta, possa magicamente ridarci pure il Novecento, il boom economico e la serenità perduta.

Non ho mai avuto la mia età
Antonio Dikele Distefano
€ 16,90
2018, 216 p., brossura
Mondadori (Collana: Novel)

Questa è la storia di un ragazzo che non ha mai avuto la sua età. Non ha neanche un nome, e per comodità lo chiameremo Zero. In realtà non ha mai avuto nulla.

“Voglio essere felice! urlai al cielo, alla luna, a Dio. Volevamo tante cose dalla vita. Volevamo tutto quello che ci era stato negato.”

Perché la sua è una vita tutta in sottrazione, che ha sempre tolto e ha dato poco. Zero non ha cittadinanza, non ha madre, non ha soldi, e non si concede neanche il lusso di pensare al futuro. Zero ha dovuto capire in fretta che certe cose non si possono chiedere ai genitori, che ciò che è giusto non è patrimonio di tutti. Perché la vita non ha nessun obbligo di darti quello che credi di meritare e non lo ha nemmeno chi ti ha messo al mondo. Gli anni di Zero, dai sette ai diciotto, i capitoli che scandiscono il romanzo, sono duri, sono anni che hanno il sapore della povertà e della periferia. Ma sono anche anni passati ad attraversare strade in bici, con il cellulare attaccato a una cassa per permettere agli altri di sentire la musica. In piedi sui pedali, a ridere in mezzo alla via. Pomeriggi a giocare a pallone, a sperimentare il sesso e a bruciarsi per amore. Sono anni passati in quartiere consapevoli però che l’unico modo per salvarsi e garantirsi un futuro è andare via perché se nuoti nel fango, alla fine ti sporchi. Ma quello che c’è fuori fa paura. Ci sono gli sguardi indiscreti sui bus, le persone che tengono più stretta la borsa quando ci si avvicina, le ragazze che aumentano il passo e cambiano strada quando ti incontrano. C’è un Paese che non ti riconosce, gente che non si ricorda che essere italiani non è un merito ma un diritto. Fuori c’è la frase che ti ripeteva sempre la mamma e che ti rimbomba in testa “i bianchi nei neri ci vedono sempre qualcosa di cattivo”. Ma di Zero ce n’è uno, nessuno e centomila e con Non ho mai avuto la mia età Distefano ci regala uno spaccato dell’esistenza di tutti quegli Zeri che con la vita si sono sempre presi a pugni in faccia, consapevole che ce la devi fare sempre anche quando non ce la fai più.

Mario Rigoni Stern. Un uomo tante storie nessun confine
A cura di: A. M. Cavallarin, A. Scapin
€ 16,00
2018, 255 p., Brossura
Priuli & Verlucca (Collana: Licheni)

Nel maggio 2015, a seguito dell’intitolazione a Mario Rigoni Stern, l’Istituto d’Istruzione Superiore di Asiago ha avviato un ampio percorso di studi in onore e nel nome dello scrittore asiaghese. Sperimentazioni, collaborazioni, contributi critici hanno dato forma al progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine”. Il convegno ha avviato nuovi dialoghi sull’opera e la figura dello scrittore, aperti a possibili sviluppi di ricerca, in prossimità di quello che sarebbe stato il suo novantasettesimo compleanno e a ridosso del decimo anniversario della morte. Gli Atti rappresentano anche l’occasione di offrire al pubblico tre inediti: “La natura nei miei libri”, dattiloscritto di Rigoni Stern risalente al 1989, conservato a Vestone; la trascrizione di un’intervista allo scrittore condotta da Luca Mercalli per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana; infine il testo poetico “Rap di Mariostern”, composto per l’occasione dal Maestro Bepi De Marzi.

Amo tanto il tuo nome delicato. Poesie d’amore, 1898-1916
Aleksandr Blok
A cura di: M. Rea
€ 14,50
2018, 121 p., brossura
Passigli (Collana: Passigli poesia)

Questa antologia delle poesie d’amore di Aleksandr Blok rispecchia il contraddittorio e affascinante mondo interiore di un poeta che ha saputo trasfigurare i suoi sentimenti in una preziosa ars amandi. Ai celebri, indimenticabili Versi della Bellissima Dama (1905), vero manifesto del simbolismo russo, si aggiungono qui meno note ma altrettanto splendide liriche degli anni successivi. I drammatici eventi della rivoluzione del 1905 hanno lasciato il segno, e anche le vicende amorose della vita di Blok si sono complicate: il matrimonio con Ljubov’ Dmitrevna Mendeleeva va in crisi, tanto che nel 1909 la moglie avrà un figlio da un altro uomo. Se ancora non mancano i modi più raffinati di raccontare l’amore, cominciano però ad apparire i lati più oscuri di un’anima sempre più tormentata, che spesso si degrada tra alcool e case d’appuntamento. Come scrive Marilena Rea nella prefazione che accompagna il volume, «la ricerca dell’amore, inchiodata sulla soglia, all’ombra della speranza diventa così sempre più spesso un addio, capovolgimento del topos dell’incontro di cui abbondavano le liriche giovanili».

D’amore e baccalà
Alessio Romano
€ 8,90
2018, 162 p., brossura
EDT (Collana: Allacarta)

«Raccontami quello che sai sul Fado…» «Il Fado è il tentativo riuscito di trovare una perfetta alchimia tra poesia e musica. Ma in una tasca è anche connesso con il cibo: è l’ultimo senso, il suono, che rende perfetta la percezione di un piatto che ha già sapore, odore, aspetto ed è caldo o freddo, ma non emette alcun rumore. E poi c’è il sentimento. Un bravo fadista canta e suona sempre come se quella fosse l’ultima canzone della sua vita.» «Che bello.» «Sempre che stasera riusciremo a godercelo», mi dice Beatriz indicando il gruppo di ragazze greche che stanno ordinando un’altra bottiglia di vino. «Possibile che voi turisti dobbiate Essere sempre ubriachi e molesti?» «Ehi! io che centro?»

La più poetica delle capitali europee. Saramago e l’oceano. Tabucchi e il tram numero 28. E le tascas, le taverne in cui si mangiano cinquanta sfumature di baccala? ascoltando la musica piu? struggente che esista: il fado.
È in questa città sospesa tra sogno e realtà che Alessio incontra Beatriz, una cameriera bellissima, scontrosa ed evanescente. Ritrovarla nel dedalo del centro storico sarebbe impossibile, senza l’aiuto di complici inattesi: gli spiriti guida di Amália Rodrigues, Ingrid Bergman, Fernando Pessoa…

Datsuzoku. Ricordi dal Giappone
A cura di: V. Avallone
€ 9,90
2018, 120 p., ill., brossura
ABEditore (Collana: Piccoli mondi plus)

La parola giapponese datsuzoku appartiene a quella famiglia di sostantivi che in altre lingue non hanno una traduzione corrispondente precisa. Questo termine significa fuga dalla propria routine quotidiana, quindi un allontanamento temporaneo dalle azioni che si compiono quasi meccanicamente e che occupano lo spazio delle nostre giornate. Ecco, che cosa è un libro se non un datsuzoku, un momento di evasione bellissimo e irripetibile che spezza la noia della quotidianità? Le fiabe scelte, tradotte da Valentina Avallone, fanno parte di un volume originale più ampio chiamato Green Willow and other Japanese Faiy Tales del 1910, a cura di Grace James; un’opera che cerca di riassumere in sé la quasi totalità dello scibile relativo alla mitologia giapponese, orale e scritta, a seguito di un lungo lavoro di ricerca, confronto e traduzione.

Giappone. Notebook
Gabriele Genini
€ 12,90
2018, 200 p., ill., brossura
White Star (Collana: Viaggi e turismo)

“Una delle esperienze più incantevoli del mondo: viaggiare per il Giappone di tempio in valle, di villa in bosco, di fiume in monte, di lago in costa marina, con alcuni cari amici, senza un piano prestabilito.” – Fosco Maraini

Ogni viaggio porta con sé emozioni, sensazioni, momenti, immagini e colori che vogliamo conservare nella memoria: ecco perché i viaggiatori amano annotare con parole e schizzi angoli di vita e di mondo che diventeranno ricordi indelebili. Questo taccuino nasce proprio a tale scopo.

Gustav Mahler e l’incontro mistico di poesia e musica. Morte, risurrezione, dolore, amore, estasi
Bruno Luiselli
€ 16,50
2018, 136 p., brossura
Studium (Collana: La cultura)

Nel sottotitolo l’autore anticipa l’esprimersi del misticismo di Mahler attraverso il quintuplice sentimento di morte – risurrezione – dolore – amore – estasi. Nel Prologo riafferma il sentimento mahleriano della morte, della risurrezione, del dolore, dell’amore e dell’estasi, ma nel corso della sua esposizione, ulteriormente approfondendo, egli distingue l’estasi in estasi nietzschianamente lirica e in estasi contemplativa cristiana immaginata e musicalmente interpretata dallo stesso Mahler. Significativa la conclusione cui perviene l’autore: Mahler visse questa vita guardando verso l’altra Vita, l’Unsterblich Leben.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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