domenica
19 agosto 2018

11:48

LIBRI CONSIGLIATI #389

Marchionne lo straniero. L’uomo che ha cambiato per sempre l’industria mondiale dell’auto
Paolo Bricco
€ 15,90
2018, 320 p., rilegato
Rizzoli (Collana: Saggi italiani)

La biografia di un manager unico, scritta con ricchezza di documenti e testimonianze, che è allo stesso tempo la storia dell’industria globale, tra crolli e innovazione.

Sergio Marchionne, figlio di un carabiniere abruzzese emigrato in Canada, è l’uomo che ha preso in mano la Fiat nel delicato momento di transizione dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli, ne ha evitato il fallimento, l’ha condotta all’acquisto e alla riorganizzazione di un gigante decaduto dell’industria americana come Chrysler e ha fatto nascere il gruppo internazionale Fca. In questo libro, Paolo Bricco scrive con ricchezza di documenti e testimonianze la biografia di un manager unico: le sue radici tra gli italoamericani di Toronto, l’arrivo, da straniero, nella Torino in declino di inizio XXI secolo, prima l’idillio e poi gli scontri senza quartiere con il sindacato, il rapporto con Barack Obama, i sogni e i compromessi con la realtà, fino all’improvvisa scomparsa nel luglio 2018. Allo stesso tempo, racconta l’America della grande crisi dell’auto e la sua trasformazione tra Midwest e Silicon Valley, il destino dell’Italia, le peripezie di icone come Fiat e Alfa Romeo, Maserati e Ferrari. È la storia dell’industria globale tra crolli e innovazione, con la centralità della finanza, le mutazioni del lavoro e delle relazioni politiche e sindacali, la metamorfosi di luoghi come Torino, Pomigliano d’Arco e Detroit, dove la crisi e la rinascita delle fabbriche hanno segnato il paesaggio umano e la sorte di centinaia di migliaia di famiglie.

Salva la data: Mercoledì 26 Settembre 2018, alle ore 20.30, Paolo Bricco sarà ospite a Valdagno presso Palazzo Festari per parlare con Beniamino Piccone del suo nuovo libro “Marchionne, lo straniero”. Evento del Guanxinet

Il contrario di mio. Sfumature randagie sul Padre nostro
Marco Pozza
€ 15,00
2018, 192 p., rilegato
San Paolo Edizioni (Collana: Dimensioni dello spirito)

Una stoffa ricamata con un intreccio di parole. Opera d’artista, di cesello. Il Padre nostro è l’unica preghiera firmata da Cristo. La inventò, tutta nuova, dopo che gli amici fecero pressione: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Afferrò al volo sette parole quotidiane – nome, regno, volontà, pane, debiti, tentazione, male – e le organizzò, come covoni di grano, attorno alla parola padre. Detta proprio così, a voce alta, con un imbarazzo inusitato: nacque «questa affettuosa conversazione tra i figlioli e il Padre che è dappertutto» (P. Mazzolari). Nessun’altra preghiera, nei secoli, riuscirà più convincente del Pater, quasi una sorta di riconoscimento di coloro che seguono Cristo. Il contrario di mio è la lettura, dissacrante e profonda, di questa antichissima preghiera: un’operazione di smontaggio e rimontaggio, alla riscoperta di una bellezza erosa dall’abitudine. Come sfondo e compagnia, un acquerello di sfumature randagie raccolte nei Vangeli. Perché, dopo aver pregato il Pater, il contrario di mio non sarà più tuo.

Il bene possibile. Essere giusti nel proprio tempo
Gabriele Nissim
€ 15,00
2018, 178 p.
UTET

Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim, i “giusti nascosti” che impediscono la distruzione del mondo.

«Santi ed eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato» – Gabriele Nissim

Ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più difficile sembra invece schierarsi davvero. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose? Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim, i “giusti nascosti” che impediscono la distruzione del mondo. Con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna sono molti di più: non solo chi si oppose all’Olocausto, ma anche il colonnello sovietico Stanislav Petrov, che scongiurò una guerra atomica con gli Stati Uniti a costo di inimicarsi il suo stesso paese, o Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che nel 2015, durante un attacco terroristico, ha scortato verso l’uscita del Museo del Bardo quarantacinque turisti italiani. Gabriele Nissim ci racconta queste e molte altre storie esemplari, con sapienza affabulatoria e persino una punta di ironia.

Vita di Moravia
Alberto Moravia, Alain Elkann
€ 15,00
2018, 432 p., ill. , Brossura
Bompiani (Collana: Tascabili narrativa)

«Io non sono segreto per una ragione molto semplice, che odio i segreti.»

«Specchio fedelissimo di una strenua, ininterrotta passione tramutatesi in una fede – si chiami questa passione letteratura o romanzo» (E. Siciliano), «Vita di Moravia» è una autobiografia in forma di intervista: lo scrittore sollecitato dell’incalzare delle domande di Alain Elkann, lentamente dipana il filo della memoria e rievoca la propria vicenda di letterato, di narratore, sempre attento alla realtà che lo circonda, pronto a tradurre il vissuto nella favola romanzesca. Dagli anni Dieci alla fine degli anni Ottanta – attraverso la rievocazione dell’infanzia e dell’adolescenza difficile, delle prime prove narrative e dei sempre crescenti successi – si delinea la storia di uno scrittore che diviene protagonista della scena letteraria internazionale e testimone tra i più lucidi del nostro tempo. E l’interlocutore non è soltanto un amico, un complice. Alain Elkann entrando nel meccanismo del gioco letterario costringe Moravia ad arrendersi alla narrazione.

Selva oscura
Nicole Krauss
Traduzione di: F. Oddera
€ 19,00
2018, 323 p., rilegato
Guanda (Collana: Narratori della Fenice)

Vitale, ironico e profondo: un romanzo in cui i destini si incrociano, in una «selva oscura» che è il luogo del perdersi e del ritrovarsi, con il coraggio di guardare sempre oltre il visibile, verso l’infinito.

«Un romanzo straordinario. Sono pieno di ammirazione» – Philip Roth

«Un romanzo ricco di immaginazione e humour… Il lettore, conquistato, non può che applaudire» – Library Journal

«Misterioso, incantevole… Una riflessione sul paradosso dell’esistenza, uno sguardo profondo sul nostro io» – Booklist

«Nicole Krauss è al suo meglio. Una intelligenza folgorante, una scrittura elegante. Un risultato eccezionale» – The Guardian

Jules Epstein è sparito nel nulla. Dopo aver passato la vita ad accumulare ricchezze e a sfinire chi gli stava vicino con la sua personalità sovrabbondante, litigiosa e volitiva, una misteriosa metamorfosi lo ha portato a mettere fine alla carriera di avvocato e a trentacinque anni di matrimonio, e ad «alleggerirsi» di tutto ciò che possedeva. Abbandonato il lussuoso appartamento di New York, ha intrapreso un viaggio verso le sue radici ebraiche, con l’obiettivo di trovare un modo degno per onorare la memoria dei suoi genitori. Le ultime notizie lo davano all’hotel Hilton di Tel Aviv, e da lì i tre figli, a cui non ha lasciato messaggi né indizi, dovranno cominciare a cercarlo… A Tel Aviv, nello stesso albergo, arriva anche una scrittrice americana, che vive a Brooklyn con marito e figli, partita alla disperata ricerca di una via d’uscita da una crisi personale e creativa. L’Hilton rappresenta per lei un luogo simbolico, dove trascorreva sempre le vacanze da bambina e dove sente di aver lasciato una parte di sé. Qui incontra un vecchio amico del padre, un professore di letteratura in pensione, che ha stima per il suo lavoro e vuole coinvolgerla in un progetto legato a un’opera incompiuta di Franz Kafka. Un compito altissimo, che si trasforma per lei in una sfida non solo professionale.

Tutto questo ti darò
Dolores Redondo
Traduzione di: A. Temonte
€ 16,50
2017, 578 p., rilegato
DeA Planeta Libri

Vincitore del Premio Bancarella 2018 – Vincitore del Premio Planeta 2016

Un noir appassionante sulla violenza dei pregiudizi e i conflitti di una famiglia segnata da segreti inconfessabili

«Dolores Redondo è la regina del literary thriller.» – Carlos Ruiz Zafón

«È un thriller narrativo che tocca tutti i temi attuali. Alla fine trovare l’assassino è un di più, Tutto questo ti darò scorre anche per altre vie.» – Ornella Ferrarini, Gioia!

«Tutto questo ti darò è un romanzo che già nel titolo apre alle possibilità infinite della tentazione.» – Enrico Pandiani, TuttoLibri – La Stampa

«Dolores Redondo guida il protagonista, Manuel, nei misteri della Galizia eroica. Difficile interrompere la lettura.» – Elisabetta Rosaspina, Corriere della Sera

Quando una coppia in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo ossessivamente dedito alla stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che dev’essere accaduto qualcosa di grave ad Alvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Alvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma. Ma giunto a destinazione si ritrova invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ha al centro la ricca e arrogante famiglia d’origine del marito. Con l’aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d’infanzia di Alvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz Dávila e sulla vita segreta dell’uomo che si era illuso di conoscere quanto sé stesso. Serrato, sorprendente e ricco di atmosfera, Tutto questo ti darò è un thriller psicologico dalla sensibilità finissima, capace di indagare con la stessa onestà le dinamiche del cuore e quelle – troppo spesso malate – della nostra società.

Ogni coincidenza ha un’anima
Fabio Stassi
€ 14,00
2018, 288 p., brossura
Sellerio Editore Palermo (Collana: La memoria)

Ritorna Vince Corso, il detective de La lettrice scomparsa, vincitore del premio Scerbanenco 2016 per il miglior romanzo giallo italiano. Un libro sulla memoria, sull’importanza del ricordo, sulla lettura come terapia.

«La parola “ricordare”. Lo sa da dove viene? Dal latino re-cordis: vuol dire, letteralmente, ripassare dalle parti del cuore»

«Un autentico inno alla lettura e alla letteratura» – Ermanno Paccagnini, La Lettura – Corriere della Sera

«Mi chiamo Vince Corso. Ho quarantacinque anni, sono orfano e per campare prescrivo libri alla gente». Insegnante precario e lettore come pochi, si è inventato un nuovo lavoro, quello di biblioterapeuta; ha casa e ufficio in via Merulana, un monolocale con soppalco e angolo cottura più da studente fuorisede che da medico delle anime, dove accoglie le sue pazienti – sì, sono donne in prevalenza. Vince le ascolta e poi trova per loro il libro adatto, le pagine che possono lenire, la letteratura insomma come medicina dell’anima e, perché no?, anche del corpo. A rivolgersi al suo pronto soccorso letterario un giorno arriva Giovanna; il fratellastro Fabrizio, sinologo, collezionista di libri, esperto di lingue e di molto altro, ha smarrito il senno e ricoverato in una casa di riposo per malati di Alzheimer ripete ossessivamente poche e smozzicate frasi, sempre le stesse. La donna è convinta di un possibile miglioramento del fratello se solo potesse ritrovare il libro da cui quelle parole sono tratte: sembra proprio il terreno in cui Vince Corso si trova più a suo agio. Così accetta la sfida e visita la biblioteca del professore, ma si trova ben presto a indossare i panni dell’investigatore, a svelare l’enigma che si cela dietro quel labirinto di volumi, una autentica biblioteca di Babele.

Il diavolo al Pontelungo
Riccardo Bacchelli
A cura di: M. Veglia
€ 14,50
2018, 389 p., brossura
Mondadori (Collana: Oscar moderni)

Nelle pagine ironiche e avventurose del “Diavolo al Pontelungo”, Riccardo Bacchelli rievoca volti e personaggi (il gigante Bakunin, il pallido Cafiero, lo spavaldo Andrea Costa) e racconta sogni e utopie che guidarono il fallito tentativo di una donchisciottesca insurrezione anarchico-socialista che si sarebbe dovuta tenere a Bologna l’8 agosto del 1874. Restituisce così ai lettori, tra la Baronata di Locarno e la città dello Studio, una vicenda dimenticata, una rivoluzione mancata ma feconda di frutti. Questa nuova edizione affianca al romanzo una serie di testimonianze e di documenti storici, oltre a collocarlo nel tempo in cui fu scritto e nella biografia dell’autore. L’intreccio fra diverse prospettive critiche fornisce una lettura rinnovata di uno dei più straordinari romanzi del Novecento italiano.

La gatta
Junichiro Tanizaki
Traduzione di: A. Ricca Suga
€ 10,00
2018, 144 p., brossura
Bompiani (Collana: Tascabili narrativa)

«Ma lei stia ben attenta. Non pensi: è soltanto una gatta. Quella gatta può sconfiggerla, un giorno. Non glielo dico per cattiveria. Non per amor proprio, ma perché penso al suo bene. Cacci via al più presto Lily dalla vostra casa»

La protagonista di questo racconto lungo, pubblicato nel 1936, è una gatta, la bellissima Lily, adorata dal suo padrone Shozo. Lily si trova al centro di un intrigo familiare senza esclusione di colpi quando la ex moglie di Shozo, Shinako, nel tentativo di riavvicinare il marito, chiede con ostinazione di riavere la gatta. La seconda moglie, Fukuko, che ha accettato la convivenza con la gatta per compiacere il marito, non nasconde la gelosia per la bestiola, perciò non si oppone alla richiesta di Shinako. Tanizaki si addentra con maestria nella psicologia femminile, conducendone una finissima indagine accompagnata da ironia e acuto realismo, e ci restituisce al contempo un vero e proprio atto d’amore nei confronti del gatto, animale considerato dalla cultura giapponese al contempo creatura misteriosa e amuleto.

120 anni di passione. 1898-2018 Federazione Italiana Giuoco Calcio
Alessandra Giardini, Giorgio Burreddu
€ 40,00
2018, 192 p., ill., rilegato
Giunti Editore (Collana: Atlanti illustrati)

Quando i pionieri si riunirono in un emporio di Torino, una mattina di marzo del 1898, non potevano sapere che quello era il principio di una storia grandiosa, la storia della federazione che ha fatto del calcio lo sport degli italiani. Sono passati 120 anni, e il pallone è entrato nelle case di ognuno di noi: la giacca a righe di Bearzot ai Mondiali del 1982, la scheggia di cristallo che Pozzo portava in tasca dopo aver vinto (e rotto) la Coppa Internazionale, la maglia verde speranza e quella nera indossata una volta e mai più. Ma è l’azzurro il colore che fa battere il cuore agli italiani. Storie, immagini e cimeli di questi 120 anni in cui il calcio ha attraversato la nostra storia, le nostre vite. Prima come collante dell’unità nazionale, poi come forma di riscatto e oggi come strumento di benessere e di inclusione. Che non smette di tenerci uniti.

*Descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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