lunedì
19 novembre 2018

12:30

LIBRI CONSIGLIATI #385

Lettere dal carcere
Nelson Mandela
Traduzione di: S. Pezzani
A cura di: S. Venter
€ 26,00
2018, 812 p., ill., brossura
Il Saggiatore (Collana: La cultura)

Quanto a lungo si deve urlare la parola «libertà» prima che acquisti davvero un valore? Quanto tempo deve passare prima che il domani sia un giorno nuovo? Per ventisette anni Nelson Mandela, l’uomo che avrebbe guidato il paese fuori dal regime di segregazione razziale che lo soffocava da quasi mezzo secolo, non è stato altro che una sigla: un anonimo numero di matricola che identificava un prigioniero come tanti in una delle strutture carcerarie del paese. Eppure proprio in quelle celle, nel silenzio dell’isolamento, nella fatica dei lavori forzati, ha preso forma il mito che avrebbe sgretolato il sistema di oppressione dell’elite bianca. Le “Lettere dal carcere” di Nelson Mandela sono un documento fondamentale del Novecento. La testimonianza unica e in presa diretta della determinazione, delle difficoltà e della fede nel progresso di una delle grandi icone politiche del nostro tempo: dal primo, durissimo periodo, quando gli era concesso di scrivere una sola lettera di cinquecento parole ogni sei mesi, agli scambi con le grandi personalità internazionali negli anni ottanta; dalle umiliazioni, vessazioni e privazioni di Robben Island – non gli fu permesso di partecipare al funerale della madre e nemmeno a quello del figlio Thembi – alle struggenti parole di amore e lotta inviate alla moglie Winnie, anche lei attivista e anche lei rinchiusa in prigione. Nel centenario della nascita di Nelson Mandela, il Saggiatore pubblica in contemporanea mondiale le sue inedite “Lettere dal carcere”, un epistolario di rara forza che ci permette di scoprire il volto umano di un gigante nel momento più duro della sua esistenza. Pagine che, pur raccontando un presente affannoso – la sofferenza della reclusione, le preoccupazioni per le persecuzioni politiche contro amici e parenti, l’angoscia di dover fare da padre ai propri figli senza avere nemmeno la possibilità di vederli -, ci parlano di speranza e di valori senza tempo. Perché il lungo cammino verso la libertà può iniziare anche nel freddo di una gabbia senza finestre, e la convinzione dell’inevitabilità dell’alba spazzare via da sola le tenebre più scure.

Nelson Mandela. L’anima invincibile
Lewis Helfand, Banerjee Sankha
€ 14,90
2018, 112 p., ill., brossura
Gribaudo

Un ragazzo cresciuto in un piccolo villaggio del Sud Africa fa sogni semplici, come per esempio sentirsi libero di scegliere la propria strada. Ma essere un ragazzo africano di metà Novecento poteva significare la negazione dei diritti più elementari. Il Sud Africa è stato per molti anni regolato da una serie di leggi dispotiche e discriminatorie, conosciute come “apartheid”. Uomini e donne di colore, circa l’80% della popolazione, non potevano svolgere particolari lavori, vivere in determinate zone, utilizzare strutture pubbliche riservate esclusivamente ai bianchi. Il giovane Nelson Mandela rispose alla disperata invocazione di migliaia di sudafricani per leggi più eque e parità di diritti, ma il governo tentò di schiacciarlo. Mandela fu rinchiuso nella più terribile delle prigioni del Sud Africa, dove avrebbe dovuto aspettare la morte. Eppure, dalla sua minuscola cella un uomo chiamò a raccolta il mondo intero, facendo leva su valori quali tolleranza, uguaglianza, compassione. Così Mandela portò la libertà a un’intera nazione, trasformandosi in un simbolo immortale.

La forza dell’empatia. Una storia dei diritti dell’uomo
Lynn Hunt
Traduzione di: P. Marangon
€ 18,00
2018, VIII-238 p., ill., brossura
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

«I diritti umani sono difficili da definire, perché la loro definizione e addirittura la loro esistenza dipendono tanto dalle emozioni quanto dalla ragione. L’affermazione dell’ovvietà si fonda, in ultima istanza, su un richiamo emotivo: è convincente se fa risuonare qualcosa in ogni persona. Abbiamo la piena certezza che un diritto umano sia in discussione quando la sua violazione ci fa inorridire». Ma come nacquero i diritti umani e in che modo la loro storia tumultuosa ne influenza la comprensione e la nostra capacità di salvaguardarli oggi? Con questo resoconto culturale e intellettuale, che fa risalire le radici dei diritti umani al rifiuto settecentesco della tortura quale strumento di ricerca della verità, Lynn Hunt ricostruisce la loro genesi, dimostra come le idee di relazioni umane descritte nei romanzi e raffigurate nelle opere d’arte abbiano contribuito a diffondere i nuovi ideali e richiama l’attenzione su come i diritti umani continuino ad avere vita difficile.

Processo dell’Islam alla civiltà occidentale
Guido Piovene
€ 8,00
2018, 80 p., brossura
Bompiani (Collana: Tascabili. Saggi)

Nel settembre del 1955 un gruppo di autorevoli intellettuali islamici e italiani si riunisce a Venezia per discutere dell’accusa del mondo islamico verso l’Occidente di esercitare politiche prepotenti e rapaci. I convenuti – letterati, economisti, storici, giuristi – rappresentano il meglio dell’accademia e della cultura del loro tempo: islamisti della statura di Giorgio Levi Della Vida, i letterati Eugenio Montale e Vittore Branca, lo scrittore egiziano Taha Huseyn e il rivoluzionario turco Zeki Velidi Togan, solo per citarne alcuni. Guido Piovene è invitato per scrivere il resoconto del convegno, che darà alle stampe due anni dopo con il titolo “Processo dell’Islam alla civiltà occidentale”. In un’alternanza di accusa e difesa, si impongono questioni come le responsabilità politiche dell’Occidente, la compatibilità tra Islam e democrazia, e ci si interroga sulla possibilità di integrazione tra l’universo musulmano e il sistema economico occidentale. Un confronto tanto più cruciale se guardato alla luce del periodo storico in cui avviene: tra la crisi algerina e quella di Suez. Questa nuova edizione arricchita dalla prefazione di Claudio Lo Jacono – tra i massimi arabisti e islamisti contemporanei – si ripropone in tutta la sua attualità di testimonianza lucida che a distanza di sessant’anni ci interroga ancora sugli stessi pressanti problemi.

Diario di un’eternità. Io e Theo Angelopoulos
Petros Markaris
Traduzione di: A. Di Gregorio
€ 25,00
2018, 264 p., ill., rilegato
La nave di Teseo (Collana: Le onde)

Petros Markaris racconta il suo rapporto con il regista Theo Angelopoulos, con cui ha scritto alcuni dei più grandi capolavori del cinema del Novecento, tra cui il film L’eternità e un giorno, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes.

“Una domanda vecchia e persistente. Come nasce un’idea? E l’idea di un film? Lui direbbe che la sua idea è nata quando stava guardando un albero, e avrebbe detto una verità e una bugia. Perché durante una passeggiata ha smesso di guardare l’albero, senza una causa specifica e nulla sembrava fare nulla. Né la forma dell’albero, né il colore, né la vecchia ferita sul tronco hanno portato a un’idea.” – (dalla prefazione di Theodoros Angelopoulos)

In queste pagine, cariche di ricordi ma non per questo amare, emerge con forza e dolcezza la storia di due grandi interpreti del nostro tempo, attraverso libri, film, dialoghi, passeggiate. Un racconto autentico e sincero, un memoir di rara finezza, tra cinema e letteratura, con un prologo di Theo Angelopoulos e una postfazione dell’autore scritta per l’edizione italiana.

Con le immagini inedite dal set di L’eternità e un giorno.

Genio ribelle. Arte e vita di Wyndham Lewis
Stenio Solinas
€ 18,00
2018, 221 p., brossura
Neri Pozza (Collana: Il cammello battriano)

Nella Londra novecentesca fra le due guerre, una strana figura d’artista fa il vuoto intorno a sé. Si chiama Wyndham Lewis e ha fondato una rivista che non ha collaboratori ed espone un unico pensiero: il suo.

«È stato umo dei pochi uomini di lettere della mia generazione che definirei uomini di genio. Ne è stato il più stilista di prosa, forse l’unico ad aver inventato un nuovo stile.» – T.S. Eliot

«Un uomo della sua intelligenza è ineluttabilmente destinato a scontrarsi, a opporsi e a battersi. Non puoi essere così intelligente, in quel modo, senza essere preda delle furie.» – Ezra Pound

«Aveva una faccia che mi ricordava il muso di una rana. Sotto il cappello nero gli occhi erano quelli di uno stupratore a cui è andata buca.» – Ernest Hemingway

«Wyndham Lewis, nel migliore dei casi un uomo bilioso e intrattabile.» – Leonard Woolf

Wyndham Lewis ha dato alla sua rivista il titolo «The Enemy», “Il Nemico”, ed è quello che lui vuole essere, un fuorilegge solitario e un proscritto rispetto allo establishment e alle mode del suo tempo. Il risultato sarà l’ostracismo in patria e all’estero destinato a trasformarlo in un oggetto misterioso e in un soggetto infrequentabile. Già volontario nella Prima guerra mondiale, un’esperienza da cui trarrà olii e disegni che lo pongono al vertice della pittura inglese in materia, negli anni Venti Lewis cerca una nuova strada che superi il puro astrattismo e il romanzo psicologico. Egotista e collerico, amico e rivale di Pound come di Eliot e di Joyce, acerrimo nemico del “gruppo di Bloomsbury”, con «The Apes of God», “Le scimmie di Dio”, scrive la più devastante satira di un mondo intellettuale dove dilettantismo e giovanilismo si danno la mano per dar vita alla figura del “sempliciotto rivoluzionario”, l’eterno bambino che gioca con il fuoco della rivoluzione, pensa che il nuovo sia sempre un progresso e essere alla moda una condizione dello spirito. Divenuto il più grande ritrattista della sua generazione, gli anni Trenta lo vedranno ingaggiare, sempre in perfetta solitudine, una battaglia contro i “compagni di strada” e la sinistra intellettuale inglese che flirta con il bolscevismo sovietico. In esilio volontario in Canada durante la Seconda guerra mondiale, Lewis tornerà in seguito in patria riprendendo la sua posizione di outsider e di proscritto rispetto all’ordine costituito. Come critico d’arte sarà il primo a intuire il genio di Francis Bacon, ma, ironia del destino per chi come lui aveva fatto dell'”Occhio” la sua ragione estetica, trascorrerà l’ultimo decennio della sua vita nella più completa cecità.

Scorpione e Felice
Karl Marx
Traduzione di: C. Guarnieri
€ 7,50
2018, 44 p., brossura
Elliot (Collana: Lampi)

Nell’ottobre del 1837, il diciannovenne Karl Marx invia a suo padre, per il suo compleanno, una bizzarra prova letteraria: è Scorpione e Felice, antiromanzo ispirato al Tristram Sbandy in cui il giovane Marx svela con sottile umorismo le ipocrisie della moraleggiante borghesia berlinese e trasforma in parodia il mondo accademico e i suoi eruditi membri. Una serie di divagazioni, frammenti e vagabondaggi letterari che mostrano l’altro volto dell’algido castigatore dell’economia politica: quello del letterato, profondo conoscitore dei grandi autori classici, e dalle felici inclinazioni satiriche.

La libellula e altri scritti
Amelia Rosselli
€ 19,00
2018, 135 p., brossura
SE (Collana: Testi e documenti)

Vengono qui riproposti alcuni testi fondamentali di Amelia Rosselli (Parigi 1930-Roma 1996), uno dei massimi poeti contemporanei. Al poema La libellula, scritto nel 1958 e che “ha come tema centrale la libertà”, seguono trentuno poesie del 1963-1965 tratte da Serie ospedaliera. Il tono “piuttosto volatile” del poema, concepito (è sempre l’autrice a suggerirlo) “in forma di drago che si mangia la coda” o a imitazione di un “rullo cinese”, è abbandonato o forse genialmente compresso e inglobato nei componimenti di Serie ospedaliera, caratterizzati da quella densità oracolare – al tempo stesso neutrale e folgorante, impenetrabile e straziata – in cui la critica ha ravvisato la specificità e il carattere potentemente innovativo del lavoro di Amelia Rosselli. Come ha scritto Pier Paolo Pasolini nel 1963: “[…] In realtà questa lingua è dominata da qualcosa di meccanico: emulsione che prende forma per suo conto, imposseduta, come si ha l’impressione che succeda per gli esperimenti di laboratorio più terribili, tumori, scoppi atomici, dominati solo scientificamente, ma non nei sintomi della terribilità, in quel loro accadere ormai oggettivo. Sicché il magma – la terribilità – è fissato in forme strafiche tanto più chiuse e assolute quanto più arbitrarie. […] Direi che non mi sono mai imbattuto, in questi anni, in un prodotto del genere, così potentemente amorfo, così oggettivamente superbo”. Completano il volume alcuni scritti autobiografici, tra cui il mirabile Diario ottuso.

In viaggio con i maestri. Come 80 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo
Salvatore Giannella
€ 15,00
2018, 288 p., brossura
Minerva Edizioni (Bologna) (Collana: Clessidra)

“Facciamo raccontare gli italiani a partire dalla loro anima”. Con questa idea in testa, Salvatore Giannella (che ha diretto giornali come “Genius”, “L’Europeo”, “Airone”), armato di tenacia e intuito da grande giornalista, ha intervistato in cinque anni più di duecento personaggi italiani, tra attori, artisti e scienziati (anche premiati con il Nobel), imprenditori, cantanti, stilisti. Molte interviste sono comparse su Sette, magazine del Corriere della Sera. Un centinaio sono state raccolte in questo volume. Con poche domande secche e al cuore, Giannella chiede a ciascuno chi sia lo spirito che lo guida, il personaggio a cui si ispira e anche quello a cui ricorre quando è in difficoltà. Un escamotage che gli ha permesso di raccontare esperienze ed esempi di donne e uomini eccezionali, mai banali, che hanno illuminato il nostro Paese e questo mondo odierno svuotato d’ideali. Scorrendo così davanti ai suoi occhi l’Italia vera, quella che un tempo non aveva bisogno di nascondersi dietro a un’immagine posticcia perché si raccontava attraverso una figura del passato, il lettore farà scoperte belle e utili, in tempi confusi, in cui c’è voglia di personaggi-faro, di vitamine per la mente, di ritrovare un futuro amico.

Viaggio in Italia. Itinerari letterari da Nord a Sud
Marialaura Simeone
€ 18,00
2018, 192 p., ill., brossura
Cesati (Collana: Ciliegie)

Leggere un libro permette di viaggiare stando comodamente seduti sulla poltrona di casa. Le parole degli scrittori hanno la capacità di farci immaginare i luoghi che fanno da cornice e sfondo alle storie che raccontano: la periferia romana, i trafficati viali milanesi, le calli di Venezia, le morbide colline delle Langhe e quelle a pochi passi da Recanati, i vicoli dell’Oltrarno… Ma se uscissimo dal nostro salotto e partissimo davvero per un viaggio – libri alla mano – avendo come mappa le trame dei romanzi e le vite degli autori, i percorsi letterari che da Nord a Sud hanno ispirato i protagonisti del Grand Tour? “Viaggio in Italia” si propone proprio di attraversare il nostro Paese in compagnia di D’Annunzio, Hemingway, Savinio, Buzzati, Merini, Leopardi, Levi, Pirandello, Gadda, Pasolini, Bassani, Dante, Pratolini, Lawrence, Deledda (per citarne alcuni); dalle Alpi ai laghi, dai tracciati storici (via Emilia, via Appia) alle isole; a piedi, in treno, in bici, in auto. Meta del nostro percorso le case, i parchi, le rive, le sponde, le cime, i panorami, i luoghi della memoria, quelli di passaggio e dell’infanzia, fonte di ispirazione per gli artisti della penna. A corredare ciascuna tappa, stralci dai resoconti dell’itinerario di Goethe e le cartoline “inviate” dagli autori. E abbiamo pensato anche alla colonna sonora, da ascoltare in viaggio o una volta tornati a casa, per rivisitare anche con i ricordi l’immensa, imperdibile Italia letteraria.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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