lunedì
19 novembre 2018

12:27

LIBRI CONSIGLIATI #400

Io, Jean Gabin
Goliarda Sapienza
A cura di: A. Pellegrino
€ 11,00
2018, 168 p., brossura
Einaudi (Collana: Einaudi tascabili. Scrittori)

Il piglio, lo slancio, la spavalderia di Goliarda bambina: la «carusa tosta» che è diventata un personaggio indimenticabile della letteratura del Novecento

Può una bambina – lasciata interi pomeriggi nel ventre sicuro di un cinematografo – arrivare a identificarsi totalmente con Jean Gabin? Sì, se quella bambina è Goliarda Sapienza. L’attore simbolo di un certo modo di stare al mondo, l’icona anarchica del cinema francese, le calza a pennello. Goliarda bambina, non appena esce dal Cinema Mirone, è Jean Gabin, e scorrazza per i vicoli di Catania traboccanti di vita e di malaffare come Jean per quelli di Algeri. Incontra prostitute filosofe, pupari, la vita pullulante della Civita in tutte le sue forme, comprese quelle magmatiche dei “corpi lunghi di draghi neri scolpiti nella lava sotto i balconi”. E quando rientra a casa, trova un’altra forma di vita altrettanto disordinata e imprendibile: quella della sua famiglia senza fine. Un padre avvocato “amato dai poveri e odiato dai fascisti, ma da tutti rispettato e temuto”; una madre socialista impegnata durante il Ventennio a trasformare il suo appartamento catanese in un focolaio di resistenza e di controcultura; una tribù di fratelli acquisiti, ognuno intento a seguire i suoi sogni, contagiosamente. “Io, Jean Gabin” racconta tutto questo raccontando un pugno di giorni. Un tassello della “autobiografia della contraddizioni” dell’autrice. Un romanzo postumo e assolutamente inedito in cui c’è la stessa energia stilistica dell'”Arte della gioia”.

Proletkult
Wu Ming
€ 18,50
2018, 333 p., brossura
Einaudi (Collana: Einaudi. Stile libero big)

Che le proprie storie si mescolino alla realtà fino al punto di prendere vita: non è questo il sogno segreto di ogni narratore?

«Bogdanov immaginò di estrarre la rivoltella e sparargli al cuore. Poi avrebbe legato l’ancora al cadavere, l’avrebbe rovesciato in mare e dietro al corpo avrebbe gettato la pistola. Le storie di Leonid Voloch sarebbero andate perdute per sempre in fondo al golfo. Il suo viaggio sul pianeta socialista sarebbe morto con lui. Un racconto filosofico. Un romanzo di scienza e di fantasia che nessuno avrebbe mai letto»

Mosca, 1927. È ciò che accade ad Aleksandr Bogdanov, scrittore di fantascienza, ma anche rivoluzionario, scienziato e filosofo. Mentre fervono i preparativi per celebrare il decennale della Rivoluzione d’Ottobre e si avvicina la resa dei conti tra Stalin e i suoi oppositori, l’autore del celebre Stella Rossa riceve la visita di un personaggio che sembra uscito direttamente dalle pagine del suo romanzo. È l’occasione per ripercorrere le tappe di un’esistenza vissuta sull’orlo del baratro, tra insurrezioni, esilio e guerre, inseguendo lo spettro di un vecchio compagno perduto lungo la strada. Una ricerca che scuoterà a fondo le convinzioni di una vita.

Il colombo d’argento
Andrej Belyj
Traduzione di: C. Cascone
€ 18,00
2018, 378 p., brossura
Fazi (Collana: Le strade)

Attraverso il contrasto tra la ragione e il sentimento, la scienza illuminata e le credenze popolari, il senso di crisi sociale e la necessità di una rinascita spirituale, “Il Colombo d’argento” coglie le inquietudini dell’epoca che precede la Rivoluzione d’Ottobre e si erge a brillante paradigma del simbolismo russo.

«Una tale penetrazione nell’anima del popolo non si aveva dai tempi di Dostoevskij» – Sergej Bulgakov

«Un libro notevole e potente» – The New York Times

«Un libro meraviglioso» – Sergej Esenin, Poslednij Lel’

Una torrida mattina di Pentecoste, immerso nella luce che indora il paesaggio agreste della Russia pre-rivoluzionaria, un giovane vaga assorto nei suoi pensieri. Pëtr Dar’jal’skij, studioso, poeta ed esponente della classe intellettuale che andava formandosi in quegli anni percorsi da vagiti rivoluzionari e profonde metamorfosi sociali, è alla ricerca di una verità su se stesso e sul mondo. Sta trascorrendo l’estate nella tenuta della fidanzata, Katja Gugoleva, nipote della baronessa Todrabe-Graaben, una nobile russa decaduta, quando incontra Matrëna Semënovna, serva dell’ambiguo falegname Mitrij Kudejarov, che lo seduce e lo avvicina alla setta dei colombi, un culto esoterico che attende l’avvento di un nuovo Spirito. Ed è proprio quest’incontro ad attirarlo fatalmente verso un passato ancestrale, inconsapevole della trappola che è stata ordita alle sue spalle. Lacerato dal dilemma tra un presente che si fa sempre più ermetico e un passato che lo richiama senza tregua a una redenzione, Dar’jal’skij è metafora di una cultura sull’orlo del baratro, consapevole del suo incerto equilibrio, del nero cielo occidentale verso cui volge lo sguardo. In questo romanzo di contrasti, enigmi e visioni, Andrej Belyj racconta, con un virtuosismo stilistico capace di spaziare da vertici di assoluto lirismo al parlato “aspro” degli ambienti rurali, la metamorfosi di un singolo individuo e di un popolo sotto l’incedere della Storia.

Vite bruciate
Dominique Manotti
Traduzione di: C. Castellani
€ 14,00
2018, 304 p., brossura
Sellerio Editore Palermo (Collana: La memoria)

Noir, reportage, denuncia sociale, così possiamo definire i coraggiosi romanzi di Dominique Manotti, analizzano la società, svelano malaffare e corruzione, spiegano i meccanismi della finanza e del ruolo delle istituzioni europee; ma Vite bruciate è soprattutto un magnifico thriller, secco, incalzante, pieno di tensione.

«Sì, è questo che voglio fare: vorrei essere lo scrittore “pubblico” della mia epoca, voglio raccontare la società come la vedo» – Dominique Manotti

Un noir della giallista più impegnata di fronte alle ingiustizie e contraddizioni del sistema economico dei nostri tempi. Un infortunio sul lavoro nella fabbrica della Daewoo in Lorena, l’ennesimo. Emilienne, giovane operaia al sesto mese di gravidanza, stramazza a terra fulminata da una scarica elettrica. Il capo reparto intende far ripartire subito la catena di montaggio: è troppo per Rolande, l’amica operaia che, esasperata, schiaffeggia il capo e viene licenziata. Da qui la rabbia, lo sciopero, l’occupazione della fabbrica; mentre gli operai tengono in scacco i dirigenti e resistono, scoppia un incendio, certamente doloso. Le fiamme distruggono tutto, macchinari e depositi, e anche gli uffici con tutta la documentazione e la contabilità. Facile che l’indiziato numero uno diventi Nourredine, il leader della rivolta. Quando poi viene ritrovato vicino alla fabbrica il corpo di uno degli operai l’inchiesta cambia marcia, ora si tratta di omicidio. Parallela all’indagine della polizia inizia quella di Charles Montoya, ingaggiato dall’assicurazione dello stabilimento che non vede chiaro in tutta la faccenda. Montoya è un ex poliziotto che sa guardare oltre la cenere e comincia a collegare gli affari della fabbrica con l’incendio e con l’omicidio per capire il perché di quel fuoco che ha bruciato vite e destini di una intera classe operaia, ma anche carte, forse compromettenti, su fusioni industriali, operazioni finanziarie, sovvenzioni europee. Dominique Manotti racconta un mondo che conosce bene, lei, esperta di storia economica e con un passato di attivista politica di sinistra e di sindacalista, ha studiato le relazioni finanziarie e i meccanismi del denaro e del potere mascherati da modelli di sviluppo. Noir, reportage, denuncia sociale, così possiamo definire i coraggiosi romanzi di Dominique Manotti, analizzano la società, svelano malaffare e corruzione, spiegano i meccanismi della finanza e del ruolo delle istituzioni europee; ma Vite bruciate è soprattutto un magnifico thriller, secco, incalzante, pieno di tensione.

Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi
Ivano Dionigi
€ 14,00
2018, 125 p., rilegato
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

Per una meravigliosa e tremenda ambiguità linguistica, la morte e la vita sono iscritte nella stessa parola bios: bíos è vita, biós è arco. Noi siamo così un cerchio incompiuto, imperfetto, un arco, in cui inizio e fine non coincidono. Solitari restare a riva a osservare le tempeste della vita o salire a bordo senza troppo curarci dei compagni di viaggio? Seguire le leggi del cosmo o le leggi dell’io? Scegliere la politica o l’antipolitica? Il negotium o l’otium? Credere o capire di fronte a Dio e alla morte? Seguire la lezione dei padri o la rivoluzione dei figli? Basta volgere lo sguardo al mondo classico di Atene e Roma per trovare i nostri più naturali interlocutori, coloro che ci hanno preceduti nelle nostre stesse domande. Lucrezio e Seneca hanno fatto il controcanto al presente ponendosi le domande ultime. Non importa quali risposte abbiano dato, importa invece la loro allergia al pensiero unico, tanto da averci prospettato concezioni diverse e rivali del mondo. Importa il coraggio di sperimentare, in solitudine e in autonomia, cosa significa sopportare la verità quando la vita ti viene a trovare. A loro dobbiamo rivolgerci per ricordarci come eravamo e come potremmo essere.

Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare
Eva Cantarella
€ 18,00
2018, 234 p., rilegato
La nave di Teseo (Collana: I fari)

Trenta storie d’amore per conoscere meglio i greci e i romani, antenati ai quali ci uniscono, nel bene e nel male, fili di continuità che arrivano fino a oggi.

“L’amore è il tema attorno a cui è organizzato questo tentativo di mostrare la differenza tra le culture, grazie all’aiuto – fondamentale – di tante, diversissime storie: una sorta di campionario delle facce dell’amore. A volte si tratta di miti, altre volte di creazioni letterarie, altre volte ancora di storie realmente vissute le cui dinamiche sembrano la chiave più adatta per svelare i segreti del cuore.”

Conoscere gli “altri”, lontani da noi per tempo, spazio e cultura, può aiutarci a capire meglio anche il nostro rapporto con i sentimenti e l’affettività. Dalle avventure amorose di Zeus, il primo molestatore seriale della storia occidentale, alle conquiste di Cesare, “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti”, queste storie mostrano le tante analogie ma anche le non trascurabili differenze nel modo di concepire e vivere nelle diverse culture un sentimento considerato immutabile come l’amore. Una passione che nel corso dei secoli ha accolto benevolmente comportamenti oggi considerati inaccettabili, in una continua ridefinizione dei propri confini che ha segnato la cultura europea moderna. Eva Cantarella esplora questi confini in un libro appassionante che ci invita a cogliere nella luce del mito e della storia il riflesso in grado di illuminare il nostro tempo.

Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita
Antonio Polito
€ 17,00
2018, 154 p., brossura
Marsilio (Collana: I nodi)

Antonio Polito parte da un itinerario personale per giungere a una proposta estesa a tutti: avviare un percorso di «perdita» per riconquistare se stessi.

«La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare» dice Jep Gambardella, protagonista della Grande Bellezza. Davvero arriva un momento in cui, sostiene Polito, «il se stesso di prima deve morire per poter rinascere a nuova vita. Perché la curva della felicità è una U e quando ti sembra di aver toccato il fondo puoi veramente risorgere». In un originale tentativo di rivisitazione di esperienze personali e non, storie vissute o narrate, questioni e idee reinterpretate, Antonio Polito racconta quella fase dell’esistenza in cui sentiamo di dover «fare pulizia», applicando un sano senso pratico al nostro bagaglio di vissuti e di valori. Un viaggio in cui si susseguono tappe e conquiste, cambi di passo e cadute, attraverso cui l’autore rivela cosa ha superato le maglie della selezione e cosa invece è risultato d’intralcio al suo cammino di crescita come uomo, genitore, cittadino. Polito parte da un itinerario personale per giungere a una proposta estesa a tutti: avviare un percorso di «perdita» per riconquistare se stessi può essere la chiave su cui costruire un nuovo senso di appartenenza, una traccia per rifondare il nostro modo di essere comunità.

Perché è successo qui. Viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa
Maurizio Molinari
€ 17,00
2018, 122 p., rilegato
La nave di Teseo (Collana: I fari)

Maurizio Molinari ha percorso il nostro paese in lungo e in largo, incontrando di persona il disagio, le paure e le speranze degli italiani, per raccontare i motivi di una rivolta che ha sorpreso l’Europa e ha cambiato radicalmente i connotati della vita pubblica.

“Aggrediti dalle diseguaglianze, sorpresi dai migranti, flagellati da imposte e corruzione, bisognosi di protezione e sicurezza, feriti dalla globalizzazione, inascoltati dai partiti tradizionali e rafforzati nella capacità di esprimersi dall’avvento dell’informazione digitale, gli italiani con le elezioni del 4 marzo 2018 hanno reagito consegnando le proprie sorti al primo governo populista dell’Europa occidentale, con il risultato di innescare un domino di eventi sul Vecchio Continente dalle conseguenze imprevedibili. Questo libro tenta di rispondere alla domanda su come tutto ciò sia potuto accadere in Italia, con una rapidità travolgente e un’accelerazione di sapore rivoluzionario in uno dei paesi più moderati dell’Occidente.”

Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di Tucidide?
Graham Allison
Traduzione di: M. Zurlo
2018, 517 p., brossura
Fazi (Collana: Le terre)

Un saggio che, attraverso una magistrale miscela di eventi storici e fatti odierni, non mira a predire il futuro, ma a scongiurarlo.

«In “Destinati alla guerra”, Allison dipana una delle sfide più emblematiche della nostra epoca: gestire la relazione critica tra Cina e Stati Uniti» – Joe Biden

«Destinati alla guerra individua una sfida fondamentale per l’ordine mondiale: quale impatto ha una potenza emergente su una dominante. Ho letto questo libro con grande interesse» – Henry Kissinger

«Senza dubbio i politici cinesi leggeranno gli avvertimenti di Allison sulla trappola di Tucidide. Vorrei solo essere altrettanto sicuro dei politici americani. In ogni caso ogni cittadino ben informato dovrebbe acquistare una copia di questo libro» – Niall Ferguson

Qual è la soglia oltre la quale un conflitto diventa inevitabile? Nello scenario politico-economico contemporaneo, Cina e Stati Uniti sembrano proiettati verso una guerra che nessuno dei due vuole. Il motivo è la trappola di Tucidide: quando una potenza emergente minaccia di spodestare quella dominante, il risultato più plausibile è la guerra. Questa è la dinamica che scandisce da sempre la storia. A proposito della guerra del Peloponneso, che devastò l’antica Grecia, lo storico Tucidide spiegò che furono l’ascesa di Atene e la paura che la sua scalata instillò in Sparta a rendere la guerra inevitabile. Da cinquecento anni a questa parte tali condizioni si sono ripresentate sedici volte. E in dodici casi hanno portato a una conclusione violenta. Nel diciassettesimo caso, l’irresistibile avanzata della Cina rischia di entrare in collisione con un’America inamovibile. Sia Xi Jinping che Donald Trump promettono di “far tornare grandi” i loro paesi. Ma a meno che la Cina non sia disposta a moderare le proprie ambizioni, o Washington non accetti di condividere il primato nel Pacifico, una guerra commerciale, un cyber-attacco o un incidente in mare potrebbero essere la scintilla che farà esplodere un altro grande conflitto. In “Destinati alla guerra”, il professore emerito di Harvard Graham Allison indaga le diverse sfaccettature della contesa tra Stati Uniti e Cina attraverso la lente della trappola di Tucidide. Allison mostra come in passato una prudente e ingegnosa arte di governo sia riuscita a evitare la guerra, e quali dolorosi passi siano oggi necessari per evitare il disastro.

Giappomania
Marco Reggiani
€ 19,90
2018, 217 p., ill., rilegato
Rizzoli

Un itinerario alla scoperta di un paese, il Giappone, su cui da sempre si è scatenato l’immaginario collettivo

Dalle affascinanti contraddizioni di Tokyo al classico viaggio lungo la “golden route” che collega la capitale alla mistica Isola di Miyajima. E ancora, le regole di comportamento da osservare, il cibo, la cultura, i prodotti e le curiosità “made in Japan”. Cento parole chiave per orientarsi in questo Caleidoscopico universo e per farsi contagiare dalla giappomania…

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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