mercoledì
22 maggio 2019

19:09

LIBRI CONSIGLIATI #416

L’ultimo sapiens. Viaggio al termine della nostra specie
Gianfranco Pacchioni
€ 15,00
2019, 216 p., brossura
Il Mulino (Collana: Intersezioni)

Con prefazione di Telmo Pievani

«Cosa siamo dunque? E cosa stiamo diventando? Sono le domande alle quali Pacchioni cerca di rispondere con l’aiuto di Levi e di un approccio che, proprio perché scevro da tentazioni catastofiste, risulta tanto realistico quando inquietante» – Marco Bracconi, Robinson

Immaginiamo un futuro in cui sapiens supertecnologici controlleranno, con le loro intelligenze aumentate, il mondo; mentre altri sapiens desueti, saranno relegati a un ruolo marginale. Uno scenario solo fantascientifico? Oggi l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, le nanotecnologie, la genetica modificano in modo sempre più vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. Nella storia dell’umanità sta succedendo qualcosa che potrebbe anche portare alla fine di Homo sapiens. Intrecciato ai racconti fantastici di Primo Levi ecco dipanarsi in queste pagine un altro racconto, tanto avvincente e ironico quanto inquietante: quello del nuovo ecosistema – mai visto prima – in cui vivranno i nostri discendenti. Saremo in grado di fermarci a tempo nella nostra corsa col turbocompressore verso le Colonne d’Ercole, come si chiedeva Primo Levi? Homo faber fortunae suae, dicevano i latini, l’uomo è artefice della propria sorte. Non ci resta che scoprire quale.

Il libro sarà presentato a Valdagno (VI) martedì 12 marzo alle ore 20.30 presso Palazzo Festari.

La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo
Massimo Cacciari
€ 18,00
2019, 128 p.
Einaudi (Collana: Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie)

Predomina ancora una visione del periodo dell’Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall’altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano piú complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale piú ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.

Thoreau. Vivere una vita filosofica
Michel Onfray
Traduzione di: M. Zaffarano
€ 12,00
2019, 107 p., brossura
Ponte alle Grazie (Collana: Saggi)

Criticare l’utilità mercantile, che sembra rimasto l’unico valore universale e disobbedire all’autorità che ci vorrebbe complici di violazioni alla dignità degli uomini. Ecco i due grandi insegnamenti di un grand’uomo, di cui questo libro racconta la vita filosofica.

“Il bambino fornisce la trama all’adulto e Thoreau passa la propria vita a cercare di non tagliare i ponti con la propria infanzia. Il suo ideale è la libertà del bambino: costruire capanne, pescare negli stagni, risalire i fiumi in barca, camminare nei boschi, guardare il mondo tra le proprie gambe, arrampicarsi sugli alberi, fare il bagno nelle acque del lago Walden in qualsiasi stagione. Niente dà più gioia all’adulto che è diventato”.

È ancora possibile distinguersi dai più e plasmare la propria vita secondo le proprie convinzioni? Si possono ignorare vie precostituite, norme sociali e religiose, giudizio degli altri, per costruire la propria esistenza in accordo con le proprie e più intime esigenze? Con i propri ideali? La risposta di Michel Onfray è in questo breve e felice libro, in cui ci presenta – e ci indica come modello – la vita e le opere di Henry David Thoreau, ecologista “ante litteram”, apostolo della disobbedienza civile che avrà per continuatori Tolstoj, Gandhi, Martin Luther King, e soprattutto autore del celeberrimo «Walden. La vita nei boschi». La vita dello scrittore americano, percorsa istintivamente e intimamente dal desiderio di ritrovare una «relazione originale con l’universo», di eliminare tutto il superfluo dall’esistenza – all’insegna di un individualismo del tutto opposto all’egoismo cui viene comunemente equiparato – diviene così ispirazione esistenziale ma anche politica; in Thoreau il pensiero diventò azione e creò le condizioni di una vita autenticamente filosofica. Se i grandi uomini e le personalità eccezionali sembrano essere davvero passati di moda in un’epoca di solitarie folle livorose, Onfray ci ricorda che è proprio la loro perenne inattualità a costituirne la forza, e soprattutto il valore di esempio duraturo.

Il taglio
Anthony Cartwright
Traduzione di: R. Duranti
€ 15,00
2019, 153 p., brossura
66th and 2nd (Collana: Bookclub)

Un romanzo sui motivi profondi che hanno portato il Regno Unito a uscire dalla Unione Europea sull’onda del grido lanciato dalle comunità dimenticate dell’Inghilterra del Nord.

«Storie e personaggi immaginati in modo vivido, disegnati con i tratti essenziali di un ritrattista esperto» – The Guardian

A pochi giorni dal referendum sulla Brexit, Cairo Jukes, operaio ed ex pugile dilettante, e Grace Trevithick, giovane film-maker di Londra, si conoscono e si innamorano a Dudley, nel Black Country, dove la donna si è trasferita per catturare in un documentario l’umore dell’elettorato. L’attesa dell’esito del voto si trasforma così nel viaggio in una terra di mezzo dove permangono solo le tracce di un passato che non esiste più, sostituito da un senso di tradimento e abbandono che prelude a «una vendetta su scala enorme, ma futile». Un libro potente che racconta le vere ragioni del voltafaccia di una nazione contro l’Europa, e prima ancora contro i fantasmi di un governo che ha annientato le speranze di intere generazioni di inglesi del Nord. Anthony Cartwright è la coscienza critica della working class inglese.

Terra violata
Mohamed Mbougar Sarr
€ 18,00
2019, 232 p., brossura
E/O (Collana: Dal mondo)

Nel 2015, a soli 25 anni, l’autore senegalese Mohamed Mbougar Sarr ha vinto con questo romanzo il Premio Ahmadou Kourouma al Salone del Libro di Ginevra e il Gran premio del romanzo meticcio all’isola della Réunion.

Il Sumal è un paese felice, almeno fino a quando gli uomini della Fratellanza, feroci integralisti islamici, non occupano il nord dello stato. Per la maggior parte della popolazione, non integralista, comincia un incubo fatto di violenza, barbarie, giustizia sommaria e rigido moralismo in osservanza alle norme della sharia. In queste difficili condizioni un ristretto gruppo di intellettuali decide di fare opera di resistenza attraverso un giornale di opposizione che scatena il furore di Abdel Karim, crudele capo della polizia islamica. Ne consegue un’immediata e spietata repressione che fa sorgere dubbi morali al dottor Malamine, al professor Déthié, alla bella informatica Madjigueen Ngoné e agli altri autori del giornale clandestino: qual è l’effettiva utilità della loro azione, se deve portare all’arresto e alla tortura di chiunque legga o detenga una copia del foglio ribelle? Nel frattempo si scatena la caccia ai misteriosi giornalisti condotta da Abdel Karim con una micidiale alternanza di brutalità spiccia e astuzie psicologiche. Ma non c’è clima di terrore in grado di impedire la nascita dell’amore, che a un certo punto sboccia potente tra due membri del gruppo segreto. Amore e morte si mischiano e si sovrappongono nella vita degli avventurosi protagonisti.

Ero straniero
Salvatore Maira
€ 19,00
2019, 304 p., brossura
Bompiani (Collana: Narratori italiani)

Una storia italiana, brutale e piena di grazia, inflessibile nell’additare e condannare il male quando si manifesta sotto forma di intolleranza fomentata dal potere.

Saro ha un peso che si porta nel petto, nel mezzo tra una costola e l’altra, un singhiozzo rappreso nel centro dello sterno, un peso tormentoso. Così vive, nell’espressione solare c’è un’ombra che si vede e non si vede, che lascia l’altro nel dubbio di una sua possibile felicità.

Saro e Karim: uno arriva dalla Sicilia, l’altro da molto più lontano. Sono ragazzi, si conoscono alla Stazione Centrale di Milano nella concitazione di uno scippo e si ritrovano a lavorare gomito a gomito nei cantieri, torturati dal gelo di un inverno che sembra non finire mai. Quasi schiavi, l’italiano come lo straniero, nel bagno penale a cielo aperto dei muratori in nero del Nord. Dormono in alloggi di fortuna, mangiano poco e male, immigrato e migrante accomunati da uno stesso destino. A dare una parvenza di civiltà alle loro vite provvede Bashir, devastato da una tragedia personale che invade le sue notti, eppure pervaso da un amore per la vita che diventa amore per gli altri e unica medicina per sé. Adele: giovane suora in difficoltà, dopo una lunga missione all’estero fa ritorno nel suo paesino malato di intolleranza e pregiudizio per prendersi cura della casa dell’amatissima nonna che l’ha allevata ed è appena scomparsa. Smarrita, in pena, afflitta dal dubbio, è pronta però ad aprire la porta a una famiglia di egiziani appena sfrattata, con la quale nasce un’amicizia rispettosa e profonda. È il caso a incrociare le strade e le sorti di Saro e Adele, il caso ad avvicinarli e a farli alleati nella lotta contro l’ingiustizia e il razzismo di bassa lega di una provincia gretta e velenosa, che respinge per definizione l’altro da sé.

Tutte le volte che ho pianto
Catena Fiorello
€ 18,00
2019, 272 p., rilegato
Giunti Editore (Collana: A)

Un grande romanzo sull’amore: l’amore che il destino ha spezzato ma non è riuscito a dissolvere…

«Mi viene da piangere, come tutte le volte che ho pianto per non aver saputo tenermi stretto l’uomo che amavo. Ma non è dipeso da me. Antonio lo sa. Lo salutiamo abbracciandolo come se fosse un addio. E dentro di me lo è ogni volta.»

Nell’autunno tiepido di una Messina dalle spiagge ormai deserte, Flora corre ogni mattina sul bagnasciuga: il vento, il sole, la pioggia, le nuvole, il rumore del mare sono divenuti per lei compagni indispensabili. Una disciplina che le dona calma, adesso che, a quasi quarant’anni, sta cercando di riprendere le redini della sua vita. Il matrimonio con Antonio, sposato da giovanissima, è andato in frantumi dopo l’ennesimo tradimento di lui, sempre in cerca di nuove avventure che non approdano mai a nulla. Eppure Flora non riesce a dimenticarlo e vacilla ogni volta che lui torna a corteggiarla, alimentando le illusioni della figlia quindicenne Bianca. Ma la sua vita è già abbastanza complicata, con un bar da gestire e una madre anziana che non ha mai superato la morte del marito e, soprattutto, la perdita di Giovanna, la sorella maggiore di Flora: bellissima, indomabile e carismatica, uccisa a vent’anni in un tragico incidente. E adesso Flora trema vedendo che la figlia Bianca, per uno strano destino, coltiva il sogno di diventare attrice proprio come un tempo Giovanna. Ma a scombinare di nuovo le carte, un giorno arriva Leo, con la sua aria da James Dean e un passato che lo lega a quei luoghi, dove sta per produrre un film. E con i suoi modi affascinanti, si insinua pericolosamente nei pensieri di Flora… Ma perché Leo sembra sapere tante cose su di lei? Cosa si nasconde dietro il suo interesse per Flora? Può realmente fidarsi di quest’uomo così misterioso? Commovente e carico di passione: un romanzo per chi non ha mai smesso di credere nella vita e nell’amore.

Tu che non sei romantica
Guido Catalano
€ 18,50
2019, 413 p., brossura
Rizzoli (Collana: Rizzoli narrativa)

Dopo D’amore si muore ma io no, Guido Catalano torna al romanzo con una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia.

Giacomo Canicossa, poeta professionista vivente, di donne ne ha già perse due: Agata, che tre anni fa è partita per le Lontane Americhe, e Anna, che se n’è andata da dieci giorni e gli ha lasciato soltanto una pianta di ficus. Certo, il lavoro va bene: ha un contratto con una Grande Casa Editrice, una editor pazza che lo chiama giorno e notte e un romanzo segreto ad alto tasso di romanticismo con cui spera di vincere il Premio Strega. Ma che senso ha il successo quando manca l’amore? La solitudine è tale che Giacomo inizia a soffrire di allucinazioni: nel suo salotto è comparso un bambino in pigiama, con grandi occhiali e una strana passione per la chimica, che si nutre solo di pizza e Nesquik. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma Giacomo sa che per tutti i problemi c’è una soluzione infallibile: la fuga. Così scappa a Roma, sedotto dal mondo dorato del cinema, e cerca di dimenticare Anna avventurandosi negli abissi di Tinder… Dopo il successo di “D’amore si muore ma io no”, Guido Catalano torna al romanzo con una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia. E amore, ovviamente: di amore ce n’è così tanto che perfino tu – proprio tu, tu che non sei romantica – non riuscirai più a farne a meno. Altrimenti, che razza di storia sarebbe?

L’argine racconta. Storie di vite vissute
Gianni Vidali
€ 16,90
2018, 325 p., brossura
Europa Edizioni (Collana: Edificare universi)

Il Polesine è un luogo che, geograficamente parlando, potremmo definire quasi unico nel suo genere: una lingua di terra stretta e lunga racchiusa tra il Po e l’Adige, solcata da un’infinità di corsi d’acqua che, con le loro sinuose anse, intersezioni ed argini, disegnano il territorio medesimo. Quelle che vengono considerate le strade “storiche” della zona, si sviluppano proprio sugli argini dei rami del Po e del mare, che risultano rialzati rispetto al piano della campagna circostante. Attraverso tali vie passeggia ogni sera il nostro narratore, il quale, grazie a incontri sempre nuovi e imprevisti con pittoreschi personaggi locali, perlopiù operai e pescatori, ricostruisce la storia popolare degli ultimi sessant’anni non solo del Delta del Po, ma del Polesine intero. I ricordi alternano pagine buie, come la devastante alluvione del novembre 1966 che costrinse gran parte della popolazione ad abbandonare le proprie case e spostarsi altrove, a pagine di ironia, che indugiano su vicende bizzarre e folcloristiche collegate a temi seri, di grande attualità.

Racconti di un fotografo. Nelle terre del Piave. Ediz. illustrata
Paolo Lorenzon
€ 25,00
2019, 144 p., ill. , rilegato
Ronzani Editore (Collana: Oltre l’obiettivo)

Le prime immagini scattate da Paolo Lorenzon nei dintorni del paese di Negrisia, a ridosso del Piave, risalgono alla fine degli anni Sessanta, sul limitare tra due epoche: un ‘medioevo’, lì sopravvissuto più a lungo che altrove, e la modernità, che ha cancellato in tempo breve quasi ogni traccia del passato. Il giovanissimo fotografo ha fissato in un bianco e nero quanto mai suggestivo i tratti distintivi di entrambi i mondi: ha così saputo restituire un’atmosfera e catturare l’anima di una terra e della sua gente. Scrive Claudio Rorato nel testo introduttivo: «Dove sono oggi quegli ‘stradoni’ affiancati da siepi altissime, che portavano alle case dei contadini? E quelle aie spesso fangose, ingombre di attrezzi, dov’erano soprattutto gli odori a guidarti? Le zaffate della stalla, il profumo aromatico del fieno, l’odore erboso del radicchio?» Sul finire degli anni Settanta la campagna è ormai perfettamente ordinata, geometrica, drenata di ogni acqua superflua. In quel mondo profondamente mutato, l’artista sceglie di volgere lo sguardo verso altri luoghi e soggetti, prediligendo gli eventi atmosferici e gli spettacoli cui le leggi della fisica danno origine nella natura.


*descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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