lunedì
20 maggio 2019

12:58

LIBRI CONSIGLIATI #420

Contro il fascismo
Giacomo Matteotti
€ 4,90
2019, 94 p., brossura
Garzanti Libri (Collana: I piccoli grandi libri)

Quella di Giacomo Matteotti è una delle voci che con più forza e più coraggio si levarono contro i soprusi del regime fascista. A distanza di quasi un secolo questo volume esorta a prestarle di nuovo ascolto, riproponendo due documenti molto citati ma poco letti: il discorso del 31 gennaio 1921, quando Matteotti per la prima volta e per primo osò prendere la parola in Parlamento contro il regime, e quello del 30 maggio 1924, quando denunciando i brogli elettorali firmò la propria condanna a morte, inflittagli di lì a pochi giorni per mano di cinque sicari fascisti. Grazie a queste due testimonianze sarà possibile comprendere con maggiore chiarezza un momento cruciale della storia del nostro paese, e riflettere, alla luce di ciò che è stato, su temi che ancora oggi continuano a trovare ampio spazio nel dibattito pubblico.

Come farla finita con il fascismo
Ferruccio Parri
A cura di: D. Bidussa, C. Greppi
€ 14,00
2019, 155 p., brossura
Laterza (Collana: Saggi tascabili Laterza)

«Contro il fascismo non ho che una ragione di avversione: ma quest’una perentoria e irriducibile, perché è avversione morale» – Lettera al Giudice istruttore di Savona, 1927

Ferruccio Parri, uno dei maggiori esponenti dell’antifascismo italiano e della Resistenza e uno dei padri fondatori della Repubblica, è una vera e propria guida. I suoi scritti e i suoi discorsi ci conducono, ancora oggi, tra una ragnatela di parole chiave necessarie per contrastare il ritorno di retoriche e pratiche violente e identitarie. Che se fasciste non sono, al fascismo assomigliano molto. Per Parri ci sono due modi per togliere di mezzo il fascismo. Il primo è di non «contentarsi dei convegni, delle imprecazioni, delle minacce discorsive, dei rimbrotti al governo, ed alle sue incapaci forze dell’ordine». Il secondo «è di riuscire ad inventariare quali sono le origini e le fonti della ripresa neofascista, quali possono essere i gruppi e le forze già attualmente interessate a possibili rovesciamenti. Senza nessuna illusione naturalmente che basti la vigilanza a sgominare le cattive intenzioni». Ma inventariare significa anche costruire una filiera di concetti e di immagini con cui il presente cessa di essere quello che è per iniziare a essere visto come effetto di ciò che si sceglie. La convinzione è che ‘farla finita con il fascismo’ diventa possibile non se si aspetta ma se, sulla scia delle idee di Parri, nel passato si trovano le risorse e le parole per ‘fare futuro’.

La Repubblica d’Europa. Oltre gli Stati nazione
Isagor
€ 9,00
2019, 144 p., brossura
add Editore

«Questo libro è dedicato a tutti coloro che sanno di non sapere, si impegnano per migliorare, propongono le proprie idee con modestia e tengono verbale delle proprie riunioni, perché non si sa mai, può anche capitare che con le buone idee e le migliori pratiche si cambi la Storia per davvero.»

Da più parti si alza il grido che l’Europa sia finita, che l’esperimento nato dalla volontà di portare pace ed equilibrio economico al continente sia fallito sotto i colpi di burocrazia, immigrazione, finanza. Su questa tesi si costruisce il consenso di cittadini arrabbiati, si propongono soluzioni estreme come l’uscita dall’euro, si parla di un ritorno al sovranismo nazionale, in un’ottica di chiusura al mondo che verrà. Schiacciata da queste spinte e attaccata da più fronti, l’Europa deve trovare una nuova strada per garantire a se stessa e ai suoi cittadini uno spazio di diritti condivisi, di sviluppo sostenibile e di capacità di accoglienza dei nuovi flussi migratori del mondo. Uno spazio che sappia governare il proprio tempo e non subirlo. Gli autori di questo libro-manifesto affermano che è necessario ripensare in maniera radicale la forma che vogliamo dare all’Europa. Auspicano la nascita di una Repubblica d’Europa che, superando gli Stati nazionali, costituisca una nuova realtà politica economica, culturale e strategica. Come sarebbero il lavoro, la scuola, l’informazione, la sicurezza, la solidarietà, l’economia nella nuova Repubblica d’Europa? Otto autori (economisti, giuristi, giornalisti, formatori, politici) affrontano i nodi principali per avvicinarci a questo unico futuro possibile.

Looking for Europe. Cercando l’Europa. Contro il montare dei populismi
Bernard-Henri Lévy
€ 7,00
2019, 91 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: Le onde)

«L’Europa è in pericolo. Il programma comune delle forze populiste che stanno dilagando in tutto il continente vuole interrompere ogni progetto di costruzione, ritrovare una cosiddetta “anima delle nazioni”, rilanciare “un’identità perduta” che non esiste se non nella fantasia dei demagoghi. La mia scommessa è sull’Europa, la mia fede è in questa grande Idea di cui i nostri padri ci hanno trasmesso l’eredità, la convinzione che lei sola avrà la forza, domani, di scongiurare il ritorno dei demoni, quello dei totalitarismi e quello di conseguenza della crisi e della miseria – tutto questo mi sta troppo a cuore ed è, dalla caduta del Muro di Berlino, oggetto di un impegno personale fortemente sentito e costante, perché io possa, trent’anni più tardi, decidere di gettare la spugna.» (Bernard-Henri Lévy)

Il parlamento europeo. Una introduzione
Nicola Lupo, Andrea Manzella
€ 12,00
2019, 165 p., brossura
Luiss University Press (Collana: Piccole introduzioni)

Nel giugno 1979, con la prima elezione diretta del suo Parlamento, la comunità degli Stati europei divenne democraticamente “adulta”. A 40 anni da quello storico momento, uno sguardo su caratteristiche e singolarità di un’esperienza parlamentare unica al mondo.

La mia Brexit. Diario di un comico nel posto giusto al momento sbagliato
Francesco De Carlo
€ 15,00
2019, 192 p., brossura
Bompiani (Collana: Overlook)

Il viaggio di Francesco in Gran Bretagna per realizzare il suo sogno: diventare una star della comicità. Proprio nel momento in cui la Gran Bretagna decide di lasciare l’unione europea.

«Se fossi un comico italiano che si esibisce in inglese, vorrei essere divertente quanto Francesco De Carlo» – Eddie Izzard

“Se c’è una cosa che ho capito in tutta questa storia è che cosa vuol dire essere straniero. Pensate alla pizza con l’ananas: è una bestemmia, per carità. Ma quanto è difficle mettersi nei panni dell’ananas? La pizza con l’ananas è un problema se sei pizza, ma se sei ananas è un’opportunità.”

Francesco ha un sogno: diventare una star della comicità. Però in Italia, tra meste serate in provincia e qualche apparizione televisiva, la sua carriera non decolla. Così traduce i suoi monologhi in inglese, fa le valigie e parte per Londra, capitale europea della stand-up comedy. È il giugno 2016 e proprio quando lui decide di lasciare l’Italia per la Gran Bretagna, la Gran Bretagna decide di lasciare l’Unione europea e sull’immigrazione lancia al mondo un messaggio piuttosto chiaro. Se Francesco vuole sfondare deve farlo in fretta, perché presto o tardi potrebbe essere costretto a tornare indietro. Inizia così un viaggio alla scoperta della società inglese e della sua nuova condizione di straniero, in una giostra di alti e bassi: la frustrante gavetta nei comedy club, la nostalgia di casa e delle tende alle finestre, la solitudine combattuta su Tinder, la difficile relazione con un popolo che salta la cena per ubriacarsi di più, la maratona al Fringe festival di Edimburgo, e poi i primi successi, gli spettacoli al Comedy Store, il sold out al Soho Theatre, il debutto sulla BBC. Il viaggio di Francesco l’ha portato lontano, eppure sorprendentemente vicino: perché è vedendosi da fuori che ci si può guardare dentro, ed è anche provando a scordarsi dell’Italia che ci si scopre italiani.

Le ragazze di via Rivoluzione. Dal Pakistan all’Egitto un viaggio nella libertà delle donne
Viviana Mazza
€ 16,50
2019, 216 p., brossura
Solferino (Collana: Saggi)

L’amore impossibile tra Rima e Nael, lei cristiana e lui musulmano, nella Damasco divisa dalla guerra. La rabbia di Razia, medico in un ospedale nel Sud del Pakistan, che opera pazienti sfregiate dagli uomini. L’arresto di Eman, che nel suo blog ha difeso per anni i diritti delle donne saudite, messa a tacere proprio quando la monarchia concede loro di guidare l’auto. Il gesto indimenticabile di Vida, la ragazza che in via Enghelab, via della Rivoluzione, a Teheran, si toglie il velo bianco e lo sventola come una bandiera: non per la resa, ma per la guerra. Le donne di questi Paesi sono spesso descritte come vittime, ma sono tra i principali agenti di cambiamento nelle loro società, e non si battono solo contro le discriminazioni di genere. Ormai sono in tante le insegnanti, imprenditrici, avvocate, atlete, blogger, attiviste, decise a conquistare insieme agli uomini una libertà che non è per forza uguale a quella del «mondo occidentale». La loro sfida tocca i nervi scoperti del nostro tempo: le relazioni tra i sessi, la morale religiosa, i ruoli nella famiglia e nel lavoro. Viviana Mazza dà spazio a questa pluralità di voci in un reportage che ci porta nel cuore degli eventi, a tu per tu con le protagoniste, sui fronti aperti di uno scontro che non è tra femminile e maschile ma tra mutamento e tradizionalismo, tra giustizia e ingiustizia. Un racconto personale e corale che prosegue ogni giorno, anche nelle nostre città.

Homo sum. Essere «umani» nel mondo antico
Maurizio Bettini
€ 12,00
2019, 132 p., brossura
Einaudi (Collana: Vele)

Il senso di umanità dei Greci e dei Romani era migliore del nostro? Quale posto occuperebbe nel mondo antico la Dichiarazione universale del 1948? Intanto nel canale di Sicilia non si soccorrono i naufraghi. Nel medesimo luogo ove Enea, diretto in Italia, fu soccorso da Didone.

Questo libro inizia con un episodio dell’ Eneide : il naufragio dei Troiani sulle coste di Cartagine (nei pressi dell’odierna Tunisi, nel canale di Sicilia) mentre sono diretti in Italia. Enea e i suoi vengono accolti dalla regina Didone in nome dell’umanità e del rispetto verso gli dèi, perché le frontiere si chiudono di fronte agli aggressori, non ai naufraghi. Scrive Bettini: «Ci sono troppi dispersi nel mare che fu di Virgilio, troppi cadaveri che fluttuano a mezz’acqua perché quei versi si possano ancora leggere solo come poesia. Sono diventati cronaca». Il libro propone dunque una triplice esplorazione della cultura antica alla luce di ciò che oggi definiamo “diritti umani”: per scoprire in Grecia e a Roma alcuni incunaboli della Dichiarazione; per misurare gli scarti che su questo terreno ci separano dalla società e dalla cultura antica; infine per mettere in luce alcune specifiche forme culturali in base alle quali Greci e Romani si ponevano problemi equivalenti a ciò che oggi definiamo diritti umani. Ancora una volta, riflettere sul mondo antico ci aiuta ad orientarci nel presente.

Sono uno scrittore giapponese
Dany Laferrière
€ 16,00
2019, 160 p., brossura
66th and 2nd (Collana: Bookclub. Gli scrittori)

Dany Laferrière torna a parlare in tono giocoso di un tema a lui caro, quello dell’identità, in un libro diabolicamente divertente che è una celebrazione dell’intelligenza e dei sensi, un omaggio all’arte dello scrivere e del vivere.

«Un’allegoria corrosiva sul rifiuto di essere classificati» – Le Monde

“Se hai trovato il titolo, il più è fatto” dice Laferrière. Certo, dopo ti resta da scrivere il libro. Ma scrivere “è un po’ come coltivare piselli”: si pianta il seme, poi si annaffia e si va via, in attesa che qualcosa germogli. Lo stesso vale per la letteratura. Inutile tormentarsi davanti a un foglio bianco, meglio passeggiare nel parco, indugiare su una panchina, viaggiare insieme al poeta Basho ̄. Fluttuare, lasciandosi sedurre dagli elementi che si hanno a disposizione: nomi di donne, voci, una città che Laferrière conosce molto bene, Montréal, e un’altra che non conosce affatto, Tokyo. Già, perché qui il titolo è: Sono uno scrittore giapponese. Una provocazione? No, solo un modo per riflettere sull’arte della scrittura – il luogo ideale in cui ricercare (o smarrire) la propria identità – e scacciare, almeno dai libri, ogni forma di nazionalismo.

Miti, misteri e leggende del Veneto
Alessandra Artale
€ 9,00
2019, 128 p., ill., brossura
Editoriale Programma

Un insolito fenomeno naturale crea il mito, una battaglia sanguinosa porta un misterioso spirito, un’assurdità storica apre la strada alla leggenda: così si crea la tradizione orale, gli aneddoti reali si mischiano alla fantasia umana e rimangono per sempre impressi nella memoria, rivelandoci l’identità di un popolo e del suo territorio. Il Veneto, grazie alle numerose vicende storiche che lo hanno coinvolto e alla sua varietà di paesaggi, trabocca di racconti che aspettano solo di essere nuovamente scoperti. In questo libro potrete leggere quelli più celebri o particolari, legati a fatti realmente accaduti o frutto della suggestione: il garibaldino fantasma di Venezia, l’Arena di Verona nata in una notte, il tesoro degli onesti e dei briganti a Cinto Euganeo, Asiago e i suoi gnomi, le peripezie di Sant’Augusta a Vittorio Veneto, l’inquietante manicomio di Granzette, l’Om Salvàrech de La Valle Agordina e molti altri, divisi tra le sette città e le loro province.


* Tutte le descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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