mercoledì
19 dicembre 2018

16:41

LIBRI CONSIGLIATI #395

Tintoretto (1519-1594). Catalogo della mostra (Venezia, 7 settembre 2018-6 gennaio 2019). Ediz. a colori
A cura di: R. Echols, F. Ilchman
€ 53,00
2018, 320 p., ill., brossura
Marsilio (Collana: Cataloghi)

Con la sua singolare combinazione di talento, ambizione, energia e immaginazione Jacopo Tintoretto (1518/1519-1594) dominò il campo della pittura nella natia Venezia durante la seconda metà del Cinquecento. Stando ai contemporanei dell’artista e ai suoi primi biografi, egli ambiva a coprire ogni muro veneziano con le proprie tele. Giorgio Vasari lo definì “il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura”. Ritenuto, con Tiziano e Veronese, uno dei tre massimi pittori che contrassegnarono l’età d’oro dell’arte veneziana, Tintoretto fu un audace innovatore, tanto da stupire e, talvolta, indignare i suoi pari. Quella pennellata libera ed espressiva che spinse i detrattori a giudicare non finite le sue opere è ora riconosciuta come un passo fondamentale nello sviluppo della pittura a olio su tela. Ancor oggi il pubblico è impressionato dalle dimensioni sovrumane, dal dinamismo pittorico e dal carattere visionario delle opere tintorettiane. Pubblicato in coincidenza con il cinquecentenario della nascita dell’artista, ricorrenza celebrata con mostre sia in Italia sia negli Stati Uniti, questo volume offre una visione esaustiva della carriera di Tintoretto e degli esiti da lui raggiunti. Basandosi sulle ricerche più recenti, un gruppo internazionale di studiosi esplora in profondità vari aspetti dell’arte tintorettiana: dai metodi operativi alla venezianità di Jacopo e all’interesse da lui testimoniato per il ritratto, da accostare a quello rivolto alla pittura sacra, l’ambito da cui deriva principalmente la sua fama. Nuove scoperte biografiche forniscono risposte a interrogativi lungamente dibattuti sul posto occupato da Tintoretto nella società veneziana. Le numerose illustrazioni, molte delle quali dedicate a particolari delle opere, presentano oltre centoquaranta dei più importanti dipinti dell’artista – un’ampia parte dei quali restaurata di recente – insieme a una scelta dei suoi disegni più pregevoli. Il volume, rivolto non soltanto a esperti e studiosi che si occupano del Rinascimento italiano ma anche al lettore non specializzato, si propone come l’analisi definitiva di uno dei giganti dell’arte europea.

Tintoretto secondo John Ruskin
€ 20,00
2018, 176 p., ill. , Brossura
Marsilio (Collana: Libri illustrati)

Per Ruskin, alcune date hanno rappresentato punti di svolta nella sua vita lavorativa: il 23 settembre 1845 è una di queste. In alcune lettere scritte da Venezia a suo padre quell’autunno dichiara di essere “sopraffatto” dal potere di Tintoretto e di sentirsi chiamato a salvaguardare i suoi dipinti insieme al destino della città stessa. La scoperta di Tintoretto da parte di Ruskin gioca un ruolo centrale nella sua estetica, ed è stata una delle maggiori fonti d’ispirazione in alcuni dei suoi lavori più importanti. Con “Modern painters” e “Le pietre di Venezia” Ruskin ha contribuito alla creazione della fama internazionale di Tintoretto e le sue pagine condizionano ancora oggi il nostro modo di considerare la sua pittura. La collezione di scritti pubblicati in questa occasione appare per la prima volta in una forma ben organizzata e facilmente consultabile, qualcosa che Ruskin stesso aveva programmato per i visitatori inglesi. Una guida ai dipinti nelle chiese di tutta la città, sebbene la chiesa e la Scuola Grande di San Rocco si distinguano per essere stati al centro dell’attenzione di Ruskin.

Arte fede e medicina nella Venezia di Tintoretto
A cura di: G. Matino, C. Klestinec
€ 21,00
2018, 144 p., ill., brossura
Marsilio (Collana: Libri illustrati)

Il libro esplora la rappresentazione del corpo umano nelle tradizioni artistiche e mediche e definisce il loro ruolo nella cultura rinascimentale. La Scuola Grande di San Marco, che commissionò a Jacopo Tintoretto la sua opera giovanile più importante (‘Il miracolo della schiavo’ ora conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia) con il suo duplice ruolo di museo di una confraternita e, contemporaneamente, biblioteca monumentale e medica del museo dell’Ospedale Civile di Venezia – offre lo scenario perfetto per la presentazione dei rapporti tra arte e medicina, studi anatomici e credenze religiose, attingendo da documenti d’archivio, manoscritti illuminati, libri rari, stampe, medaglie, disegni e dipinti. Questo volume esaminerà argomenti come le cure mediche per i poveri fratelli della Scuola come mezzo di purificazione spirituale e la figura di Tommaso Rangone come medico e mecenate di Tintoretto.

Tintoretto a Venezia. Itinerari
A cura di: T. Dalla Costa, R. Echols, F. Ilchman
Traduzione di: L. Guidetti
€ 15,00
2018, 144 p., ill., brossura
Marsilio (Collana: Cataloghi)

Jacopo Tintoretto fu un protagonista assoluto della pittura veneziana nella seconda metà del XVI secolo grazie a una combinazione unica di talento, ambizione, energia e inventiva. Definito dal suo contemporaneo Giorgio Vasari come «il cervello più straordinario che l’arte della pittura abbia mai prodotto», Jacopo fu un innovatore audace che stupì e a volte fece indignare i suoi pari. A differenza di altri grandi artisti del Rinascimento lagunare, Tintoretto nacque e trascorse tutta la sua vita a Venezia dove, più di ogni altro collega, lasciò il segno. Ancora oggi i suoi dipinti si trovano in ogni sestiere cittadino: nei musei, nei cicli decorativi degli edifici pubblici, come la Scuola Grande di San Rocco, il Palazzo Ducale e la Biblioteca Nazionale Marciana, e sugli altari o nelle cappelle delle chiese veneziane. In onore del cinquecentesimo anniversario della nascita di questo figlio della Serenissima, si presenta “Tintoretto a Venezia. Itinerari”, un catalogo di tutte le sue opere che si possono ammirare in città. Diviso in sezioni, che corrispondono ai sestieri, il volume illustra più di 120 opere, molte delle quali restaurate di recente, accompagnate da testi elaborati da un gruppo internazionale di storici dell’arte che ne forniscono informazioni aggiornate circa lo stile, la committenza, la datazione, l’iconografia, lo stato di conservazione e il rapporto con l’opera del maestro nel suo complesso. Questa guida, corredata da magnifiche illustrazioni, sarà apprezzata da chi potrà ammirare le opere dal vivo ma anche da tutti coloro che compiranno il loro viaggio rimanendo comodamente seduti in poltrona.

Quando il cielo era il mare e le nuvole balene
Guido Conti
€ 17,00
2018, 336 p., rilegato
Giunti Editore (Collana: Scrittori Giunti)

Un romanzo di formazione e vocazione, intenso, scritto con una lingua energica e lirica allo stesso tempo, che affonda le sue radici in quel realismo magico emiliano che, fin dall’esordio, ha nutrito e dato corpo e anima alla narrativa di Guido Conti.

Che la pianura fosse il fondo del mare è una favola affascinante per Bruno, un bambino che vive in una grande corte a ridosso dell’argine del fiume Po con nonno Ercole, socialista, che racconta storie meravigliose, e nonna Ida, che guarisce le storte e scaccia i demoni dai cani. Bruno cresce incantato dalle storie che vive e sente raccontare: qui c’è il suo amico Millemosche che riceve da un angelo, in chiesa, il dono di curare i cavalli, qui conosce la tragica avventura di Vera e l’amara esperienza del Peppo che gli narra com’è diventato cieco durante la prima guerra mondiale. Poi un giorno, in mezzo ai campi, appare un uomo che arriva a piedi con una valigia: è l’Americano, il padre assente, l’eroe ambiguo che segnerà per sempre la sua adolescenza. Bruno vive tra stupori e fascinazioni, immerso in una natura spesso crudele, dove gli animali sono messaggeri di gioie e disgrazie. Tra le magiche nebbie del Po conosce anche Laura, una ragazzina sveglia e intraprendente con cui vivrà l’esperienza della guerra, l’arrivo dei tedeschi lungo il Po, i primi incanti di un sentimento che non sa ancora definire e poi lo sfollamento e il trauma della separazione. Nel dopoguerra Bruno, diventato grande, tornerà a cercare i ricordi di un’infanzia vissuta intensamente tra sogni e immaginazioni, e incontrerà una donna, Betty, affascinante e seducente, che lo metterà di fronte a tante verità difficili da accettare. Un romanzo di formazione e vocazione, intenso, scritto con una lingua energica e lirica allo stesso tempo, che affonda le sue radici in quel realismo magico emiliano che, fin dall’esordio, ha nutrito e dato corpo e anima alla narrativa di Guido Conti.

La zia Irene e l’anarchico Tresca
Enrico Deaglio
€ 14,00
2018, 288 p., brossura
Sellerio Editore Palermo (Collana: La memoria)

Enrico Deaglio inventa un romanzo dei fatti e della fantasia, e scrive pagine avvincenti e inedite della nostra storia.

«Si accostò al quadro e gli comparvero geometrie, strutture interne, frecce, cerchi, nomi, legami, doppi legami. […] «“È un quadro di un artista newyorkese, Mark Lombardi. L’unico artista al mondo ad aver avuto l’idea di dipingere il denaro nella sua essenza, la sua velocità, la sua ferocia. Si era dedicato a dipingere il denaro caldo, il grande riciclaggio, l’opacità della finanza, la verità finanziaria”»

I legami tra la criminalità siciliana sbarcata in America e l’egemonia statunitense sulla politica italiana, la trasformazione del potere fascista nel rispettabile establishment economico del dopoguerra, la soppressione delle voci dissonanti, gli omicidi perfetti, il conflitto permanente. Nel secondo decennio del XXI secolo l’Italia non è più quella che conosciamo, anche se le somiglia parecchio. Gli attentati scuotono le città, la minaccia di una invasione islamica condiziona la vita quotidiana, l’economia garantisce ricchezza solo a chi è già ricco, ed esclude chi lavora. Tutto sembra poter crollare da un momento all’altro. Il dottor Marcello Eucaliptus riceve in eredità una valigia da una zia eccentrica, ex funzionaria del ministero dell’Interno. Per ritirarla Marcello si reca al ristorante romano affacciato sul fiume dove Pier Paolo Pasolini fece la sua ultima cena, e nei pressi ad attenderlo trova un gruppo inaspettato. Si tratta di un club di persone che hanno lavorato per decenni nel settore della Sicurezza Nazionale, lo stesso in cui ha prestato servizio sua zia, indagando i misteri d’Italia, le infinite ramificazioni del potere, della finanza, della criminalità organizzata. Nella valigia che lo aspetta Marcello scopre una serie di documenti, fotografie, testi, passaporti, contenitori sigillati. E scorge un’esaltante ossessione, l’emozione della storia e della verità. Inizia così un’indagine che scruta un secolo di intrighi italiani e internazionali, tra anarchici eliminati a New York negli anni Quaranta – a partire proprio da quel Carlo Tresca, antifascista inviso al regime assassinato sulla Fifth Avenue a colpi di pistola nel gennaio del ’43 – e banchieri che muoiono bevendo un caffè, gangster come Lucky Luciano che aiutarono gli americani a vincere la guerra e comunisti con il marchio dell’assassino. Ne emerge una verità nuova, che forse può aiutare a capire il presente e a costruire il futuro, ma anche a proteggere il passato. Una verità che Marcello vorrà comprendere e ricostruire, immergendosi nella storia collettiva e individuale, nel destino di individui che a partire dai propri sogni, dalle proprie convinzioni, dai propri interessi senza scrupoli, hanno edificato il mondo in cui si trova a vivere.

02.02.2020. La notte che uscimmo dall’euro
Sergio Rizzo
€ 13,00
2018, 122 p., brossura
Feltrinelli (Collana: Serie bianca)

I capitali fuggono all’estero. I bamcomat chiudono. Esplode l’inflazione. Una distopia tanto possibile da sembrare vera. Per guardare oltre l’abisso sul quale il nostro paese si sta affacciando.

2 febbraio 2020. È tutto pronto, il grafico incisore che ha avuto dal ministro dell’Economia l’incarico di disegnare la Lira Nuova ha finito, il punto di verde è perfetto. Banconote e monete verranno messe in circolazione a partire dalla mezzanotte. In ossequio al credo nazionale sono stati abbandonati i poeti, gli artisti e gli scienziati: al loro posto le immagini degli eroi popolari e i martiri del governo sovranista. Il governo è in carica da un anno e mezzo, e ormai la maggioranza è costituita da un partito unico, il Partito sovranista italiano. Per tener fede alle promesse elettorali il Partito sovranista ha fatto saltare i conti pubblici. Così non c’è altro da fare che andare fino in fondo: mettere in atto il piano B, uscire dall’euro. Intanto la speculazione internazionale è già preparata e le corazzate finanziarie sono pronte ad affossare l’Italia. E fra chi scommette contro il Paese c’è anche un politico importante, che ha un ruolo di rilievo nell’operazione Morris, com’è stata battezzata in codice. La mattina del 3 febbraio, la nuova valuta crolla in poche ore mentre le Borse vanno a picco. Le banche hanno bloccato i bancomat, la fuga di capitali è immediata e imponente. L’inflazione comincia a galoppare. I tassi d’interesse esplodono, le imprese indebitate dichiarano bancarotta, i mutui vanno alle stelle. Il potere d’acquisto dei salari è divorato dall’impennata dei prezzi, la disoccupazione tocca livelli astronomici, la povertà dilaga. Il paese è in ginocchio. L’Italia sembra uscita da un’altra guerra mondiale. L’unica soluzione è emanare un decreto per vendere i monumenti agli stranieri. I cinesi offrono 100 miliardi di euro per il Colosseo e i russi si prendono Pompei in cambio merce: le forniture di gas naturale all’Italia per 25 anni. Non basterà. Ma neppure si potrà tornare indietro. Il racconto di un’Europa in cui non esistono più scenari impossibili.

Una giovinezza inventata
Lalla Romano
A cura di: A. Ria
€ 12,00
2018, 282 p.
Einaudi (Collana: Einaudi tascabili. Scrittori)

In “Una giovinezza inventata” (1979) l’autrice ha saputo cogliere quanto c’è di intimo e unico nella giovinezza di ognuno e nello stesso tempo quanto di inconsapevolmente comune c’è nella giovinezza di tutti.

«Per il giovane la vita si configura come un compromesso tra l’essere e l’esistere. Per questo la giovinezza è tragica»

La storia di una ragazza borghese, una jeune fille rangée che vive con rabbia e al tempo stesso con astrazione la propria educazione alla vita. Sul filo dei ricordi Lalla Romano ricostruisce la Torino ovattata degli anni Venti con le sue atmosfere, i suoi luoghi, tracciando non il ritratto di un’epoca ma quello di un tempo della vita. L’educandato femminile, le amicizie, il primo amore, i tentativi di porre le basi per il futuro, le incertezze di una personalità ancora acerba sono narrate con distacco oggettivo, fino all’evidenza di una pungente ironia. In Una giovinezza inventata (1979) l’autrice ha saputo cogliere quanto c’è di intimo e unico nella giovinezza di ognuno e nello stesso tempo quanto di inconsapevolmente comune c’è nella giovinezza di tutti, tratteggiando, come ha affermato Geno Pampaloni, «il quadro di una infelicità, sottile ma irrimediabile, che la giovinezza consegna alla vita». Postfazione di Giovanni Raboni. Antologia critica, cronologia della vita e delle opere, bibliografia a cura di Antonio Ria.

Preghiera del mare
Khaled Hosseini
A cura di: Roberto Saviano
€ 15,00
2018, 56 p.
SEM

Una preghiera laica, una storia di paure e di speranza, un grande atto d’amore

L’editore donerà parte del ricavato all’UNHCR, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite dedicata alla protezione e al sostegno dei rifugiati e sfollati in tutto il mondo.

Un cantastorie di enorme talento che sa toccare tutte le corde del cuore” – The Times

“Hosseini riesce a dare alle sue storie un’aria di universalità che va oltre alle vicende che racconta” – Corriere della Sera

Mio caro Marwan… È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa dove “nessuno ci ha invitato”, dove chi la abita “ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie”. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente.Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranze e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

Mi sono mangiato il mondo
Chef Rubio
€ 18,00
2018, 318 p., ill.
Rizzoli (Collana: Varia)

Attraverso le fotografie scattate nel corso dei suoi viaggi, Chef Rubio racconta storie di cibo, luoghi e persone, un mosaico del mondo visto attraverso i suoi occhi.

“Dispensa s. f. [der. di dispensare, sec. XIII]. – 1. L’atto del dispensare ad altri. 2. Luogo adibito alla vendita di viveri. 3. Mobile della cucina o ambiente dove si tengono le provviste alimentari. Dispensare quindi è dare a qualcuno qualcosa, che siano beni di prima necessità, esperienze o fotografie poco importa. Come in cucina così nel resto delle cose bisogna dare e darsi. Sempre. È proprio questo che fa Chef Rubio: si dà senza filtri raccontando – con le fotografie scattate nel corso dei suoi viaggi – storie di cibo, luoghi e persone che, raccolte tutte assieme, dipingono un affresco personale, diretto, spontaneo e onesto del mondo visto con i suoi occhi. Possiamo sentirne il sapore attraverso le immagini e provare a cercarne il filo attraverso le parole. È un esercizio di umanità che ci permette di muoverci dalle favelas ai grattacieli, di camminare di notte tra i banchi di un mercato e di tuffarci coi bambini in un fiume affollato, di seguire i combattimenti tra i galli e l’essiccatura delle alghe, di assaggiare i gechi alla griglia e le pesche più buone del mondo, di guardare negli occhi tanto la sofferenza quanto l’amore. Libero dalle etichette di cuoco, di rugbista, di personaggio tv, resta il fotografo, il viaggiatore.”

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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