venerdì
19 ottobre 2018

11:48

LIBRI CONSIGLIATI #387

Camilleri sono
MicroMega 5/2018
AA.VV.
Numero monografico, brossura
€ 19,50

Una lunghissima “confessione” di Andrea Camilleri accompagnata dalle testimonianze dei suoi registi, sceneggiatori, attori, editori, produttori, traduttori e amici.

È a uno tra i più grandi scrittori italiani a cavallo degli ultimi due secoli, Andrea Camilleri, che MicroMega ha deciso di dedicare il quinto numero dell’anno, in edicola, libreria, ebook e iPad da giovedì 26 luglio.

Un omaggio al bardo novantatreenne conosciuto al grande pubblico soprattutto per i gialli con protagonista il commissario Salvo Montalbano, nonostante la sua produzione letteraria sia sterminata, e includa anche straordinari romanzi storici.

Il numero si apre con una ricca testimonianza dello stesso Camilleri che racconta i suoi esordi da piccolo poeta “fascista”, i lunghi anni dedicati al teatro, il passaggio alla letteratura, la faticosa invenzione del vigatese, il “ricatto” di Montalbano, le donne dei suoi romanzi e della sua vita, il suo impegno civile e politico fino al recente ritorno in teatro, con un monologo su Tiresia scritto da lui stesso: un modo per chiudere e riaprire il cerchio della sua vita artistica e letteraria che proprio in teatro era iniziata, nel 1947.

Alle peculiarità della scrittura di Camilleri è dedicata una prima sezione del numero con interventi di Salvatore Silvano Nigro, che spiega perché i due filoni narrativi dello scrittore (quello dei gialli e quello dei romanzi storici) costituiscono due parti di uno stesso “sistema” letterario; Nunzio La Fauci ne analizza nel dettaglio le particolarità linguistiche; Giuseppe Marci racconta come e perché ha “adottato” le opere dello scrittore agrigentino all’università; e infine Marilù Oliva ci conduce alla scoperta delle straordinarie figure femminili nella narrativa storica di Camilleri.

Una seconda sezione è invece incentrata sulle trasposizioni televisive dei romanzi di Camilleri. Luca Zingaretti racconta come ha fatto a dare un volto al commissario Montalbano; Alberto Sironi spiega le scelte di regia che stanno dietro alla serie più famosa della tv italiana; il produttore Carlo Degli Esposti descrive come è nata l’idea e come è stato possibile mantenere un tale livello di qualità negli anni; lo scenografo Luciano Ricceri spiega perché ha deciso di ambientare i film nel ragusano; Michele Riondino e Gianluca Maria Tavarelli raccontano la sfida di mettere in scena Il giovane Montalbano; Franco Piersanti rivela come è nata la colonna sonora della serie; e infine Francesco Bruni illustra il modo in cui dal romanzo si passa alla sceneggiatura dei film.

Quello di Camilleri è peraltro un successo planetario, nonostante tradurre i suoi romanzi in altre lingue sia un’operazione particolarmente complicata. Quattro tra i suoi traduttori – Stephen Sartarelli per l’inglese, Pau Vidal per il catalano, Moshe Kahn per il tedesco e Serge Quadruppani per il francese – ci raccontano cosa significa immergersi nella selva linguistica dello scrittore, quali sono le difficoltà principali e quali i ‘trucchi’ per superarle.

Al Camilleri dell’impegno civile e politico è dedicata un’altra parte del numero nella quale lo scrittore Maurizio de Giovanni spiega perché l’autore di Montalbano sia il padre nobile di tutti i giallisti italiani contemporanei, sia dal punto di vista letterario sia da quello dell’impegno civile; Giovanni De Luna illustra perché nei romanzi di Camilleri gli storici del futuro troveranno fonti preziose per ricostruire il nostro tempo e Tomaso Montanariricorda tutti i momenti in cui Camilleri è intervenuto in maniera diretta nel dibattito pubblico, con la coerenza e l’integrità che caratterizzano i veri intellettuali.

Chiude il numero la sezione intitolata ‘Il mio Camilleri’ in cui Valentina Alferj, sua storica collaboratrice, ripercorre la storia di questo sodalizio umano e professionale; il poliziotto Corrado Empoli ricorda con nostalgia e affetto le lunghe conversazioni con ‘il professore’; Antonio Sellerio descrive il rapporto della casa editrice palermitana con il suo scrittore di punta; e infine Simonetta Agnello Hornby spiega perché Camilleri sarebbe degno del Nobel ma è il Nobel a non essere degno di lui.

Il grande ritratto
Dino Buzzati
€ 10,00
2018, brossura
Mondadori (Collana: Oscar moderni)

L’attesa di un evento decisivo sempre rinviato, lo scambio continuo tra realtà e apparenza, lo straniamento nel quale i personaggi vivono la loro vita, il senso di fatalità incombente, il desiderio ossessivo verso qualcosa che rimane fuori portata: Il grande ritratto (1960) sviluppa tutti i temi cari a Buzzati. In queste pagine il tipico linguaggio scarno ma allo stesso tempo preciso e pregnante dello scrittore bellunese accompagna l’incalzare degli eventi sino alla fatale conclusione; ma la tensione verso l’oggetto negato è destinata a rinnovarsi, l’inquietudine a dominare sempre e comunque la condizione dell’uomo.

Non solo di cose d’amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicità
Pietro Del Soldà
€ 17,00
2018, 191 p., brossura
Marsilio (Collana: I nodi)

Come può un pensatore vissuto venticinque secoli prima di noi influenzare la nostra ricerca della felicità? Cosa ha da dire a un ragazzo che non si riconosce in quello che fa, a chi si sente solo e non sa costruire un vero rapporto con gli altri, a chi è portato a credere alle “fake news” o a una politica impegnata a costruire nuovi muri? Sono questioni di oggi ma con radici profonde che portano fino alla Grecia di Socrate. Partendo dalla sua esperienza di conduttore radiofonico, un mestiere fatto di domande e del confronto quotidiano con gli ascoltatori sui temi di attualità, Pietro Del Soldà ci accompagna lungo un viaggio sulle tracce di questa enigmatica figura. La sfida è quella di trovare nell’ironia e nelle contraddizioni di Socrate, protagonista dei “Dialoghi” del discepolo Platone, chiavi di lettura inedite e interpretazioni in grado di farci cambiare prospettiva sui nostri problemi, fornendo spunti da mettere a frutto in ogni ambito, dalle relazioni con gli altri alla politica. Che si parli di bellezza o di virtù, di verità o di menzogne, di democrazia o di tirannia, ogni cosa per Socrate è una “cosa d’amore”, non nel senso romantico e privato che in genere attribuiamo al termine, ma in uno molto più ampio. Socrate ci spinge a superare la distinzione tra vita e pensiero indicandoci, con l’esempio, la sola via per affrontare quanto ci impedisce di essere davvero noi stessi, lasciando cadere maschere, identità e ruoli sociali che non ci rappresentano e ci dividono dagli altri. E la via del dialogo, del confronto che mette in discussione i pregiudizi e porta alla scoperta e alla cura di se stessi, perché – sostiene Socrate – “senza cura di sé non si è in grado di agire bene, e ancor meno di governare la polis”.

Viaggio in Italia
Thomas S. Eliot
Traduzione di: N. Ramera
A cura di: M. Roncalli
€ 16,00
2018, 144 p., ill., brossura
Morcelliana (Collana: Parola dell’arte)

Estate 1911: un giovane Thomas Stearns Eliot, studente alla Sorbona, intraprende un viaggio nell’Italia settentrionale, tutto nel segno dell’arte. Lo testimonia un inedito taccuino di appunti qui riprodotto – trascritto e tradotto da Nadia Ramerà, con Introduzione di Marco Roncalli e corredo di immagini. Il viaggio parte da Verona e tocca Vicenza, Venezia, Murano, Padova, Ferrara, Bologna, Modena, Parma, Milano, Certosa di Pavia, per concludersi a Bergamo. Gli appunti raccolgono impressioni generali delle città visitate, descrizioni di cattedrali e chiese, castelli e palazzi, musei, dipinti e sculture, riflettendo conoscenze e attese di Eliot che spesso vi esprime originali opinioni di getto, in cui traspaiono una ancor sobria critica ai canoni della tradizione e uno sguardo d’autore solitario. Un testo che arricchisce il profilo dello scrittore.

I rintocchi della Marangona
Alberta Basaglia, Giulietta Raccanelli
€ 17,00
2018, 203 p., brossura
Baldini + Castoldi (Collana: Romanzi e racconti)

«La vera protagonista de I rintocchi della Marangona è Venezia, la città svenduta e ferita, eppure un trionfo di bellezza.» – Simonetta Fiori – Robinson, la Repubblica

Venezia. Su uno dei ponti del sestiere di Cannaregio due ragazzine si scontrano: hanno entrambe un appuntamento da rispettare, sono di corsa, ma l’incontro diventa subito un’occasione per essere curiose l’una dell’altra, per scambiarsi opinioni, per raccontarsi chi sono. Eppure c’è qualcosa che le rende molto particolari. Sì, perché Mirtilla e Nina appartengono a due «tempi» diversi: Nina è nostra contemporanea, Mirtilla viene dalla seconda metà del Cinquecento ed è arrivata nella Venezia di oggi grazie a una piega dello spazio-tempo. Il colloquio è fitto: si parla di medicina, di relatività, di mostri, di uomini grandi e piccoli; si parla anche di moda (cosa sono quegli stivali colorati che porta Nina?), di cibo e naturalmente del presente e del futuro della città (non sa forse Mirtilla che sta nascendo un’opera faraonica pensata per difendere Venezia dall’acqua alta? No che non lo sa. Anche se non si stupisce affatto, visto che nel suo Cinquecento era stato ventilato un progetto per chiuderla dentro un giro di mura merlate). E che cos’è quell’enciclopedia «so tutto io» in cui Nina si specchia continuamente per avere informazioni? Ma Mirtilla deve andarsene, perché c’è qualcuno di là che è molto malato e se ne deve occupare. Nina a casa ha una scatola di antibiotici (potrà passare quella scatola la barriera del tempo?). Ai rintocchi di mezzanotte della campana di San Marco – la Marangona – si dovranno salutare (sanno che appartengono alla stessa città ma a mondi diversi) e sono tanto impazienti di reincontrarsi quanto rassegnate a perdersi per sempre. Che cosa riserva il destino alla loro amicizia?

Nonno Mandela
Zindzi Mandela, Zazi Mandela, Ziwelene Mandela
Traduzione di: C. Cozzi
Illustrazioni di: S. Qualls
€ 16,40
2018, 40 p., ill., rilegato
Gallucci (Collana: Illustrati)

Un giorno Zazi e Ziwelene chiedono a nonna Zindzi di raccontargli ancora la storia del bisnonno. Ascoltano così le vicende della vita del grande Mandela, che è stato uno strenuo combattente perla libertà, primo presidente del Sudafrica dopo l’apartheid e premio Nobel per la pace. E attraverso il racconto capiscono quanto sia importante portare avanti la sua missione. Ognuno può fare qualcosa nel sua piccolo, anche i bambini. Età di lettura: da 6 anni.

L’altra america di Woody Guthrie
Daniele Biacchessi
€ 15,00
2018, brossura
Jaca Book (Collana: Storia)

“Odio quel genere di canzone che ti fa pensare di essere un buono a niente. Odio una canzone che ti porta a pensare di essere nato solo per essere un perdente. Esclusivamente un perdente. Utile a nessuno. Buono a niente. Per il fatto che sei troppo vecchio o troppo giovane o troppo grasso o troppo secco o troppo brutto o troppo di questo o troppo di quello. Quelle canzoni che tendono a buttarti giù o a farsi gioco di te per la tua sfortuna o le tue disavventure. Io mi sono schierato contro quelle canzoni opponendomi ad esse fino al mio ultimo respiro e alla mia ultima goccia di sangue. Sono qui per cantare canzoni che ti proveranno che questo è il tuo mondo e anche se ti ha colpito duro e ti ha fatto girare una dozzina di volte, non importa di che colore, taglia o costituzione tu sia, io sono qui per cantarti una canzone che ti faccia sentire fiero di te stesso e del tuo lavoro. E le canzoni che canto, per la maggior parte sono ideate da ogni genere di persona, del tutto simile a te” (Woody Guthrie)

Woody Guthrie veniva da Okemah, poche case nella contea di Okfuskee, in Oklahoma. L’America di Woody era quella dei primi del Novecento.

Aveva solo 17 anni quando il crollo di Wall Street, nell’ottobre del 1929, provocò la cosiddetta “Grande Depressione”: disoccupazione al 25%, crollo dei prezzi dei prodotti agricoli e del sharecropping (il sistema della mezzadria), paghe ridotte al minimo, siccità alimentata da forti tempeste di vento. Il malessere sociale condizionò le scelte politiche e artistiche di Woody Guthrie e, più in generale, la sua ricerca delle radici della cultura popolare americana. Woody Guthrie è stato molto di più di un musicista, cantautore, scrittore. Il racconto, la narrazione, le storie che attraversano la grande Storia, soprattutto l’epica, restano i capisaldi dell’espressione artistica di Guthrie. Il suo stile condiziona ancor oggi la ballata americana, una grande tradizione giunta fino a noi grazie anche alle canzoni di Bob Dylan, Pete Seeger, Phil Ochs, Joan Baez, Bruce Springsteen, Joe Strummer, Billy Bragg, Jeff Tweedy, Ramblin’ Jack Elliot. Ma c’è di più. Woody è stato autore di blues parlati, canzoni di protesta e politiche, ballate tradizionali, brani per bambini e improvvisati.

Numerose sue registrazioni restano conservate gelosamente nella Library of Congress, anche per merito dello straordinario lavoro del ricercatore Alan Lomax. Alla figura di Woody Guthrie è dedicato il nuovo libro di Daniele Biacchessi. Contiene, tra l’altro, i documenti desecretati Fbi sull’indagine di Hedgar Hoover su Woody Guthrie e Pete Seeger, un secolo di storia americana attraverso le storie che stanno dietro alle canzoni di Guthrie, una ricca bibliografia e una discografia ragionata, oltre a decine e decine di testimonianze anche inedite.

Con lo stesso titolo, a fine gennaio 2019 esce il quinto film di Daniele Biacchessi e Giulio Peranzoni, finanziato in crowdfunding da centinaia tra persone e associazioni e che sarà distribuito in dvd, in terza di copertina del libro ristampato e in forma diretta a quanti lo hanno sostenuto. Non un documentario, non un docufilm, neppure una fiction. Illustrato con la tecnica Ldp, mixato con elementi in 3 D e altre tecniche cinematografiche innovative, “L’altra America di Woody Guthrie” è un viaggio di immagini, musica e narrazione intorno a ciò che resta oggi dell’eredità culturale di Guthrie. (fonte: www.danielebiacchessi.it)

Fabrizio De André. Il libro del mondo. Le storie dietro le canzoni
Walter Pistarini
€ 19,90
2018, 288 p., rilegato
Giunti Editore (Collana: Bizarre)

Ma l’assassino ha ucciso il pescatore? Come si chiamava la vera Marinella? Perché Tito è chiamato “il ladrone buono”?

Un’impresa monumentale, una ricerca minuziosa e rigorosissima fatta dall’autore grazie a testimonianze originali e ricerche negli archivi. Il volume si sviluppa cronologicamente lungo la discografia e prende in considerazioni tutte le canzoni edite, ricostruendo la storia dietro ogni brano di De André: aneddoti, curiosità, vicende personali, derivazioni letterarie e di vita che ”entrano” nelle canzoni. Non il solito libro su un nome leggendario ma un reference fondamentale per tutti gli appassionati di De André e della canzone d’autore.

La speranza correva a sinistra. Cronaca familiare di maestri e biciclette
Franco Quercioli
€ 16,00
2017, 283 p., brossura
Ediciclo (Collana: Battiti)

Le biciclette attraversano la vita, le storie e la Storia. Passano di mano in mano come testimoni dì memorie e sentimenti. “La speranza correva a sinistra” è una cronaca familiare fiorentina lunga mezzo secolo in cui due passioni, il ciclismo e la politica, sì danno il cambio come gregari in fuga. Per il ragazzo Franco, nell’Italia del dopoguerra che rinasce nel mito di Coppi e Bartali, il ciclismo è quasi un’educazione sentimentale. Da maestro elementare, Franco fa il proprio apprendistato civile e politico nel segno di La Pira e di don Milani, per poi abbracciare la militanza di sinistra e vivere appieno la stagione del Sessantotto. Negli anni di piombo delle stragi e del terrorismo, le corse e le maglie dei campioni ciclisti diventano solo rare parentesi colorate, fino alla morte di Berlinguer che, simbolicamente, fa calare il sipario sull’epoca in cui la speranza correva a sinistra. Ciclismo e politica. Due passioni e una radice comune: Vinicio, padre di Franco, che nell’agosto del ’43 promise al figlio una biciclettina rossa.

Messi Ronaldo
Guillem Balague
€ 20,00
2018, 790 p., brossura
Piemme

Un ragazzino di dodici anni lontano da casa, in un aeroporto con al collo un cartello scritto rozzamente a pennarello: «Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro». Si guarda intorno in attesa delle persone che lo guideranno nella confusione di una vita nuova allo Sporting Lisbona. Un altro ragazzo, di poco più grande, seppellisce la faccia nel cuscino, perché il padre non senta i suoi singhiozzi disperati per il dolore quasi fisico e la nostalgia del suo paese, l’Argentina, della mamma e degli amici. Hanno inizi molto simili le carriere dei due più grandi calciatori del Millennio, le origini modeste e l’impegno viscerale, maniacale, assoluto che hanno messo per dare forma al loro sogno e per inseguire il loro insopprimibile talento. Il primo, Cristiano, un adone dal fisico perfetto, che vuole avere il mondo ai suoi piedi e ha bisogno di un entourage che lo aiuti a brillare. Messi, un genio capace di fare cose straordinarie con il pallone, e vuole che le persone fidate che lo circondano da quel mondo, invece, lo proteggano. L’unica biografia autorizzata di Lionel Messi e quella più completa e definitiva di Cristiano Ronaldo tratteggiano luci e ombre dei due fuoriclasse più attesi ai Mondiali 2018 e illuminano le somiglianze, le differenze, e le ragioni della loro lunga rivalità. Che, come ogni grande rivalità dello sport, esula dal solo agone calcistico e assume dimensioni epiche. Ogni generazione crea un calciatore unico, un Pelé, un Cruyff, un Maradona, un Platini. Noi dovremmo rallegrarci di avere il privilegio di vedere non uno bensì due dei più grandi calciatori della storia scendere in campo l’uno contro l’altro. Non ricapiterà tanto presto.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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