sabato
16 marzo 2019

15:54

LIBRI CONSIGLIATI #410

Neve pensata
Amedeo Anelli
€ 15,00
2017, 82 p., Brossura
Ugo Mursia Editore

Solo la neve sa trattenere la pace ed il ricordo ed i nutrimenti della terra viva di stagioni e di corpi vivi di terrori e di affetti.

La nebbia e la neve, la pioggia e i rami accadono sulla riva del Po, ma vengono letti nell’eco del silenzio della Siberia, nella santa madre Russia. Amedeo Anelli, che nasce dove vennero alla luce i «Quaderni Piacentini», presso Vicolo del Pavone, è il traghettatore poetico dei sopracitati odierni remoti. Ama, legge e traduce dal russo ma vive dove tutti i fiumi si radunano a viaggiare. Con un grande flash della discrezione, fuori da ogni frequentazione dell’ostentato presenziare, Anelli dà fiato a questa sintesi: una visione in filigrana, dove la coralità dei saperi interagisce con i livelli possibili di lettura dei suoi testi. Viene data voce al silenzio e reso visibile un panorama che, tolto all’adiposità dei colori, si prosciuga disegnando con matita bianca su cielo grigio, cantando con la voce del rigore una natura esposta come una rete ad asciugare al vento. Gutta cavat lapidem. L’autore distilla parsimoniosissimo la sua tormentata quiete. L’uomo che ha dato vita e conduce in un implacabile sesto grado la rivista «Kamen’», rosa del deserto delle pubblicazioni poetiche non solo italiane, qui ci dà finalmente un compiuto autoritratto del naturale, nelle sue pagine brevi di un unico monocromatico capitolo.

Amedeo Anelli è nato a Santo Stefano Lodigiano nel 1956, ma vive a Codogno. Si occupa di poesia, filosofia e critica d’arte collaborando con artisti, centri culturali e istituzioni, e organizzando molti cicli di mostre e altre manifestazioni. Ha pubblicato numerosi cataloghi, libri d’arte con artisti di fama internazionale, libri d’artista e opere di divulgazione. Ha fondato e dirige dal 1991 la rivista internazionale di poesia e filosofia «Kamen’». Dal 2000 è membro del Corpo Accademico dell’Accademia di Belle Arti «Pietro Vannucci» di Perugia e dal 2009 fa parte del comitato scientifico internazionale della rivista slovena «Poetikon». I suoi scritti sono tradotti in russo, francese, svedese, tedesco, inglese, portoghese, sloveno, rumeno.

Foto dell’autore dal sito Corso Italia 7

Con in bocca il sapore del mondo
Fabio Stassi
€ 14,00
2018, 160 p., brossura
Minimum Fax (Collana: Nichel)

Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica.

L’ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D’Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l’uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant’anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L’invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica. Rimpatria nel mondo questi dieci autori, li fotografa in un gesto, li fa parlare in prima persona, dopo la morte e oltre la morte, da quel punto sospeso dello spazio e del tempo in cui sopravvive la voce di ogni poeta. Ne viene fuori un racconto in presa diretta della loro vita, di quello che pensavano della scrittura, delle idiosincrasie, ossessioni, desideri, dolori, allegrie. Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d’amore.

Dio nella macchina da scrivere
Irene Di Caccamo
€ 18,00
2018, 262 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: Oceani)

Un omaggio e un vero atto di tenerezza verso una poetessa modernissima, schietta e intensa, che, nel bisogno ossessivo di trovare “una voce”, ha stabilito il suo scarto da ogni possibile definizione e la misura irriducibile della sua vita

«Il miracolo di questo libro è farci sentire quanta vita c’è in una donna che costeggia e corteggia le pulsioni più autolesioniste perfino in ciò che potrebbe darle piacere.» – Nadia Terranova, Robinson

Chi c’è dietro la maschera di Anne Sexton, la poetessa bellissima e dannata, straordinaria figura letteraria del Novecento? Come superarne lo stereotipo di donna volubile, egoista, dolce, furiosa ed erotica, per arrivare al nocciolo della sua identità e ricostruire la complessità di una vita così estrema e contraddittoria? Attraverso sottrazioni e tentativi, costeggiando nel romanzo una nuova forma di verità. In un continuo sconfinamento fra realtà e immaginario, scritto in tono lirico e potente, “Dio nella macchina da scrivere” indaga liberamente il personaggio di Anne Sexton entrando in connessione con la passione, con l’autentico, con il dolore e l’urgenza della parola, per lei forma di terapia e unica risposta possibile al disagio e al caos emotivo che l’hanno attraversata. Questo libro, riscrittura personalissima e intima dei suoi giorni, condotta in prima persona e dal punto di vista di Anne, vuole essere un omaggio e un vero atto di tenerezza verso una poetessa modernissima, schietta e intensa, che, nel bisogno ossessivo di trovare “una voce”, ha stabilito il suo scarto da ogni possibile definizione e la misura irriducibile della sua vita.

Il sangue dei baroni
Matteo Strukul
€ 9,90
2019, 272 p.
Fanucci (Collana: OneCrime)

Nella Libera Università di Padova, Daniele Capovilla è appena stato giudicato non idoneo per un posto di ricercatore. Gli è stata preferita Carola De Marchi, figlia del barone universitario Carlo Alberto De Marchi, potentissimo preside della facoltà di giurisprudenza che punta al rettorato. Nel tentativo di fermare la sua marcia trionfale a lui si contrappone solo Enrico Zaramella, astro nascente del diritto internazionale e marito fedifrago. Prossimo al fallimento personale e alla rottura con la moglie, Capovilla decide di architettare il più rischioso dei ricatti ma, così facendo, innesca una spirale di violenza che, un po’ alla volta, coinvolge la massoneria, una coppia di gangster psicopatici e l’amante ninfomane di Zaramella. Mentre la vita borghese di quest’ultimo cade a pezzi e la figlia di De Marchi viene misteriosamente rapita, forse dal serial killer che sta terrorizzando la città con il nome di “Cacciatore di scalpi”, la situazione all’università precipita. Senza contare che è ormai imminente il convegno al quale parteciperà anche il rettore, l’inflessibile professoressa Maria Luisa Rognoni, che sogna di incastrare De Marchi e Zaramella per metterli finalmente al loro posto.

Il Veneto di Shakespeare
Sergio Perosa
€ 12,00
2018, 144 p., ill., brossura
Cierre Edizioni

Questo libro ci conduce alla scoperta dei luoghi che fanno da sfondo alle opere shakesperiane ambientate in Veneto. L’autore, uno dei più noti traduttori del grande drammaturgo inglese, traccia un ritratto vivido e suggestivo delle tre città in cui si muovono i personaggi e si articolano le scene delle sue commedie e tragedie più famose: Venezia, Verona e Padova. Questo saggio, ci suggerisce la possibilità che il Veneto immaginato da Shakespeare sia un’entità reale, una visione d’insieme, mentre esso è in effetti una dimensione di fantasia, la somma di tanti particolari occasionali. Colpiscono comunque la precisione dei riferimenti e il fascino delle atmosfere, il senso del luogo e la funzionalità drammatica degli sfondi che vengono suggeriti. I riferimenti geografici sono dunque non descritti con precisione topografica, ma solo evocati dalla forza della parola e dei dialoghi dei suoi personaggi. Pochi ma risoluti richiami, che aprono squarci di prospettive, ricreano un ambiente, costituiscono un mondo, consolidando, se ancora ce ne fosse bisogno, la grandezza dell’opera shakesperiana.

Il palazzo incompiuto. Vita, arte e amori di tre celebri donne a Venezia
Judith Mackrell
Traduzione di: A. Lovisolo
€ 27,00
2018, VI-494 p., ill., brossura
EDT (Collana: La biblioteca di Ulisse)

Palazzo Venier dei Leoni, oggi sede della Collezione Guggenheim, è un basso edificio settecentesco, affacciato sul Canal Grande di Venezia, la cui costruzione rimase misteriosamente incompiuta. In questo libro si raccontano le vicende delle tre celebri donne che lo abitarono lungo il secolo scorso: la marchesa Luisa Casati, Doris Castlerosse e Peggy Guggenheim. Indipendenti, determinate e anticonformiste, cercarono in questa bizzarra architettura dall’aspetto di antica rovina un nuovo inizio per la propria vita, lontano dai rituali stanchi della buona società. Tutte e tre, ciascuna a modo proprio, seppero legare il proprio destino all’anima sfuggente di questo palazzo per scrivere le pagine di una storia sorprendente, giocata all’insegna dell’arte, della bellezza e della passione.

Il fiume sono io
Alessandro Tasinato
€ 16,00
2018, 256 p., brossura
Bottega Errante Edizioni (Collana: Camera con vista)

Perché un fiume scompare dalle mappe ad un certo punto della storia? Un’indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta-Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell’Autostrada Valdastico Sud. Un romanzo che si addentra nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello più intimo di Nino Franzin, il protagonista, che ha vissuto la giovinezza in simbiosi con la Rabiosa. Gli studi, la laurea, il miraggio di un’importante carriera lo costringono a dare le spalle all’acqua. Sarà la vita di un piccolo embrione a fargli incontrare di nuovo i destini di un fiume che non c’è più.

Basta dolore e odio. No prison. Ediz. Integrale
Livio Ferrari, Massimo Pavarini
€ 15,00
2018, 356 p., brossura
Apogeo Editore

Questo volume argomenta, a più voci, un secco no al carcere. Il dire no al sistema carcerario deve essere compreso nel senso che la prigione non è ciò che si crede sia, infatti non è parte della soluzione al problema del crimine ma è parte del crimine stesso. Non ci sono alternative morali all’abolizione del carcere perché la crudeltà della condanna al carcere è un fatto innegabile. Un altro fatto innegabile è che non si può trovare la verità sulla prigione nelle relazioni governative e nelle promesse elettorali. La verità sulle prigioni sta nella conoscenza della carcerazione vissuta in tutto il mondo, dall’esperienza della stragrande maggioranza dei più di dieci milioni di carcerati del pianeta, costretti in spazi angusti, con gabinetti sporchi e pasti scadenti, in condizioni che alimentano la cattiveria, le malattie e la paura costante. Di fronte a questa situazione di esperienze di vita vissuta il no verso questo luogo di vendetta e odio è totale, tutto il resto sono solo pubbliche relazioni per un business a danno dei poveri.

Il calcio secondo Pasolini
Valerio Curcio
€ 16,00
2018, 140 p., ill., brossura
Compagnia Editoriale Aliberti (Collana: Storie e personaggi)

Dalle partite con i “ragazzi di vita” della borgata romana, fino all’epica sfida tra il suo cast e quello di Bertolucci durante le riprese in contemporanea di “Salò” e di “Novecento”. Questo libro è un percorso letterario che attraversa il rapporto “sentimentale” tra Pier Paolo Pasolini e il gioco del calcio. Prima ancora che uno sport, il calcio è per Pasolini un linguaggio umano, che si esplica ogni qualvolta un piede tocca un pallone. E se il calcio è un linguaggio, gli atleti possono usare stili espressivi differenti: così il gioco corale delle squadre mitteleuropee è prosa realista, mentre il dribbling dei sudamericani è poesia lirica. Pasolini vive con piacere la contraddizione di intellettuale impegnato che ama uno sport da molti considerato “oppio dei popoli”. Il suo sguardo osserva il calcio dai campetti di borgata fino alla Serie A, talvolta ingenuamente nell’ammirare la fisicità di una sfida sulla terra battuta tra i palazzi di periferia, talvolta quasi scientificamente nel considerare la partita nel tempio-stadio come ultimo rito sacro dell’età contemporanea. Il calcio nella sua essenza primordiale. Prefazione di Antonio Padellaro e con un’intervista a Dacia Maraini.

Quando la luna ero io
Luigi Garlando
€ 15,00
2018, 249 p., rilegato
Solferino (Collana: Junior)
Età di lettura: Da 10 anni

Luigi Garlando ripercorre, con straordinaria ricchezza di dettagli storici e scientifici e un ritmo incalzante, l’evento che cambiò il posto dell’uomo nel cosmo.

Alla Bruciata, la casa solitaria in cima alla collina, una cosa non è mai mancata: la libertà. Prima di tutto quella dello spirito, che brilla in quattro generazioni di donne; dalla bisnonna Redenta fino alla piccola di casa, Libera, passando per mamma Stella e nonna Rebecca. È quest’ultima, ex astrofisica, ad avere nel luglio del 1969 un’idea dirompente: coinvolgere il paesino di Sant’Elia del Fuoco nell’avventura del secolo, lo sbarco dell’uomo sulla luna con la missione Apollo 11. Tutto il mondo vedrà quelle immagini in televisione, perché non guardarle, capirle, emozionarsi insieme? Ma tra le posizioni antiscientifiche di don Fulgenzio e la maledizione che incombe sulla famiglia di «streghe» della Bruciata, anche solo radunare la gente in piazza, davanti a uno schermo, è una bella impresa. Nonna Rebecca non si dà per vinta e affronta lo scetticismo generale assieme ai più piccoli: Libera e i suoi tre amici, che si ritroveranno a «vestire i panni» degli astronauti… e della luna. Luigi Garlando ripercorre, con straordinaria ricchezza di dettagli storici e scientifici e un ritmo incalzante, l’evento che cambiò il posto dell’uomo nel cosmo. Ci restituisce intatto, nello sguardo dei ragazzi di allora, il senso di scoperta e di speranza che segnò un’epoca intera. Ci riporta a un tempo che ancora ci appartiene, per ricordarci fino a che punto siamo stati capaci di sognare, e quanto sia indispensabile continuare a farlo.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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