venerdì
22 marzo 2019

11:18

LIBRI CONSIGLIATI #409

I Curdi
Gianni Sartori
€ 0,00
2018, 432 p., ebook 
I Quaderni de “Il Popolo Veneto”

Trent’anni di ricerche, interviste, analisi geopolitiche e testimonianze dirette

Dalla post-fazione: “In questi articoli e interviste ho voluto mantenere inalterati testo e cronologia, senza rielaborare con “il senno di poi” quanto avevo scritto, mosso in genere dall’indignazione, sulle vicende del popolo curdo. Alcune ipotesi sono state confermate, altre si sono perse per strada (ma forse solo temporaneamente), altre ancora si sono manifestate in maniera inaspettata. Sia nel dramma dei profughi curdi abbandonati dall’Onu in Iraq (dove rischiavano di venire sterminati) sia nella paradossale vicenda del boicottaggio contro la Turban-Italia (ero io l’autore del volantino incriminato, ovviamente), la tensione è quella vissuta in quel preciso momento”.

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Socialismo, democrazia, rivoluzione. Antologia 1898-1918
Rosa Luxemburg
€ 19,50
2018, 307 p., brossura
Editori Riuniti Univ. Press (Collana: Biblioteca)

Rosa Luxemburg suscita ancora oggi un notevole fascino presso i lettori, gli studiosi, i militanti politici che vengono a contatto con la sua storia e con il suo pensiero, come è anche testimoniato dalle migliaia di manifestanti che ogni anno si incontrano a Berlino il 15 gennaio, anniversario della morte, per rendere omaggio al memoriale che ricorda il suo sacrificio e quello del suo compagno di lotta Karl Liebknecht. Nata nella Polonia zarista nel 1871 e uccisa a Berlino, nella sua patria di adozione, nel 1919, militante e dirigente rivoluzionaria, prima nelle fila delle socialdemocrazie polacca e tedesca, infine nella Lega di Spartaco e nel neonato Partito comunista di Germania, Rosa Luxemburg deve la sua fama alla coerenza, al coraggio, alla generosità e all’altruismo di cui ci parla la sua biografia, non meno che alle circostanze drammatiche della sua morte, per mano di una formazione paramilitare di estrema destra. Ma Rosa Luxemburg fu anche tra i maggiori teorici del Partito socialdemocratico tedesco e della Seconda Internazionale, nel cui ambito era esponente di spicco dell’ala di sinistra. Un’aquila, secondo la celebre definizione di Lenin, una combattente coraggiosa nell’agone del marxismo non meno che nella lotta politica del suo tempo. Questo libro offre una testimonianza della sua originalità e acutezza teorica, da quando giovanissima si impose con i suoi appassionati interventi critici nell’ambito del dibattito sul «revisionismo» di Bernstein, agli scritti battaglieri – a volte convergenti, a volte in contrasto ora con Kautsky, ora con Lenin – sulla questione nazionale, sul ruolo del soggetto rivoluzionario, contro la guerra acutamente predetta come inevitabile tendenza del capitalismo. Una pensatrice di grande rilievo che ha accompagnato sempre la sua riflessione con una prassi conseguente. Saggio introduttivo di Guido Liguori.

Vita di Giovanni Pirelli. Tra cultura e impegno militante
Mariamargherita Scotti
€ 27,00
2018, XI-291 p., brossura
Donzelli (Collana: Saggi. Storia e scienze sociali)

Erede di una delle più importanti dinastie industriali d’Italia, Giovanni Pirelli (1918-1973) rifiuta il ruolo di imprenditore nell’azienda di famiglia per intraprendere un’altra strada, e dedicarsi alla scrittura. L’esordio narrativo è del 1952, con “L’altro elemento”; seguono la raccolta “L’entusiasta” (1958) e il romanzo di fabbrica “A proposito di una macchina” (1965).

Intellettuale complesso e affascinante, Pirelli imbocca percorsi insoliti e mai scontati, a cominciare dalla pubblicazione delle “Lettere di condannati a morte della Resistenza” (italiana ed europea, 1952 e 1954), curate insieme a Piero Malvezzi. Ricostruendone la vita, il volume – frutto di una lunga ricerca condotta in numerosi archivi, in particolare nell’archivio personale di Pirelli, accessibile in tutta la sua ricchezza, e attraverso molte testimonianze orali – illumina aspetti originali, a tratti tormentati e controversi, del suo lavoro e dei suoi posizionamenti politici, dalla militanza nel Partito socialista alle esperienze nella Nuova sinistra. Al centro di molteplici iniziative culturali e politiche, curioso ed eclettico, sperimenta teatro, musica e cinema. Dai primi anni Sessanta la sua attenzione si focalizza sui movimenti anticoloniali: mediatore delle opere di autori come Frantz Fanon in Italia, intrattiene rapporti con altri leader ed esponenti di quei movimenti, come Cabral, Neto e Franqui, e viaggia molto, in Africa, a Cuba, negli Stati Uniti, in Cina. Un instancabile impegno, un’incredibile rete di relazioni con alcuni tra gli intellettuali più influenti del suo tempo. La morte improvvisa interrompe bruscamente le attività di Pirelli. Da subito l’eterogeneità dei suoi interessi e rapporti si traduce in una memoria polifonica e contesa: ed è a questa molteplicità di voci e di sguardi che il volume dà spazio, evitando di irrigidire una figura così complessa in una maschera, e proponendo invece al lettore, in maniera originale e feconda, nuove scoperte e nuovi interrogativi.

Non mi sono mai arreso. Bruno Segre, una vita da resistente
Nico Ivaldi
€ 13,00
2018, 240 p., ill., brossura
Il Punto PiemonteinBancarella (Collana: I quotidiani)

Non mi sono mai arreso racconta la storia di Bruno Segre, avvocato e giornalista torinese, figura tra le più limpide e coraggiose dell’antifascismo italiano. Combattente partigiano nelle valli del cuneese – dopo aver rischiato la fucilazione nel carcere di via Asti e la deportazione per mano dei repubblichini – nel dopoguerra ha condotto battaglie civili per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza (nel 1949 difese il primo obiettore in Italia) e a favore del divorzio. Prefazione di Alberto Sinigaglia.

Teoria e pratica della nonviolenza. La grande rivoluzione dell’inclusione per il tempo dell’istigazione all’odio
Aldo Capitini
€ 10,99
2018, 148 p., brossura
goWare (Collana: Meme)

Scriveva Aldo Capitini nel 1956: “La nostra rivoluzione nonviolenta sarà totale, corale, aperta. Totale, perché vuole una totale liberazione della società dal dolore, dalla morte, dal male morale e sociale. Corale, perché la facciamo in nome non di un gruppo, ma di tutti e avendo tutti nel nostro intimo, anche quelli che ci stanno contro ed anche i morti. Aperta, perché fa e tenta tutte le trasformazioni che vede e può. Se noi cominciamo bene con mezzi eguali al fine e puri come il fine, il resto ci sarà aggiunto dal futuro, dalla storia e da Dio”. La rivoluzione dell’inclusione costruirà il “Borgo di Dio”, che Danilo Dolci ha già attuato a Partinico, un’esperienza seguita con grande ammirazione dal Gandhi italiano. Questo libro ripropone gli scritti di Capitini sulla rivoluzione aperta, sui principi e la pratica della nonviolenza. Sono scritti, a 50 anni dalla scomparsa del pensatore e attivista perugino, di un’attualità drammatica che il mondo dello hate speech e delle fake news ha smarrito e che ha una necessità estrema di ritrovare. Introduzione di Mao Valpiana.

Introduzione alla filosofia della nonviolenza di Aldo Capitini. Elementi per la liberazione dalla violenza
Pasquale Pugliese
€ 11,99
2018, 162 p., brossura
goWare (Collana: Meme)

Nel paese di Niccolò Machiavelli, all’interno del quale il fine giustifica sempre i mezzi, Aldo Capitini già durante il fascismo coglie la novità rivoluzionaria dell’insegnamento di Mohandas K.Gandhi: il fine sta all’albero come il mezzo sta al seme, tra i due c’è lo stesso inviolabile legame. I risultati delle nostre azioni non sono nella nostra disponibilità, solo i mezzi che usiamo dipendono direttamente da noi e di questi siamo responsabili. A partire da questa persuasione, Capitini apre una prospettiva diversa di azione politica, fondata su una originale ricerca filosofica, in un nutrimento reciproco tra teoria e prassi. Il pensiero di Capitini, a cinquanta anni dalla morte, è ancora generativo per il nostro presente ed è l’oggetto di questo saggio introduttivo. Che, non a caso, ha in appendice l’ultimo testo di Capitini sulla nonviolenza, del 1968. Da riscoprire. Prefazione di Thomas Casadei. Postfazione di Daniele Lugli.

«Meditare, studiare, scrivere». Il carteggio Giorgio Bassani – Giuseppe Dessí (1936-1959)
A cura di: F. Nencioni
€ 15,00
2018, 130 p., brossura
Giorgio Pozzi Editore (Collana: Bassaniana)

Questo carteggio inaugura la pubblicazione di una serie di corrispondenze inedite che riguardano Giorgio Bassani. Il volume non solo contribuisce a dirci di più dell’autore del Giardino dei Finzi-Contini, ma aggiunge un nuovo, importante tassello alle corrispondenze di Giuseppe Dessí, su cui tanto si è lavorato nell’ultimo decennio. Le 55 lettere proposte con cura e attenzione filologica (27 di Bassani e 28 di Dessi) affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale. Tutto inizia con l’esordio narrativo del giovane Bassani, collaboratore del «Corriere Padano», editore e lettore d’eccezione proprio dei racconti di Dessí e del suo primo romanzo, considerato come un modello. Le lettere degli anni successivi ci restituiscono la tragica realtà delle città devastate dai bombardamenti, colpite dalla fame e dalle privazioni, e mescolano passione politica e preoccupazioni private. L’immediato dopoguerra è tratteggiato invece dal dibattito relativo alla ricostruzione e alla scelta costituzionale. Attraverso un’attenta annotazione dei singoli pezzi, la curatrice indaga il linguaggio della comunicazione letteraria e epistolare, ne rileva le consonanze con le modalità più segrete della scrittura, in una sorta di specchio introspettivo della personalità di due grandi scrittori del Novecento.

Riabitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste
A cura di: A. De Rossi
€ 44,00
2018
Donzelli (Collana: Progetti Donzelli)

Si scopre così un’altra Italia, che partecipa pienamente alle sorti comuni del paese, ma che soffre di più; e che sta provando a riorganizzarsi, a ripopolarsi grazie ai giovani e agli immigrati, a inventare nuove imprenditorialità, a esprimere una nuova consapevolezza ecologica.

A dispetto dell’immagine che la vuole strettamente legata a una dimensione urbana, l’Italia è disseminata di «territori del margine»: dal complesso sistema delle valli e delle montagne alpine ai variegati territori della dorsale appenninica, e via via scendendo per la penisola, fino a incontrare tutte quelle zone che il meridionalismo classico aveva indicato come «l’osso» da contrapporre alla «polpa», e a giungere alle aree arroccate delle due grandi isole mediterranee. Sono gli spazi in cui l’insediamento umano ha conosciuto vecchie e nuove contrazioni; dove il patrimonio abitativo è affetto da crescenti fenomeni di abbandono; dove l’esercizio della cittadinanza si mostra più difficile; dove più si concentrano le diseguaglianze, i disagi. Sommandole tutte, queste aree – «interne», «fragili», «in contrazione», «del margine» -, ammontano a quasi un quarto della popolazione totale, e a più dei due terzi del l’intero territorio italiano. Abbastanza per farne l’oggetto di una grande «questione nazionale». Se non fosse che hanno prevalso altre rappresentazioni: il Sud in perenne «ritardo di sviluppo»; il «triangolo industriale» della modernizzazione fordista; la «terza Italia» dei distretti.

I confini dell’anima non troverai. «Sulle questioni decisive per il nostro futuro»
Reinhold Messner, Michael Albus
A cura di: C. Badocco
€ 19,00
2018, 248 p., brossura
Cantagalli

Per molti Reinhold Messner è il «duro» che sfida se stesso e la natura, l’uomo che «va ai limiti», il «lupo solitario» che vaga per le più grandi lande montuose e desertiche della Terra. Da altri, invece, è considerato «egocentrico», «svitato», se non addirittura insopportabile per la sua smania di protagonismo. Ben più interessante però è solo quando ogni etichetta viene tolta, veli e maschere cadono, mostrando una persona per quella che è al di là di ogni cliché. In queste conversazioni con Michael Albus, un esploratore dei confini del mondo e dei confini dell’anima fa un bilancio della sua vita, dei suoi successi, ma anche dei suoi dubbi e delle sue sconfitte; parla di alpinismo, di politica, del mondo contemporaneo, della sua famiglia, della sua terra, di religione. Un pensiero critico, ponderato, onesto.

Prosdocimi. La vita è un gioco: Topolino, umorismo, figurine, tv. Ediz. Illustrata
Paola Biribanti, Bruno Prosdocimi
€ 14,00
2018, 128 p., ill., brossura
Iacobellieditore (Collana: Pop Story)

«Le tracce sparpagliate da Prosdocimi sono molteplici e possiamo provare a seguirle. Ma, come se fossero le tessere di un puzzle difficile da comporre, sfugge il quadro completo dell’attività creativa di un artista così versatile e talentuoso. Il compito del lavoro di Paola Biribanti con lo stesso Prosdocimi è proprio questo; il loro libro è quanto mancava nella biblioteca saggistica del fumettismo e dell’illustrazione in Italia; onore al merito. Da oggi ogni ammirato collezionista di figurine scoprirà, leggendone le pagine, che, oltre alle bustine dei cantanti e dei calciatori, l’attivissimo artista di Pico de Paperis ha fatto molto altro». (dalla prefazione di Luca Boschi)

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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