mercoledì
17 aprile 2019

11:44

LIBRI CONSIGLIATI #414

Idda
Michela Marzano
€ 17,50
2019, 240 p.
Einaudi (Collana: Einaudi. Stile libero big)

Un appassionato romanzo sull’identità, la memoria, la potenza carsica delle relazioni. Michela Marzano ci consegna il ritratto indimenticabile di due donne che, pur appartenendo a mondi diversi e lontani, trovano inaspettatamente l’una nell’altra ciò che avevano perduto.

«Michela Marzano torna al romanzo. Un’anziana malata e una donna che standole vicino rimette in discussione il passato, perché accanto a chi perde la memoria, ripercorri il passato»- Brunella Schisa, Il Venerdì

Alessandra è una biologa che insegna a Parigi, dove abita con Pierre. Da anni non va nel Salento, il luogo in cui è nata e che ha lasciato dopo un evento drammatico, perché non riesce a fare i conti con le ombre della sua famiglia. Quando Annie, l’anziana madre di Pierre, è ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a rimettere tutto in discussione. Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via? Che cosa resta di noi? Svuotando la casa della suocera, che deve essere messa in vendita, Alessandra entra nell’universo di questa stenodattilografa degli anni Quaranta, e pian piano ne riscostruisce la quotidianità, come fosse l’unico modo per sapere chi era, adesso che smarrendosi Annie sembra essere diventata un’altra. Nel rapporto con lei, ogni giorno piú intimo, Alessandra si sente dopo tanto tempo di nuovo figlia, e d’improvviso riaffiorano le parole dell’infanzia e i ricordi che aveva soffocato. È grazie a idda, ad Annie, che ora può affrontarli, tornando là dove tutto è cominciato. Bisogna attraversare le macerie, recuperare la propria storia, per scoprire che l’amore sopravvive all’oblio.

Salva la data: Venerdì 8 febbraio 2019, alle ore 20.30, presso Palazzo Festari a Valdagno (VI) Michela Marzano in dialogo con Liliana Magnani. Evento del Guanxinet.

Stagno
Claire-Louise Bennett
Traduzione di: T. Pincio
€ 15,00
2019, 160 p., brossura
Bompiani (Collana: Narratori stranieri)

In mezzo alla natura non abbiamo bisogno di fare colpo sul mondo, così il mondo può fare colpo su noi…

«Claire-Louise Bennett, al suo esordio, racconta un mondo abitato di oggetti, dove ogni cosa è in movimento, perché continuamente cambia lo sguardo di chi guarda, e guardando descrive, e descrivendo, sposta» – Robinson

«Immaginatevi una raccolta di racconti scritta da Emily Dickinson: ecco il singolare talento che troverete in queste pagine» – The Boston Globe

«Un debutto sorprendente scritto in una prosa meravigliosa, con spirito acuto» – The Guardian

«Bennett è una scrittrice innovativa di indubbio talento» – The New York Times Book Review

“Non so cosa ci sia là fuori – non l’ho mai scoperto – e il tanto tempo che ho trascorso dietro le tende verdi della sala da pranzo a casa non mi ha avvicinato per nulla alla verità. E per quale ragione non dovrei starmene alla finestra in questo modo? Per quale ragione non dovrei farmi vedere? Non ho paura. I mostri non mi impauriscono.”

Una casa ai margini di un piccolo paese sulla costa atlantica dell’Irlanda, isola ai margini di un continente. Una donna senza nome che ha scelto di vivere ai margini, in una quotidianità fatta di oggetti comuni, pentole, pomodori, zuppe, penne stilografiche, tempeste osservate dalla finestra, mucche che pascolano appena fuori dalla porta. Tutto è vivo e vibrante intorno a lei, uno “sciame di magia straordinaria” che sente scorrere intorno a sé, semplicemente, immersa nella natura e in un flusso di pensieri a cui si abbandona del tutto. Con una scrittura febbrile, ironica, minuziosa, a un passo dalla poesia pura, Stagno percorre trappole e piaceri di una vita solitaria in cui ogni dettaglio s’ingigantisce, ogni minimo suono rimbomba, tutto appare sogguardato attraverso una lente che deforma la realtà e la trasforma in un paesaggio imprevedibile.

Vicolo dell’immaginario
Simona Baldelli
€ 16,00
2019, 245 p., brossura
Sellerio Editore Palermo (Collana: Il contesto)

Un romanzo commovente che reinventa, con una scrittura formidabile, le atmosfere del realismo magico e degli anni Settanta: gli anni in cui sembrava che tutto stesse per cambiare per sempre.

Clelia è una ragazza di poco più di vent’anni, vive in un paesino della Bassa, in provincia di Reggio Emilia e lavora in una fabbrica di giostre. In questo modo sostiene la famiglia, una madre vedova, incattivita col mondo, che non perde occasione per incolparla di tutto, e la sorella Marisa, affetta da poliomielite. La giovane ha però una vita laterale, un punto di osservazione tutto suo dal quale si immerge nei sentimenti, nelle opportunità, nei grandi cambiamenti che avvengono alla fine degli anni ’50, e poi le prime rivendicazioni sociali degli anni ’60 col presagio di un periodo più buio e conflittuale. Un amore perduto la porterà ad abbandonare l’Italia, a voltare pagina e a inventarsi una nuova vita, diventando Amalia. Amalia giunge a Lisbona all’inizio degli anni ’70 cercando di capire il perché di una piccola e nitida ombra nera che l’accompagna da qualche tempo. Per sopravvivere si prende cura di una signora anziana, Francisca Josefa, ammalata d’amore, che attende l’arrivo della nebbia che sale dal fiume Tago accompagnando il ritorno di Sebastiano I, il re condottiero scomparso in battaglia alla fine del XVI secolo. Nei ritagli di tempo Amalia cuce abiti e alla sera lavora nella trattoria di Tia Marga, nel Beco do Imaginário, il vicolo dell’immaginario, che l’accoglie nella sua particolare comunità. Lì incontra Antonio, un ragazzo che porta sempre un garofano all’occhiello, e i suoi amici, studenti universitari appassionati di letteratura e di politica. Nella trattoria si consuma un’attesa legata alla leggenda delle anime del fiume che si mischiano ai viventi nelle notti in cui la bruma scende a coprire strade e case. Tornano per cenare e discutere, per affrontare rimorsi e rimpianti. Baldelli reinventa con naturalezza e scrittura formidabili le atmosfere del realismo magico, racconta lo scontro tra la paura e la passione, tra i desideri e lo smarrimento della fine di un’epoca, e sancisce il primato della fantasia e della letteratura come materia e fondamento di ogni gesto quotidiano. Insieme, con sorprendente realismo, dipinge una città, la sua storia, la sua atmosfera, e la trasforma nella casa solida e concreta di un sogno collettivo.

Gino Bartali. Una bici contro il fascismo
Alberto Toscano
€ 17,00
2019, 197 p., brossura
Baldini + Castoldi (Collana: Le boe)

Alberto Toscano analizza la figura del leggendario ciclista Gino Bartali, vincitore di tre Giri d’Italia e due Tour de France, a partire da tutti gli aspetti del suo essere: l’uomo, lo sportivo, il credente, il marito fedele «di due mogli» (la sua bicicletta da corsa e quella in carne e ossa, Adriana), l’antifascista, l’anima controversa e schiva lacerata dalla morte prematura del fratello Giulio. Un uomo giusto, che preferiva inimicarsi il potere piuttosto che concludere una gara col saluto romano. La sua religiosità ha giocato un ruolo importante nell’avversione verso le leggi razziali, nel rifiuto dei simboli della dittatura, oltre che nello straordinario dinamismo della rete clandestina nata nel 1943 per nascondere e salvare moltissimi ebrei. Per questo motivo oggi leggiamo il suo nome sul Muro dei Giusti al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme. «Ginettaccio» non amava parlare dei suoi meriti extra sportivi e tantomeno dei suoi «chilometri per la vita», percorsi fra la Toscana e l’Umbria per salvare gli ebrei perseguitati, procurando loro i documenti falsi, che nascondeva nell’intelaiatura metallica e nella sella della sua bicicletta. Non lo considerava un gesto fuori dal comune, ma la reazione che ogni persona dovrebbe avere di fronte alla vita minacciata degli altri. Un esempio di umanità per ricordarci la nostra. Un esempio importante soprattutto nei momenti difficili della nostra storia passata, presente e futura. Prefazione di Gianni Mura. Postfazione di Marek Halter.

Incontri all’angolo di un mattino
Lia Migale
€ 16,00
2018, 160 p.
La Lepre Edizioni (Collana: Visioni)

Il romanzo ritrae la generazione degli anni Settanta prima e dopo quel decennio e dietro i nomi dei vari personaggi si celano veri protagonisti di quell’epoca. Gli amori, le amicizie della protagonista, la sua sensazione di claustrofobia, il bisogno di altro, di nuovo, nel periodo che ha preceduto il Sessantotto, sono lo specchio di una generazione. Poi tutto si interrompe e il tempo passa. Molti anni dopo la protagonista visita con un suo amico il cimitero della città natale: tra le tombe ritroviamo quelle degli amici di sempre. Vengono allora rievocati molti altri personaggi, che per lei sono stati come “stelle comete”, fondamentali sia per la sua storia personale, che per quella di un’intera generazione.
Riviviamo allora gli anni Settanta: il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale, il femminismo, le lotte per i diritti civili, la musica, la militanza politica.

La claque del libro
Ambrogio Borsani
€ 16,00
2019, 187 p., ill., brossura
Neri Pozza (Collana: I colibrì)

Il primo libro che affronta la vasta galassia della pubblicità editoriale. La storia della promozione del libro nei secoli e l’infinita lotta per la sua affermazione.

Abbandonato l’utero dello stampatore il libro si trova di fronte la spaventosa giungla del mercato. Editori rivali, eserciti di concorrenti, scrittori invidiosi, cecchini della critica, influencer malevoli. E su tutti domina il nemico mortale: l’indifferenza del mondo. Contro questi pericoli l’editore provvede a sostenere alcuni dei nuovi nati con squadre di promotori, uffici stampa, agenti pubblicitari. La claque del libro ricostruisce la storia delle promozioni editoriali nei secoli. A cominciare da Peter Shöffer, collaboratore di Gutenberg che nel 1469 per primo ebbe l’idea di stampare un foglio con diciannove titoli e di affiggerlo ai muri. Il libro di Ambrogio Borsani ripercorre le tappe fondamentali delle operazioni di sostegno al libro intrecciandole con la storia della pubblicità. Da Shöffer a Renaudot, primo teorico dello scambio. Da Parmentier a Diderot, infaticabile promotore dell’Encyclopédie. La grande stagione dei manifesti, da Chéret a Depero. Si ricostruiscono le case-histories di lanci clamorosi come quello di Fantomas, l’esempio più sorprendente di marketing tra i libri seriali del primo Novecento, e altri eventi straordinari come Via col vento e Il Piccolo Principe. Storie di grandi scrittori come Mark Twain, Hemingway e Steinbeck che si prestavano volentieri alla pubblicità. Un viaggio tra grandi successi e tonfi paurosi, fino a osservare il libro al tempo dei social. Follower, influencer, like, stroncature, cuoricini, emoticon ammiccanti o dispettosi, incensi e veleni della rete. Dai metodi inflazionati di promozione che promettono a tutti un grande successo al singolare caso di Rupi Kaur, astuta regina della poesia social. La storia del libro come racconto appassionante di splendori e miserie del mondo editoriale.

Le poesie
Amelia Rosselli
A cura di: E. Tandello
€ 26,00
2019, XVI-681 p., brossura
Garzanti Libri (Collana: I grandi libri)

Il volume include tutte le maggiori opere della Rosselli: i «Primi scritti» (1980, ma risalenti agli anni 1952-63); i poemetti «La libellula» (1959) e «Impromptu» (1981); le raccolte «Variazioni belliche» (1963), «Serie ospedaliera» (1969) e «Documento» (1976); infine alcuni testi tratti da «Appunti sparsi e persi» (1987). Queste pagine febbrili restituiscono la voce intima, appassionata e tragica, di una delle personalità poetiche più appartate ma anche più originali del secondo Novecento, che della lingua – intesa come mezzo di esplorazione, sperimentazione e invenzione – ha fatto il fulcro della propria ricerca e lo strumento di un costante esercizio di riconquista e appropriazione di sé. I grandi temi che attraversano l’opera della Rosselli – l’esperienza dolorosa della malattia mentale, la tensione erotico-religiosa, la sensibilità musicale che trasforma la pagina in partitura e rinnova nel profondo la prosodia – affiorano in queste liriche come sofferte declinazioni di un travaglio umano e intellettuale illuminato dalla grazia misteriosa dell’ispirazione.

Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo
Cristina Cattaneo
€ 14,00
2018, 198 p., ill., brossura
Cortina Raffaello (Collana: Temi)

Questo libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome alle vittime dimenticate da tutti, i corpi degli immigrati, e come questi più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

«È ben scritto, avvincente, in equilibrio tra verità scientifica e pathos, cronaca e battaglia civile. Un pamphlet coraggioso visto che ormai gli stranieri si ripudiano vivi, figurarsi morti» – Il Venerdì

«Ai corpi accatastati (…) le persone come Cristina Cattaneo provano a dare un nome, ascoltando la descrizione dei parenti, guardando le fotografie, mettendo in ordine gli indizi. Lottando contro il tempo che cancella tutto, annotando ogni dettaglio» – La Repubblica

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati.

Siamo tutti profughi. I miei viaggi e i miei incontri con le ragazze di tutto il mondo in fuga dalla guerra
Malala Yousafzai, Liz Welch
Traduzione di: S. Caraffini G. Maugeri C. Ujka
€ 12,90
2019, 176 p., rilegato
Garzanti Libri (Collana: Saggi)

In un’epoca di grandi migrazioni, di crisi, di guerre e di conflitti, Siamo tutti profughi è l’accorato appello di una delle più importanti attiviste dei nostri giorni, premio Nobel per la Pace.

«Resto sempre sconvolta quando vedo così tante persone dare per scontata la pace. Io sono grata ogni giorno di poterla vivere. Non per tutti è possibile. Milioni di uomini, donne e bambini vivono quotidianamente la guerra. La loro realtà è fatta di violenze, di case distrutte, di vite innocenti perdute. E la loro unica possibilità per sopravvivere è partire. È “scegliere” di diventare rifugiati. Non c’è alternativa.»

Dopo l’assassinio del padre, María è dovuta scappare insieme alla mamma nel cuore della notte. Zaynab non ha frequentato la scuola per due anni a causa della guerra, prima di riuscire a scappare in America. Sua sorella Sabreen è sopravvissuta a un viaggio straziante verso l’Italia. Ajida è sfuggita a terribili violenze, e ha poi dovuto lottare per tenere al sicuro la famiglia in un rifugio di fortuna.

L’autrice bestseller e vincitrice del premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai rende onore alla realtà nascosta dietro le fredde statistiche, ai visi e alle vicende personali dietro le notizie che leggiamo quotidianamente sui milioni di rifugiati nel mondo. Le visite ai campi profughi le hanno infatti dato modo di ripensare alla propria esperienza, prima di bambina rifugiata interna nel suo Pakistan, e oggi di attivista a cui è permesso di viaggiare ovunque tranne che per far ritorno nella patria che ama. In questo libro di memorie personali e racconti collettivi, Malala incrocia la sua esperienza con le storie delle coraggiose ragazze che ha incontrato nel corso dei suoi numerosi viaggi: giovani donne che hanno improvvisamente perso la propria casa, la propria comunità, il proprio posto nel mondo.
In un’epoca di grandi migrazioni, di crisi, di guerre e di conflitti, Siamo tutti profughi è l’accorato appello di una delle più importanti attiviste dei nostri giorni, e ci esorta a non dimenticare che ciascuno degli attuali 68,5 milioni di profughi – per la maggior parte giovani – è una persona con i propri sogni e le proprie speranze, a cui è necessario riconoscere i diritti umani fondamentali, perché ogni abitante della Terra, nessuno escluso, deve poter vivere in un posto sicuro da chiamare casa.

La mia casa è la bocca di uno squalo
Maria Cecilia Cavallone
Illustrazioni di: Tommaso Catone
€ 18,00
2018, ill.
People
Età di lettura: da 10 anni

Da Sandro Pertini a Miriam Makeba. Da Freddy Mercury a Isabel Allende. Passando per Mika, Lise Meitner, Luka Modric, Rigoberta Menchú Tum e tanti altri. Sono le storie di persone che sono state costrette a scappare, a mettersi in salvo e al sicuro, e che hanno contribuito a rendere il mondo, o un pezzettino di mondo, un posto migliore. Chi con la propria arte, chi con la politica, chi con imprese sportive che ci hanno fatto sognare. Persone in fuga perché – come recita la poesia di Warsan Shire – «nessuno lascerebbe la propria casa se quella non fosse diventata la bocca di uno squalo». In questo libro per bambini, ma adatto a tutte le età, Maria Cecilia Cavallone racconta le loro favole, accompagnate dalle illustrazioni e dalle strisce di Tommaso Catone. Una lettura che tiene insieme diverse generazioni, proprio come la storia del primo profugo, quell’Enea che fuggì dalla città in fiamme portando sulle spalle l’anziano padre e tenendo per mano il figlioletto. Prefazione di Fabio Geda. Età di lettura: da 10 anni.

*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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