mercoledì
22 maggio 2019

14:29

LIBRI CONSIGLIATI #418

Il mestiere di scrittore. Conversazioni critiche
Ferdinando Camon
€ 18,00
2019, 183 p., brossura
Storia e Letteratura (Collana: Argomenti)

Moravia, Pratolini, Bassani, Cassola, Pasolini, Volponi, Ottieri, Roversi, Calvino sono i nomi che troviamo in questa serie di conversazioni critiche condotte tra gli anni Sessanta e Settanta da Ferdinando Camon, scrittore militante della letteratura: non secondo la modalità dell’intervista né quella del ritratto, ma più propriamente di una narrazione a due voci da cui emerga lo scrittore, la sua opera ma anche le sue letture, i suoi ricordi, la politica, le idee. Ne nasce di volta in volta una dichiarazione di poetica indotta, e perciò soppesata, meditata, esatta, che non risente a una lettura attuale del tempo trascorso, ma è anzi ancora verificabile nell’eredità letteraria lasciata da ognuno di questi maestri.

L’editore fuorilegge. Cinquant’anni di libri contro
Barney Rosset
Traduzione di: S. Barberis
€ 38,00
2018, 390 p., ill., brossura
Il Saggiatore (Collana: La cultura)

«La ribellione scorre nel sangue di famiglia.» Inizia così, come un dardo scoccato contro il conformismo e insieme una rivendicazione genetica, l’autobiografia di Barney Rosset, uno degli editori più significativi del nostro tempo, colui che ha rivoluzionato l’editoria americana liberandola dagli oltraggi della censura e riplasmando il linguaggio, la letteratura, l’eros. In risposta al volto compassato e stolido del puritanesimo ha dato alle stampe Beckett, Genet, Che Guevara, gli scrittori della Beat Generation e l’Autobiografia di Malcolm X. Cresciuto nella Chicago dei gangster con il mito di John Dillinger, ateo dall’età di sei anni, in terza media già titola il giornalino della scuola Anti-Everything. Edonista controcorrente e facile alla noia, dopo essersi sposato con la celebre pittrice Joan Mitchell ed essersi trasferito nel Greenwich Village – l’amalgama culturale newyorchese per eccellenza – nel 1952 rileva una piccola casa editrice, Grove Press, e inizia la sua avventura. Comincia a pubblicare Henry James e autori europei come Marguerite Duras, Alain Robbe-Grillet, Eugène Ionesco e il marchese de Sade. Poi, al termine di una lotta all’ultimo sangue con la censura, riporta allo splendore originario “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence e “Tropico del Cancro” di Miller. “L’editore fuorilegge” è l’autobiografia di Barney Rosset, scritta con la collaborazione di amici e colleghi. Un’opera che svela i retroscena sulla genesi di molti capolavori e illumina il rapporto tra i grandi protagonisti della cultura internazionale del Novecento: l’editore si racconta come se reggesse le fila non solo della sua vita pubblica e di quella privata, strettamente intrecciate, ma anche di un’epoca – un’epoca che Rosset supera, anticipa, sferza. Se, come scrive Luca Formenton nel suo testo introduttivo, per portare avanti il lavoro editoriale «è necessaria una fede assoluta», tra le pagine dell’Editore fuorilegge si cela il modo migliore per trovarla.

Il libro nero della Lega
Giovanni Tizian, Stefano Vergine
€ 18,00
2019, 318 p., brossura
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

La truffa milionaria ai danni degli italiani, le alleanze con personaggi impresentabili al Sud, le trame opache sullo scacchiere internazionale: tutta la verità sul partito di Matteo Salvini.

Che fine hanno fatto i 49 milioni di euro della truffa sui rimborsi elettorali architettata da Umberto Bossi e Francesco Belsito? Perché Matteo Salvini mente quando dice di non aver mai visto un euro di quel tesoro? Chi sono i nuovi finanziatori del partito oggi? E ancora, come mai il ministro dell’Interno per sfondare al Sud si è circondato di personaggi equivoci, riciclati, ex fascisti, condannati, indagati e con parentele su cui pesa il sospetto di contiguità con la mafia? Quali segreti si celano dietro le alleanze strette dal leader della Lega con Vladimir Putin e Donald Trump? Un libro inchiesta svela per la prima volta le trame finanziarie e politiche del partito del ministro dell’Interno. È «Il libro nero della Lega», una coraggiosa ricostruzione basata anche su importanti documenti fin qui inediti. Giovanni Tizian e Stefano Vergine per le loro inchieste sulla Lega hanno ricevuto il Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” 2018.

Lettera a un razzista del terzo millennio
Luigi Ciotti
€ 6,00
2019, brossura
EGA-Edizioni Gruppo Abele (Collana: Gli occhiali di Abele)

Don Luigi Ciotti scrive una lettera a cuore aperto contro «l’emorragia di umanità alimentata dagli imprenditori della paura»: una presa di posizione salda contro tutti i razzismi da parte di chi ha fatto dell’accoglienza la propria missione.

«Non mi sento, comodamente e presuntuosamente, dalla parte giusta. La parte giusta non è un luogo dove stare; è, piuttosto, un orizzonte da raggiungere. Insieme. Ma nella chiarezza e nel rispetto delle persone. Non mostrando i muscoli e accanendosi contro la fragilità degli altri.»

Gli stranieri ci stanno invadendo? Chiudere i porti è una soluzione? Che cosa vuol dire «prima gli italiani»? Don Luigi Ciotti scrive una lettera a cuore aperto contro «l’emorragia di umanità alimentata dagli imprenditori della paura»: una presa di posizione salda contro tutti i razzismi da parte di chi ha fatto dell’accoglienza la propria missione da più di cinquant’anni. Una lettera indirizzata a un razzista del nuovo millennio ormai avvelenato da luoghi comuni e narrazioni tossiche. Per decostruire i pregiudizi e affermare i principi di una società più giusta.

Breve trattato sul lecchino
Antimo Cesaro
€ 13,00
2019, 107 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: I delfini)

Attraverso la storia e la letteratura – da Aristotele a Dante, da Machiavelli a Musil – Antimo Cesaro descrive il ritratto impietoso di una creatura immortale: il lecchino.

“Il lecchino è sintesi sublime di disposizione e arte, di natura e cultura, di attitudine e abilità, di genio e capacità organizzativa. Quest’essere straordinario deve dimostrare di possedere e coltivare una virtù fondamentale: la pazienza. Egli sa di dover leccare oggi per incassare domani. A furia di ingoiare rospi, sorridere a comando, applaudire e leccare scarpe e altro, con modestia, senza fiatare, il lecchino assumerà via via posizioni di sempre maggiore rilievo nell’ambito di un ministero, di un’università, di un movimento politico, di un ordine professionale. Proprio al raggiungimento del culmine della carriera si consuma il dramma esistenziale del nostro Campione: si renderà conto di non avere più a disposizione scarpe o natiche per le quali valga veramente la pena adoperarsi.”

Brexit Blues
Marco Varvello
€ 18,00
2019, 260 p., brossura
Mondadori (Collana: Strade blu)

Marco Varvello, corrispondente del TG1 da Londra, ha scritto, a partire da sé e dalla sua doppia cittadinanza (passaporto italiano e britannico), un romanzo corale che racconta l’atmosfera di disagio che ha segnato e continua a segnare la vita quotidiana, non solo politica, del Regno Unito.

Lo spirito di Brexit ha già lasciato il segno sulla vita di Londra. Ha graffiato la sua faticosa ma bellissima convivenza globale. Ha scavato solchi di divisione e incomprensione

Brexit, British exit – sintesi concisa ed efficace – domina le preoccupazioni di milioni di famiglie europee che vivono Oltremanica, 700.000 italiani compresi, e dell’intera società inglese. A prescindere dalle conseguenze future si percepisce già da tempo un malessere diffuso. Marco Varvello, corrispondente del TG1 da Londra, ha scritto, a partire da sé e dalla sua doppia cittadinanza (passaporto italiano e britannico), un romanzo corale che racconta l’atmosfera di disagio che ha segnato e continua a segnare la vita quotidiana, non solo politica, del Regno Unito. E dunque, evocate da quella atmosfera, ecco una sequenza straordinaria di storie: un ex ministro che organizza attentati, una guerra tra condomini, un triangolo finanziario che finisce nel sangue, una centrale nucleare cinese a due passi da Londra, le cure dell’NHS, il Servizio sanitario britannico, elargite come indulgenze a un villaggio romeno. Ne sortisce un grande racconto surreale, ironico e grottesco. Tale da comprendere in un solo colpo d’occhio la complessità e la varietà umana di un evento che ci riguarda tutti. A cavallo fra due mondi, Varvello ha mescolato realtà e finzione e ci consegna a un presente e a un futuro che non parlano soltanto inglese.

Il tappeto afghano
Gholam Najafi
€ 16,50
2019, 192 p.
la meridiana (Collana: Passaggi al meridiano)

Dopo “Il mio Afghanistan”, Gholam Najafi torna nella sua terra d’origine attraverso 16 racconti: storie di donne, di infanzie, di amicizie, di difficoltà e di piccole gioie che, come fili intessuti, tracciano la trama dell’Afghanistan, “terra aspra e un non sempre morbido tappeto”, come scrive Giampiero Bellingeri nell’introduzione. Storie che sono testimonianza di un legame ancora forte dell’autore con la sua terra e con il distendersi dei suoi ricordi. Introduzione di Giampiero Bellingeri.

La sartoria di via Chiatamone
Marinella Savino
€ 16,00
2019, 176 p., brossura
Nutrimenti (Collana: Greenwich)

Nella Napoli occupata, il coraggio di una sarta che mette in salvo i suoi cari dalle conseguenze più drammatiche della guerra.

Quando il 5 maggio del 1938 Carolina Esposito, abile sarta napoletana, vede dal balcone del suo salotto la berlina con Hitler e Vittorio Emanuele sfilare lungo via Partenope, intuisce con anticipo quello che tanti napoletani capiranno soltanto molto più tardi: la guerra ci sarà. È in quell’istante che Carolina prende la decisione: sarà la sua sartoria, che la donna gestisce con bravura e volontà di ferro in via Chiatamone, lo strumento per superare gli anni difficili, il mezzo su cui far salire la sua famiglia, gli amici più cari e le sue lavoranti, e traghettarli nel lungo viaggio attraverso la fame, i bombardamenti, la paura, la confusione, oltre l’orrore del conflitto.

Il castrato di Vivaldi
Gian Domenico Mazzocato
€ 18,00
2017, 384 p., brossura
Biblioteca dei Leoni (Collana: Narrativa)

Angelo Sugamosto nasce il primo ottobre 1720 in un poverissimo Polesine. Nel coro parrocchiale si distingue per la purezza della voce e il prete convince la famiglia a farlo castrare. È l’inizio di un’avventura che spesso finiva in tragedia. La mortalità tra i bambini sottoposti alla brutale operazione era altissima. Angelo sopravvive e ha fama e celebrità. Su di lui, dopo la morte, scese una smemoria secolare che questo romanzo dirada. Il narratore moderno acquista una crosta in un mercatino dell’antiquariato. Si lascia aggredire dal mistero che avvolge la persona che vi è ritratta e l’indagine diventerà un assillo. Alla fine conoscerà il “suo” castrato con il movimento di un romanzo poliziesco. Se si esclude una novella di Balzac, Sarrasine, mai il tema del castratismo, prima del romanzo di Gian Domenico Mazzocato, era stato affrontato dalla narrativa europea. Di questo fenomeno che attraversa i secoli e giunge fin quasi ai nostri giorni (possediamo, in registrazione, la voce dell’ultimo castrato della cappella Sistina) si conosce pochissimo. Angelo Sugamosto vive a Venezia, Parigi, Londra. Conosce Vivaldi, Goldoni, Händel, Casanova e il divino Farinelli, il castrato più famoso. Ha infinite amanti. I castrati perdevano la capacità di procreare ma non la virilità. Tuttavia il Sugamosto di Mazzocato è eroe dolente e inquieto. Odia la sua condizione e i suoi genitori. Cerca qualcuno che scriva la sua storia e la porti sul palcoscenico. Il dramma della solitudine e della disperazione. La povertà e l’ambiguità dei rapporti umani. Riuscirà nell’intento in modo inatteso.

Sostakovich. Note sul calcio
Mario Alessandro Curletto, Romano Lupi
€ 12,00
2018, 219 p., brossura
Il Nuovo Melangolo (Collana: Nugae)

Dmitrij Sostakovic nutriva per il calcio una passione viscerale, che lo portava a frequentare regolarmente gli stadi e a cercare in ogni modo di mantenersi aggiornato sui risultati del campionato sovietico anche quando si trovava all’estero. Teneva con meticolosità un proprio personale diario calcistico, compilato con dati statistici tratti da pubblicazioni sportive, scambi di informazioni con altri cultori della materia, osservazioni dirette, particolari inediti. Questo passatempo coltivato con serietà quasi maniacale probabilmente aveva per il compositore anche un effetto terapeutico, isolandolo mentalmente dalle delusioni, dai compromessi forzati, dalle tensioni della propria attività professionale, che coincise in buona parte con l’epoca staliniana. Rivestendo un ruolo così rilevante nell’esistenza e nella personalità stessa di Sostakovic, il calcio non poteva che trovare ampio riflesso nella sua arte.


* Tutte le descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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