mercoledì
22 maggio 2019

06:14

LIBRI CONSIGLIATI #422

L’esecuzione. 5 Stelle da Movimento a governo
Jacopo Iacoboni
€ 18,00
2019, 296 p., brossura
Laterza (Collana: I Robinson. Letture)

Dopo il grande successo del libro inchiesta sulla nascita del M5S, L’esperimento, Iacoboni torna con un libro che indaga i segreti del movimento al governo del Paese.

L’esperimento prevedeva, fin dall’inizio, un’esecuzione. Una volta al potere, diceva Gianroberto Casaleggio, i «parlamentari o ministri dovranno essere dei portavoce esecutori del nostro programma, revocabili con il recall. La delega parlamentare è morta, il compito dei nostri eletti è solo un’esecuzione delle nostre idee». Il figlio Davide, anni dopo, si spingerà oltre: «Tra qualche lustro è possibile che il Parlamento non sarà più necessario». Sin dalle origini, dunque, il M5S prevedeva un premier esecutore di un contratto e lo svuotamento delle funzioni dei parlamentari. Questo libro ricostruisce gli aspetti fondamentali della transizione del movimento a partito di governo, racconta figure chiave come Giuseppe Conte, Rocco Casalino o Marcello Foa, e raccoglie una serie di testimonianze esclusive.

Ora Basta! Come populismo e sovranismo stanno devastando il nostro Paese e come possiamo restituirgli dignità
The Panthers
€ 9,90
2019, 171 p., brossura
Edizioni Clichy (Collana: Bastille)

Un libro che propone una rivoluzione e una sorta di manifesto politico alternativo per un’Italia molto diversa da quella in mano alle nuove destre.

«The Panthers» sono un gruppo di scienziati politici ex militanti della Pantera, l’ultimo movimento studentesco organizzato che occupò quasi tutte le università italiane nel 1990. Riuniti dopo ventotto anni in una chat di whatsapp, si sono accorti con loro grandissima sorpresa che nonostante gli anni trascorsi, i figli, i lavori precari o le fulgide carriere di alcuni (pochi), nessuno di loro si è trasformato in un seguace di Grillo e Di Maio né tantomeno di Salvini o Berlusconi, e che le cose in cui credevano e per cui avevano lottato da ragazzi rimangono ancora in cima ai loro pensieri. E anche che per tutti loro la politica, proprio come allora, resta la cosa che deve o dovrebbe guidare ogni agire collettivo. Divisi e spesso lontanissimi nelle loro opinioni, esattamente come ogni sinistra che si rispetti, resi in parte più cinici dalle loro esistenze, ma sempre pronti a divertirsi e soprattutto a lottare per la libertà e la giustizia del mondo, hanno deciso, in nome di un codice minimo di valori completamente condiviso, di tentare questo esperimento di scrittura collettiva per spiegare agli italiani soprattutto di sinistra, frastornati dal disastro che ci circonda, il modo subdolo in cui il populismo e il sovranismo stanno devastando il nostro Paese e come invece si debba rivendicare un programma minimo di convivenza civile, di buon senso, di rispetto delle regole, di normale umanità. Ne è venuto fuori una via di mezzo tra uno schiaffo e una carezza, un pamphlet che è anche un manifesto di intenti, ma soprattutto una traccia di riferimento per chi vorrà riprendere in mano l’opposizione alle destre che ci governano e proporre un’Italia diversa da quella che precipita ogni giorno di più nel baratro dei proclami, delle promesse, delle minacce, del ringhio e della rabbia affidate ai social e veicolate dai troll.

Via dalla pazza classe. Educare per vivere
Eraldo Affinati
€ 18,00
2019, 245 p., brossura
Mondadori (Collana: Strade blu)

Cosa significa educare? Il difficile momento di trasformazione sociale e culturale che stiamo attraversando sembra impedire a genitori e insegnanti di rispondere a questa domanda. Si tratta tuttavia di una questione decisiva per provare a comprendere i tanti cambiamenti in corso.

«Basta anche note e bocciature. È la formula “Penny Wirton” dello scrittore-insegnante Eraldo Affinati. Che dopo Don Milani esplora in un libro un’altra vocazione. La sua» – Il Venerdì

Partendo dalla testimonianza delle scuole Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, Eraldo Affinati racconta la storia di una nuova esperienza didattica dove ci si guarda negli occhi, sedendo allo stesso tavolo, senza classi e senza voti, in una relazione d’amicizia e simpatia. Nel suo diario personale e pubblico, in cui s’intrecciano la dimensione pedagogica e letteraria, troveremo una riflessione su temi cruciali: la responsabilità di chi viene chiamato a formare i ragazzi, i viaggi della speranza mischiati a quelli della morte, i fantasmi della Shoah, la natura equivoca della nuova libertà digitale, gli adulti fragili, il rischio delle parole gratuite e delegittimate, la potenza del vero volontariato, il nodo spinoso del giudizio e della valutazione, il possibile inganno della risposta esatta e il valore paradossale di quella sbagliata. Insegnare, scrivere e parlare chiamano in causa il nostro modo di stare insieme e ci spingono a ripensare un’idea dell’Europa. Guidato dai maestri che hanno segnato il suo percorso umano e culturale, da Lev Tolstoj a Dietrich Bonhoeffer, da Michel de Certaud a don Lorenzo Milani, da Silvio D’Arzo a Mario Rigoni Stern, lo scrittore ci consegna, nello stile lirico e speculativo a lui più congeniale, il referto implacabile della crisi etica che stiamo vivendo. Ma in questo libro formula anche un’importante scommessa sul futuro, non teorica bensì militante, invitandoci a puntare tutto sulla capacità di rinascita degli adolescenti italiani che insegnano la nostra lingua ai loro coetanei provenienti da ogni parte del mondo.

Europa nonostante tutto
Antonio Calabrò, Maurizio Ferrera, Piergaetano Marchetti
€ 10,00
2019, 152 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: Le onde)

“Questo volumetto non vuol essere un saggio sull’Europa ed i suoi problemi. Vuole essere l’avvio del dialogo che ciascuno di noi quotidianamente può, e forse deve, condurre, se già non lo intrattiene, con amici, parenti, colleghi, semplici conoscenti fortemente critici sull’Europa, pronti a far propri slogan, luoghi comuni, giudizi sommari oggi di moda. Un invito a ragionare, a guardare, perlomeno con grande cautela, alla troppo diffusa ‘criminalizzazione’ dell’Europa. Un invito a rendersi conto di quanta strada con l’Europa si è fatta anche nel modo quotidiano di vivere. Un invito, al contempo, a non sottovalutare, ma ad individuare nella loro reale dimensione motivi di crisi, ritardi, difficoltà, prospettando tuttavia pure obiettivi e prospettive di soluzione. Un invito, comunque, a guardare ai dati, ai fatti. Un semplice punto di partenza, da cui chiunque possa muovere per un percorso che, si è convinti, non può che essere, nell’interesse anzitutto del nostro Paese, un percorso per ‘più e migliore Europa’.” (Dall’introduzione di Piergaetano Marchetti)

L’identità europea
Tzvetan Todorov
Traduzione di: E. Lana
€ 4,90
2019, 94 p., brossura
Garzanti Libri (Collana: I piccoli grandi libri)

La civiltà non è il passato dell’Europa, ma il suo avvenire.

Questo scritto di Tzvetan Todorov ci ricorda l’importanza di riscoprire le radici dell’Europa e incoraggiare, proprio a partire da queste, un’adesione sempre più salda e consapevole al progetto europeo. Scrive Todorov: «L’identità della cultura europea consiste nella sua maniera di gestire le diverse identità che la costituiscono a livello regionale, nazionale, religioso e culturale, accordando loro uno statuto nuovo e traendo profitto da questa stessa pluralità». La pluralità di culture è infatti per l’Europa allo stesso tempo un’eredità e una prospettiva, e una sua «gestione oculata» è l’unica base possibile per garantire, attraverso una coesistenza pacifica e inclusiva, la costituzione di un’unità civile e durevole.

Oltre le Nazioni. L’Europa tra sovranità e solidarietà
Zygmunt Bauman
Traduzione di: M. Cupellaro
€ 3,00
2019, 58 p., brossura
Laterza (Collana: Opere varie)

Se vuole sopravvivere, il continente europeo dovrà abbandonare il modello dello Stato-nazione che ha dominato gli ultimi quattro secoli e seguire la strada dell’integrazione politica e della solidarietà paneuropea.

«La nostra interdipendenza è già globale, mentre i nostri strumenti di azione ed espressione di volontà collettiva rimangono locali e resistono ostinatamente a qualsiasi ampliamento, violazione e/o limitazione. Il divario tra la scala delle interdipendenze e il raggio d’azione delle istituzioni esistenti è abissale, e si fa ogni giorno più ampio e profondo. Colmarlo o superarlo è a mio avviso la ‘meta-sfida’ del nostro tempo». In questo brevissimo saggio, Zygmunt Bauman espone le ragioni storiche, sociali e politiche per le quali l’Europa, se vuole salvaguardare la sua cultura e la sua centralità nel mondo globalizzato, non può lasciarsi tentare dai richiami di xenofobia, sovranismo e nazionalismo identitario.

Migrazioni e intolleranza
Umberto Eco
€ 7,00
2019, 71 p., brossura
La nave di Teseo (Collana: Le onde)

«Una intolleranza strisciante guadagna terreno giorno per giorno… L’intolleranza selvaggia si batte alle radici, attraverso una educazione costante che inizi dalla più tenera infanzia, prima che sia scritta in un libro.»

«Olanda, 2012: Umberto Eco tenne un discorso a Nijmegen, dove nel ‘600 fu firmato il primo trattato di pace europeo. Ora quel testo arriva in libreria e svela tutta la sua visione profetica: “La guerra è ancora tra noi, si chiama razzismo e intolleranza”» – Robinson

Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, una fulminante e agile raccolta di quattro saggi, di cui due inediti, che affrontano il tema dell’intolleranza e dei fenomeni migratori con la forza delle idee e delle argomentazioni, contro ogni pregiudizio. Una lezione civile, illuminante e profetica, su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.

The rebel girl. Autobiografia di una militante americana
Elizabeth Gurley Flynn
€ 17,00
2019, 384 p., brossura
Bepress

L’autobiografia di Elizabeth Gurley Flynn va oltre l’autobiografia, è il racconto di un’epoca in cui le lotte sociali sono semplicemente quotidianità, partecipazione, militanza. Gli Usa dei primi decenni del secolo scorso dove il vissuto di Elisabeth Gurley Flynn, fatto di comunismo al femminile, di ribellione e lotta si mescola a quello del suo tempo: “Questo libro narra di come divenni socialista all’età di sedici anni, della mia attività come militante degli IWW e organizzatrice di scioperi fino al 1918, del lavoro che intrapresi in seguito per la difesa dei diritti sindacali durante la prima guerra mondiale, e della mia profonda immedesimazione nella lotta per la liberazione di Sacco e Vanzetti. Un ritratto della mia vita di comunista militante. Molti di coloro che hanno scritto le proprie memorie lo hanno fatto in veste di ex-comunisti. Questo libro è la storia di una militante comunista che è fiera di esserlo. Quali ne possano essere le conseguenze, non mi muoverò mai dalle mie posizioni!”. “The rebel girl” è l’autobiografia di una rivoluzionaria unica nel panorama del femminismo internazionale.

Self made woman. Perché dietro una grande donna non c’è nessuno
Valeria Arnaldi
€ 16,50
2019, 240 p., brossura
Ultra

Imprenditrici, giornaliste, scienziate, artiste: uno studio sulle donne che ce l’hanno fatta, senza dover dire grazie a nessuno.

Hollingworth, giornalista e scrittrice, prima corrispondente a segnalare lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Gabrielle Bonheur Chanel, ossia Coco Chanel, figlia di ambulanti, che con il suo stile ha rivoluzionato la moda. Eileen Ford, che ha cambiato il modo di presentarla e farla sfilare. Poi Elizabeth Arden, che mutò il mondo della cosmetica. E molte altre. La tradizione è chiara: dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Alle donne si riconosce il ruolo di “spalla”, utile a sostenere e far trionfare il primo attore. L’onore dei riflettori però è tutt’altra cosa. Poco o nulla si dice di quelle che si sono affermate in modo autonomo o perfino opponendosi all’uomo che avrebbero dovuto avere, se non dietro, almeno accanto. Sono molte le donne che, nel tempo e in diversi ambiti, hanno cambiato da sole la propria vita, incidendo anche su storia e costume internazionale. Imprenditrici, giornaliste, scienziate, artiste: uno studio sulle donne che ce l’hanno fatta, senza dover dire grazie a nessuno.

Il giudice e Mussolini
Raffaele Vescera
€ 14,00
2019, 270 p., brossura
Enrico Damiani Editore (Collana: Gulliver)

Allo scoccare della seconda guerra mondiale, il vecchio Mauro del Giudice vive a Vieste. La sua è una routine da pensionato: qualche passeggiata, i libri, pochi amici, la figlia adottiva Franca e sua madre Vincenza, il mare chiaro del Gargano. E, sottotraccia, l’attività sovversiva contro il fascismo. Ma non è sempre stato così, e il passato continua a tormentarlo. Tornando indietro al delitto Matteotti, da cui prende avvio il Ventennio, lo ritroviamo presidente scomodo della Sezione della Corte d’Appello di Roma a cui fanno capo le indagini. Il processo non è di quelli facili, esecutori e mandanti nascondono la verità sotto le camicie nere ancora nuove. Tra false piste, minacce e lusinghe, collusioni e intimidazioni, Del Giudice, uomo riservato e magistrato integerrimo, oltre che umanista e appassionato meridionalista, si trova a dover sbrogliare una matassa sempre più intricata. E scopre, pagandone le conseguenze a caro prezzo, che le ragioni della soppressione dell’onorevole socialista, oltre che nella sua denuncia al nascente regime, sono da cercare in quella dimensione oscura dove, oggi come sempre, i giochi segreti della politica si intrecciano a quelli dell’economia, e il potere, trasversale a ogni ideologia, a ogni confine, a ogni tempo, si fa semplicemente tradimento e impunita violenza.


*Tutte le descrizioni a cura delle rispettive case editrici.

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